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non consoco l'ambiente...

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[1] non consoco l'ambiente...

Messaggioda Foto Utentecdeli » 21 mag 2007, 10:15

Sono anni che lavoro nell'office automation.
Mi si presenta la possibilità di lavorare come programmatore PLC.
Detto che sono ingegnere, con le mie conoscenze non ho problemi, ma mi chiedo:
nel mondo del sw per ufficio, il programmatore è l'ultimo arrivato; poi, magari diventa analista, progettista, ecc.
nel mondo industriale è pure così o no?
Grazie a chi mi risponderà.
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Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 21 mag 2007, 11:14

Da Office automation ad Industrial automation c'e un
bel cambiamento. E' vero che e' stimolante cambiare attivita',
ma bisogna essere preparati a ricominciare tutto da capo.

Circa la "carriera", non e' certo facile "avanzare" partendo
dalla specializzazione di software (dipende dalla particolare
situazione dell'azienda, se e' piccola ci possono essere
opportunita', ma se e' grande e' piu' difficile).
Ma nel lavoro bisogna anche cercare gratificazioni personali
(e non sempre questo e' dato dalla carriera).
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Messaggioda Foto UtenteIvan_Iamoni » 22 mag 2007, 13:50

Concordo pienamente con g.schgor, sul fatto che la programmazione PLC e' una cosa molto diversa dall'office automation, senza pero' escludere che le tue precedenti esperienze e la tua qualifica universitaria ti diano un buon vantaggio, avrai sempre molte cose da imparare, ma ti sara' tutto piu' comprensibile.
Sui livelli di qualifica, sono molto scettico, non credo esistano dei passaggi come quelli che tu descrivi.

Programmo da 17 anni , e vedo che esistono due livelli di programmatore, quello da scrivania e quello di prima linea.

Solitamente nelle medie e grandi aziende, convivono entrambe, mentre nella realta' delle piccole o piccolissime aziende no, quasi esclusivamente quello da scrivania e da prima linea sono la stessa persona.

Sia chiaro che uno non esclude l'altro.
Io ho iniziato in prima linea, continuo in prima linea e credo che finiro' cosi', svolgo brevi attivita' di sviluppo (mai progettazione) a tavolino o assistenza telefonica o modem , ma il 90% della mia attivita' e' di modifiche , debug, e assistenza sono presso il cliente.

L'altra categoria da scrivania, pressoche tutti laureati "che i laureati non me ne vogliano" :roll: svolgono lavoro di progettazione e sviluppo per l'80% o 90% del loro tempo e sporadicamente eseguono sul campo cio' che hanno realizzato prima, magari per schiarirsi le idee.

Ovviamente un programmatore esperto di prima linea, potrebbe un giorno stancatosi di circumnavigare il globo, i diventare uno da tavolino e viceversa, per un programmatore da tavolino che vuole vedere dal vivo i suoi lavori stancatosi di stare detro una scrivania.

Ivan
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Messaggioda Foto Utentem_dalpra » 25 mag 2007, 12:21

Non so quale sia la tua specializzazione, ma bisogna avere delle buone basi di elettrotecnica per programmare un PLC.

Banalmente, un cliente ti potrebbe chiedere di fare un programma per l'avviamento Stella Triangolo di un motore asincrono trifase.
Un elettrotecnico (anche un buon elettricista) ha gia' capito tutto e non ha bisogno di nessun'altra informazione per fare questo piccolo software.

Difficilmente uno che e' abituato a Visualbasic, C, Java ed altro, riuscira' a capire cosa significa stella-triangolo !!

Tra l'altro e' opportuno conoscere bene anche le normative dell'elettrotecnica e in particolare la EN 60204-1 almeno nelle forme piu' generali riguardanti il funzionamento.
Marco

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Messaggioda Foto UtenteLUCAP86 » 27 mag 2007, 10:26

Ciao a tutti;

sono perfettamente d'accordo con Marco, io ho iniziato da poco nel mondo dell'automazione, sono un neo-diplomato in elettrotecnica, e la prima cosa che ho da subito notato, è che programmare un PLC non esula dal fatto di conoscere bene bene l'elettrotecnica. Molti sono convinti, che basti masticare un po' di informatica per fare certe cose, ma la realtà è che quando si programma un PLC, bisogna sapere soprattutto dal punto di vista elettrico quello che si sta facendo.
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Messaggioda Foto UtenteIvan_Iamoni » 27 mag 2007, 18:22

Invece sono parzialmente d'accordo con Marco, e' sacrosanto che un programmatore "completo"oltre la programmazione debba conoscere l'elettrotecnica, ma aggiungo, riallacciandomi al mio post precedente a quello di Marco, dico che nella realta' di una media o grande azienda, quando il programmatore e' "da scrivania" non deve necessariamente sapere cosa comandera' quell'uscita o cosa controllera' quell'ingresso.
Io posso chiedere al mio programmatore, di realizzarmi un programma in cui dietro comando di un'ingresso E, aziono contemporaneamente due uscite A1 ed A2 , e dopo un tempo regolabile da pannello , ma con limite inferiore minimo di 5 secondi disattivo A2 ed attivo un'altra uscita A3.
Se lo fa' senza nemmeno saperlo mi ha realizzato la sequenza di aviamento stella triangolo, e magari lo schema elettrico lo ha fatto un'altra persona.
Invece per il programmatore di "prima linea" , quello che fa' tutto , avete entrambe ragione.
Ivan
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Messaggioda Foto Utentem_dalpra » 27 mag 2007, 19:06

Aggiungo che i PLC hanno un altro problema, ovvero la responsabilita'.

Dietro alla programmazione del PC non c'e' nessuna responsabilita', come si puo' vedere nel contratto di licenza di un qualunque software (Windows in testa !)

Al contrario il programmatore del PLC non puo' esimersi da garantire il funzionamento della macchina, altrimenti come si protrebbe applicare il marchio CE alla stessa ?
Se il programma e' sbagliato e una macchina pressa la mano dell'operaio anziche' un pezzo in lavorazione, il programmatore finisce... in galera.

Al contrario Windows non fa altro che intasare la RAM del PC, ma Bill continua ad aumentare il suo patrimonio.
:cry:
Marco

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Messaggioda Foto UtenteLUCAP86 » 28 mag 2007, 20:13

Quello che dici tu è vero Ivan conosco bene anche io alcuni programmatori, che per occuparsi di una automazione, devono avere sempre a fianco l'elettricista. Questi però più che programmatori, di macchine automatizzate, io li considero dei COMPILATORI, per me un vero e proprio softwareista è una persona, che mentre ascolta un cliente, che ha bisogno di movimentare una macchina, già si immagina i passi di programma da scrivere e che tipo di dispositivi utilizzare. I programmatori di seconda linea, come li chiami tu, sanno fare solo ed esclusivamente quello che gli viene detto di fare, senza sapere ne l'utilità ne i motivi di ciò che fanno, che esistano e ce ne siano parecchi è anche vero, ma secondo me è una figura che lascia un po' il tempo che trova.


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