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inverter applicato ed un uta

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[1] inverter applicato ed un uta

Messaggioda francesco Nisticò » 26 nov 2004, 18:11

Potrei sapere perché inserendo l'inverter a monte del ventilatore di un uta, alimentata a 380, variandogli la frequenza da o a 50 Hz ha una resa minore rispetto al collegamento diretto alla rete a 50hz fissa?
Misurando la corrente e la tensione ci siamo accorti che l'assorbimento in ingresso all'inveter è minore rispetto a quello misurato in uscita.L'inveter è da 28kw.
francesco Nisticò
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Messaggioda Foto Utentem_dalpra » 27 nov 2004, 19:44

I componenti elettrici ideali, purtroppo, non esistono.

Ne deriva che i componenti di un inverter hanno anche loro delle perdite, che puoi assaggiare anche tu semplicemente appoggiandovi una mano sopra al "cassettone", meglio detto chassis.
Se senti calore allora significa che stai spendendo un po' di soldi per scaldare l'aria attorno all'inverter.
:wink:

Nel catalogo dell'inverter troverai sicuramente la potenza termica dissipata, che tra l'altro ti serve per calcolare la sovratemperatura interna, e quindi per fare la certificazione CEI 17-13 del quadro elettrico che lo contiene.

Ora, se metti in rapporto la potenza del motore con quella dissipata ottieni il rendimento dell'inverter, che tipicamente e' del 95%, ossia le perdite sono di circa il 5%.

Le perdite comunque vengono guadagnate subito quando si usa il motore ad una potenza inferiore di quella di targa : ad esempio se usi il motore al 50%, risparmi un 45% sulla bolletta
E' un risparmio notevole, rispetto all'uso "antiquato" di strozzare il condotto chiudendo le serrande, e consumando sempre e comunque il 100% della potenza del motore.

Attenzione che, da che ne so, e' moooolto dubbia la misura che riportano gli strumenti convenzionali valle di un inverter, essendo tensioni/correnti di tipo modulato in frequenza (mi sembra le chiamano PWM).
Ci vuole quindi uno speciale strumento, tipo ad esempio il Power Analizer Fluke 43, che e' in pratica un oscilloscopio/amperometro palmare per i circuiti 230/400V.

Saluti Cordiali
Marco
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[3] Sono d'accordo

Messaggioda Foto UtenteTerminator » 5 mag 2005, 14:37

Lavoro da anni per uno dei maggiori produttori di inverter,
Capita spesso di trovare clienti che fanno questo tipo di prove, giungendo quindi a conclusioni per lo meno affrettate.
Concordo anch'io che non si possono rilevare le misure a valle dell'inverter con gli strumenti tradizionali in quanto falsati dalla forma d'onda non perfettamente sinusiodale e dalla frequenza che varia.

un po' meglio le misure eseguite con gli strumenti analogici, comunque un modo certo per misurare l'effettvo rendimento del sistema è misurare con un torsiometro la coppia fornita all'asse.

Inoltre c'è anche da tenere conto del cos fi che a monte dell'inverter è prossimo a 1. (tipicamente 0,97)
Questo porta una serie di vantaggi per cui vale la pena sacrificare qualche perdita (di solito nell'ordine del 3-5%)

Saluti.
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Messaggioda Foto Utentemario_maggi » 28 dic 2006, 23:16

Francesco,
Potrei sapere perché inserendo l'inverter a monte del ventilatore di un uta, alimentata a 380, variandogli la frequenza da o a 50 Hz ha una resa minore rispetto al collegamento diretto alla rete a 50hz fissa?


Questo puo' essere vero in certe condizioni, ma non in altre.
Per esempio, nei momenti in cui la tensione di rete e' piu' alta della nominale l'uso di un buon inverter puo' migliorare la resa, ottimizzando la tensione di uscita e quindi l'assorbimento. Bisogna anche tenere in considerazione le eventuali differenza stagionali di assorbimento elettrico dovute alla diversa densita' dell'aria. Con l'inverter si ottimizza, col funzionamento da rete no.
Non e' sempre detto, ma in molti casi un buon inverter ben parametrizzato ed un buon motore Eff1 possono far spendere meno dello stesso motore collegato direttamente alla rete.

Ciao
Mario
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