BrunoValente ha scritto: Un astronave che viaggiasse nello spazio alla velocità necessaria, comunque inferiore a quella della luce, potrebbe tornare sulla terra dopo mille anni dalla partenza (tempo terrestre) e per l’astronauta sarebbe potuto trascorrere solo qualche anno o qualche mese... Questo è un viaggio nel futuro.
Vero. Però, oltre che un viaggio nel futuro, sarebbe anche un esilio perpetuo rispetto al proprio punto di partenza (inteso anche come società e cultura che ci si lascia alle spalle. Peraltro non mancano dei (per me stupendi) racconti di fantascienza basati proprio su questo principio. Una curiosità: quando da ragazzo mi appassionavo agli UFO, nelle discussioni più sensate si si ipotizzava appunto che eventuali navigatori dello spazio potessero essere SOLTANTO un popolo di nomadi spaziali permanenti...
Ciao
Piercarlo

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