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interruttore bipolare

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[1] interruttore bipolare

Messaggioda Foto Utentemurdoch » 21 apr 2007, 11:32

salve ragazzi.. ho un problema: mi e' capitato di vedere che alcune volte ci sono interruttori che interrompono solo la fase, mentre alcune volte interrompono sia fase che neutro: sapreste dirmi perche' e da cosa puo' dipendere l'utilizzo di un interruttore invece che un alto? grazie a tutti
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Messaggioda Foto Utente6367 » 21 apr 2007, 14:44

Dipende dallo scopo per cui metti quell'interruttore.


Per esempio, se ha solo funzione di comando (accendi e spegni la luce), è sufficiente un interruttore unipolare.

Se invece ha anche funzioni di sezionamento (distacco completo dalla linea di alimentazione) deve aprire tutti i poli.


NB
Per non complicare il discorso. ho pensato ad una alimentazione TT, la più utilizzata nelle abitazioni......[/quote]
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Messaggioda Foto Utentemurdoch » 21 apr 2007, 15:51

su questo ci siamo. ma ho visto in abitazioni che un interruttorino bipolare era assemblato in una cassetta da incasso e comandava due prese bipasso: la mia domanda e' se e quando e' necessario usare un interruttorino bipolare al posto di uno semplice in ambito di normali appartamenti
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Messaggioda Foto UtenteIvan_Iamoni » 21 apr 2007, 16:06

La risposta e' gia' stata data da 6367.

"Dipende dallo scopo per cui metti quell'interruttore."

Ad esempio in tutti gli appartamenti o almeno cosi' dovrebbe essere, esiste un'interruttore differenziale "salvavita" subito dopo il punto di fornitura Enel.
Questo interruttore 'e bipolare, quindi fa' il sezionamento dell'intera linea sia su fase che su neutro ed e' obbligatorio.
Se poi il proprietario dell'impianto decide che alcune parti debbano essere a loro volta sezionate, (come ad esempio quelle due prese) installa un magnetotermico che si , seziona ma principalmente ha lo scopo di proteggere dai sovraccarichi.
Bipolare o unipolare proteggono allo stesso modo dal sovraccarico ma in alcune situazioni, ad esempio se di devono effettuare dei lavori su quella sezione senza togliere energia a tutto l'appartamento si installa un bipolare.
Nel caso che quell'apparecchio vada sezionato dal resto della linea per proteggerlo da cariche atmosferiche.
Questo mi sempbra forse il motivo per cui ti trovi due prese bipasso sotto bipolare, magari prima c'era collegato un PC con il relativo monitor, ed il prorpietario lo staccava in caso di qualche temporale.

Ivan
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Messaggioda Foto Utente6367 » 21 apr 2007, 17:14

ma ho visto in abitazioni che un interruttorino bipolare era assemblato in una cassetta da incasso e comandava due prese bipasso: la mia domanda e' se e quando e' necessario usare un interruttorino bipolare al posto di uno semplice in ambito di normali appartamenti


In questo modo puoi "sezionare" gli eventuali apparecchi collegati senza estrarre materialmente le spine dalle prese.
Per esempio per farci manutezione o per proteggerlo in modo efficace da eventuali sovratensioni durante il non uso, come diceva kamikaze.
Molto utile quando la presa è di scomodo accesso (es dietro a un mobile).

Curiosamente, non sono sicuro che già esista una norma per i piccoli sezionatori da serie civile, ma questo non ne impedice il loro utilizzo.
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Messaggioda Foto Utentegianluca.ciacciofera » 26 apr 2007, 20:17

PER ESSERE PIU PRECISI ........
D.P.R. 27.l4.55 n. 547
Art. 291 - Gli interruttori unipolari, su circuiti A corrente alternata, sono ammessi SOLO sui circuiti bipolari a bassa tensione per impianti di illuminazione installati in ambienti asciutti e per potenze non superiori a 1000W!!!!!
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Messaggioda Foto Utente6367 » 26 apr 2007, 21:21

PER ESSERE PIU PRECISI ........
D.P.R. 27.l4.55 n. 547


Avvisiamo subito il CEI e i fabbricanti, perché si adeguino al DPR di 52 anni fa, e tolgano subito dai cataloghi interruttori unipolari per correnti superiori a 6A perché non sono ammessi!!!!

:D
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Messaggioda Foto UtenteMike » 27 apr 2007, 9:00

6367 ha scritto:
PER ESSERE PIU PRECISI ........
D.P.R. 27.l4.55 n. 547


Avvisiamo subito il CEI e i fabbricanti, perché si adeguino al DPR di 52 anni fa, e tolgano subito dai cataloghi interruttori unipolari per correnti superiori a 6A perché non sono ammessi!!!!

:D


Ma LOL :lol:
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Messaggioda Foto Utentegianluca.ciacciofera » 28 apr 2007, 7:01

Mike ha scritto:
6367 ha scritto:
PER ESSERE PIU PRECISI ........
D.P.R. 27.l4.55 n. 547


Avvisiamo subito il CEI e i fabbricanti, perché si adeguino al DPR di 52 anni fa, e tolgano subito dai cataloghi interruttori unipolari per correnti superiori a 6A perché non sono ammessi!!!!

:D


Ma LOL :lol:



Non credo che un DPR abbia data di scadenza come uno yogurt!!!!
A meno che la giurisprudenza abbia emanato un D.L. che renda vano tale D.P.R!!!!


Per quanto riguarda i poveri fabbricanti.... credo che fermo restando che le caratteristiche nominali di un dispositivo di un interruttore sono in relazione ad un carico resistivo con cos fi>95%, in caco si comando carichi debolmente induttivi........
e poi la protezione dell'impianto, oltre che ai conduttori, va estesa a prese ed nterruttori, quindi se a monte ho un termico da 10 A, va da se che...... lasio a Voi le eventuali conclusioni, della lucida follia di un novellino!!! :wink:
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Messaggioda Foto Utente6367 » 28 apr 2007, 15:26

Non voglio entrare in una disquisizione giuridica perché sono ignorante in materia. Ma mi pare esistano delle sentenze che parlino proprio dell'applicabilità del suddetto decreto quando, sui medesimi aspetti, esistano delle norme CEI, che stabiliscono requisiti diversi.
Applicabilità che comunque riguarderebbe solo I LUOGHI DI LAVORO.

In ogni caso il decreto del '55 (ispirato allo stato dell'arte del '55, e alle norme in vigore nel '55) è stato scritto in un periodo in cui non era ben chiara la differenza fra TT e TN, in cui non era chiara la distinzione fra funzione di comando, sezionamento e protezione. In cui la sicurezza elettrica era globalmente a livelli molto più bassi.
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