Potrei sapere perché inserendo l'inverter a monte del ventilatore di un uta, alimentata a 380, variandogli la frequenza da o a 50 Hz ha una resa minore rispetto al collegamento diretto alla rete a 50hz fissa?
Misurando la corrente e la tensione ci siamo accorti che l'assorbimento in ingresso all'inveter è minore rispetto a quello misurato in uscita.L'inveter è da 28kw.
inverter applicato ed un uta
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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I componenti elettrici ideali, purtroppo, non esistono.
Ne deriva che i componenti di un inverter hanno anche loro delle perdite, che puoi assaggiare anche tu semplicemente appoggiandovi una mano sopra al "cassettone", meglio detto chassis.
Se senti calore allora significa che stai spendendo un po' di soldi per scaldare l'aria attorno all'inverter.
Nel catalogo dell'inverter troverai sicuramente la potenza termica dissipata, che tra l'altro ti serve per calcolare la sovratemperatura interna, e quindi per fare la certificazione CEI 17-13 del quadro elettrico che lo contiene.
Ora, se metti in rapporto la potenza del motore con quella dissipata ottieni il rendimento dell'inverter, che tipicamente e' del 95%, ossia le perdite sono di circa il 5%.
Le perdite comunque vengono guadagnate subito quando si usa il motore ad una potenza inferiore di quella di targa : ad esempio se usi il motore al 50%, risparmi un 45% sulla bolletta
E' un risparmio notevole, rispetto all'uso "antiquato" di strozzare il condotto chiudendo le serrande, e consumando sempre e comunque il 100% della potenza del motore.
Attenzione che, da che ne so, e' moooolto dubbia la misura che riportano gli strumenti convenzionali valle di un inverter, essendo tensioni/correnti di tipo modulato in frequenza (mi sembra le chiamano PWM).
Ci vuole quindi uno speciale strumento, tipo ad esempio il Power Analizer Fluke 43, che e' in pratica un oscilloscopio/amperometro palmare per i circuiti 230/400V.
Saluti Cordiali
Marco
Ne deriva che i componenti di un inverter hanno anche loro delle perdite, che puoi assaggiare anche tu semplicemente appoggiandovi una mano sopra al "cassettone", meglio detto chassis.
Se senti calore allora significa che stai spendendo un po' di soldi per scaldare l'aria attorno all'inverter.
Nel catalogo dell'inverter troverai sicuramente la potenza termica dissipata, che tra l'altro ti serve per calcolare la sovratemperatura interna, e quindi per fare la certificazione CEI 17-13 del quadro elettrico che lo contiene.
Ora, se metti in rapporto la potenza del motore con quella dissipata ottieni il rendimento dell'inverter, che tipicamente e' del 95%, ossia le perdite sono di circa il 5%.
Le perdite comunque vengono guadagnate subito quando si usa il motore ad una potenza inferiore di quella di targa : ad esempio se usi il motore al 50%, risparmi un 45% sulla bolletta
E' un risparmio notevole, rispetto all'uso "antiquato" di strozzare il condotto chiudendo le serrande, e consumando sempre e comunque il 100% della potenza del motore.
Attenzione che, da che ne so, e' moooolto dubbia la misura che riportano gli strumenti convenzionali valle di un inverter, essendo tensioni/correnti di tipo modulato in frequenza (mi sembra le chiamano PWM).
Ci vuole quindi uno speciale strumento, tipo ad esempio il Power Analizer Fluke 43, che e' in pratica un oscilloscopio/amperometro palmare per i circuiti 230/400V.
Saluti Cordiali
Marco
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Quel che ci dà la vera forza per affrontare con piacere la vita è il sentirsi utile agli altri. z.m.
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m_dalpra
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[3] Sono d'accordo
Lavoro da anni per uno dei maggiori produttori di inverter,
Capita spesso di trovare clienti che fanno questo tipo di prove, giungendo quindi a conclusioni per lo meno affrettate.
Concordo anch'io che non si possono rilevare le misure a valle dell'inverter con gli strumenti tradizionali in quanto falsati dalla forma d'onda non perfettamente sinusiodale e dalla frequenza che varia.
un po' meglio le misure eseguite con gli strumenti analogici, comunque un modo certo per misurare l'effettvo rendimento del sistema è misurare con un torsiometro la coppia fornita all'asse.
Inoltre c'è anche da tenere conto del cos fi che a monte dell'inverter è prossimo a 1. (tipicamente 0,97)
Questo porta una serie di vantaggi per cui vale la pena sacrificare qualche perdita (di solito nell'ordine del 3-5%)
Saluti.
Capita spesso di trovare clienti che fanno questo tipo di prove, giungendo quindi a conclusioni per lo meno affrettate.
Concordo anch'io che non si possono rilevare le misure a valle dell'inverter con gli strumenti tradizionali in quanto falsati dalla forma d'onda non perfettamente sinusiodale e dalla frequenza che varia.
un po' meglio le misure eseguite con gli strumenti analogici, comunque un modo certo per misurare l'effettvo rendimento del sistema è misurare con un torsiometro la coppia fornita all'asse.
Inoltre c'è anche da tenere conto del cos fi che a monte dell'inverter è prossimo a 1. (tipicamente 0,97)
Questo porta una serie di vantaggi per cui vale la pena sacrificare qualche perdita (di solito nell'ordine del 3-5%)
Saluti.
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Terminator
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- Iscritto il: 5 mag 2005, 14:25
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Francesco,
Questo puo' essere vero in certe condizioni, ma non in altre.
Per esempio, nei momenti in cui la tensione di rete e' piu' alta della nominale l'uso di un buon inverter puo' migliorare la resa, ottimizzando la tensione di uscita e quindi l'assorbimento. Bisogna anche tenere in considerazione le eventuali differenza stagionali di assorbimento elettrico dovute alla diversa densita' dell'aria. Con l'inverter si ottimizza, col funzionamento da rete no.
Non e' sempre detto, ma in molti casi un buon inverter ben parametrizzato ed un buon motore Eff1 possono far spendere meno dello stesso motore collegato direttamente alla rete.
Ciao
Mario
Potrei sapere perché inserendo l'inverter a monte del ventilatore di un uta, alimentata a 380, variandogli la frequenza da o a 50 Hz ha una resa minore rispetto al collegamento diretto alla rete a 50hz fissa?
Questo puo' essere vero in certe condizioni, ma non in altre.
Per esempio, nei momenti in cui la tensione di rete e' piu' alta della nominale l'uso di un buon inverter puo' migliorare la resa, ottimizzando la tensione di uscita e quindi l'assorbimento. Bisogna anche tenere in considerazione le eventuali differenza stagionali di assorbimento elettrico dovute alla diversa densita' dell'aria. Con l'inverter si ottimizza, col funzionamento da rete no.
Non e' sempre detto, ma in molti casi un buon inverter ben parametrizzato ed un buon motore Eff1 possono far spendere meno dello stesso motore collegato direttamente alla rete.
Ciao
Mario
Mario Maggi
https://www.evlist.it per la mobilità elettrica e filiera relativa
https://www.axu.it , inverter speciali, convertitori DC/DC, soluzioni originali per la qualità dell'energia
Innovazioni: https://www.axu.it/mm4
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mario_maggi
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