la dichiarazione di conformità rilasciata dall'istallatore, può essere sostituita da un "relazione" firmata da ingnegnere iscritto all'ordine, in cui dichiara che l'impianto è stato dimensionato e realizzato correttamente?
Esempio: il privato si fa l'impianto per casa, (che non potrebbe fare), ma non può fare la dic. di conf. allora chiede ad un professionista un documento che possa sostituire come valore legale la dic di conf. (per esempio per l'agibilità).
sostituzione dichiarazione conformità
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Mike
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6367 ha scritto:Sarà possibile, fra un po', far fare da un professionista una dichiarazione di rispondenza alla RdA, in sostituzione della dichiarazione di conformità.
puoi dirmi qualcosa in più in proposito ?
tornando alla domanda originaria, se ho capito bene, un impianto senza dichiarazione di conformità, non può essere "messo in funzione" e niente può sostituire la stessa
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Al momento nulla può sostituire la dichiarazione di conformità. In futuro se viene approvata la nuova legge del testo unico in materia impiantistica sarà possibile la certificazione da parte di un professionista ma solo per delle situazioni ben determinate.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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In effetti, secondo, me qui c'è un "buco legislativo" che sono curioso di vedere se e come sarà risolto.
Da un lato dare la possibilità di sostituire la dichiarazione di conformità con una "certificazione" da parte di un professionista è, a mio parere, necessario; dall'altro lato questa soluzione aprirà di fatto un problema legato al "fai da te" o all'esecuzione di impianti realizzati in "nero".
Il tutto potrebbe essere risolto sull'ipotesi di correttezza del professionista che "certificherà" l'impianto cioè nella speranza che non ci siano professionisti compiacenti che certifichino senza nemmeno vedere l'impianto realizzato.
Come ho detto, personalmente ritengo comunque necessario prevedere una procedura per sanare situazioni che possono anche presentarsi attualmente come paradossali.
Voglio dire non si può escludere a priori che un impianto senza dichiarazione di conformità sia un impianto tecnicamente a regola d'arte. E allora in questo caso uno come può risolvere la situazione? Non può farsi fare una dichiarazioni di conformità poiché questa può essere rilasciata solamente da chi ha realizzato l'impianto o la parte di impianto. Ma d'altro canto non si può nemmeno presumere che un impianto a regola d'arte possa essere sostituito solamente al fine di avere la dichiarazione di conformità.
E quindi in questo senso ben venga la "certificazione sostitutiva"; magari richiedendo al professionista i requisiti minimi necessari già richiesti affinchè possa essere nominato come "direttore tecnico" di un'impresa di impianti elettrici.
Così si risolverebbe un altro paradosso attuale per cui un professionista con certi requisiti può rilasciare la dichiarazione di conformità se nomintao "direttore tecnico" dell'impresa esecutrice, ma il medesimo professionista nulla può certificare su un impianto se non ha tale nomina.
D'altro lato sarà da evitare che questo nuovo eventuale strumento non si tramuti in una scorciatoia per sanare formalmente situazioni tecnicamente non accettabili.
Vedremo.
Da un lato dare la possibilità di sostituire la dichiarazione di conformità con una "certificazione" da parte di un professionista è, a mio parere, necessario; dall'altro lato questa soluzione aprirà di fatto un problema legato al "fai da te" o all'esecuzione di impianti realizzati in "nero".
Il tutto potrebbe essere risolto sull'ipotesi di correttezza del professionista che "certificherà" l'impianto cioè nella speranza che non ci siano professionisti compiacenti che certifichino senza nemmeno vedere l'impianto realizzato.
Come ho detto, personalmente ritengo comunque necessario prevedere una procedura per sanare situazioni che possono anche presentarsi attualmente come paradossali.
Voglio dire non si può escludere a priori che un impianto senza dichiarazione di conformità sia un impianto tecnicamente a regola d'arte. E allora in questo caso uno come può risolvere la situazione? Non può farsi fare una dichiarazioni di conformità poiché questa può essere rilasciata solamente da chi ha realizzato l'impianto o la parte di impianto. Ma d'altro canto non si può nemmeno presumere che un impianto a regola d'arte possa essere sostituito solamente al fine di avere la dichiarazione di conformità.
E quindi in questo senso ben venga la "certificazione sostitutiva"; magari richiedendo al professionista i requisiti minimi necessari già richiesti affinchè possa essere nominato come "direttore tecnico" di un'impresa di impianti elettrici.
Così si risolverebbe un altro paradosso attuale per cui un professionista con certi requisiti può rilasciare la dichiarazione di conformità se nomintao "direttore tecnico" dell'impresa esecutrice, ma il medesimo professionista nulla può certificare su un impianto se non ha tale nomina.
D'altro lato sarà da evitare che questo nuovo eventuale strumento non si tramuti in una scorciatoia per sanare formalmente situazioni tecnicamente non accettabili.
Vedremo.
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conte.gio ha scritto:In effetti, secondo, me qui c'è un "buco legislativo" che sono curioso di vedere se e come sarà risolto.
Da un lato dare la possibilità di sostituire la dichiarazione di conformità con una "certificazione" da parte di un professionista è, a mio parere, necessario; dall'altro lato questa soluzione aprirà di fatto un problema legato al "fai da te" o all'esecuzione di impianti realizzati in "nero".
Diciamo che per come è impostata la legge, la certificazione avrà carattere di "condono" per le situazioni emerse tra il 1990 e il giorno in cui entrerà in vigore la legge, per sanare gli impianti privi di DC (per volontà o per i noti problemi di fallimento impresa, mancata consegna, ecc.) e "straordinario" nel futuro peri i casi appunto di fallimento dell'azienda. Se poi espandono questa competenza son ...zi acidi diventerà la sagra del post getto (brutta abitudine oramai sempre più presente) e del certificato...
conte.gio ha scritto:Il tutto potrebbe essere risolto sull'ipotesi di correttezza del professionista che "certificherà" l'impianto cioè nella speranza che non ci siano professionisti compiacenti che certifichino senza nemmeno vedere l'impianto realizzato.
Come ci sono medici, avvocati, notai, giudici, ecc. incompetenti e compiacenti la nostra categoria non fa eccezione, per cui questo è un falso problema. Il problema di fondo è che quando ne beccassero uno lo mandassero in galera, vedrai che tutto funzionerebbe bene, il nocciolo stà tutto qui: giustizia celere e certezza dell'applicazione della pena...
conte.gio ha scritto:Come ho detto, personalmente ritengo comunque necessario prevedere una procedura per sanare situazioni che possono anche presentarsi attualmente come paradossali.
Voglio dire non si può escludere a priori che un impianto senza dichiarazione di conformità sia un impianto tecnicamente a regola d'arte. E allora in questo caso uno come può risolvere la situazione? Non può farsi fare una dichiarazioni di conformità poiché questa può essere rilasciata solamente da chi ha realizzato l'impianto o la parte di impianto. Ma d'altro canto non si può nemmeno presumere che un impianto a regola d'arte possa essere sostituito solamente al fine di avere la dichiarazione di conformità.
E quindi in questo senso ben venga la "certificazione sostitutiva"; magari richiedendo al professionista i requisiti minimi necessari già richiesti affinchè possa essere nominato come "direttore tecnico" di un'impresa di impianti elettrici.
Così si risolverebbe un altro paradosso attuale per cui un professionista con certi requisiti può rilasciare la dichiarazione di conformità se nomintao "direttore tecnico" dell'impresa esecutrice, ma il medesimo professionista nulla può certificare su un impianto se non ha tale nomina.
Quella dei requisiti tecnici è un'altra assurdità. Un architetto appena laureato ha di diritto i requisiti per tutte le lettere della L. 46/90 e magari non sà cos'è una conduttura...
Comunque il professionista per certificare deve avere almeno 5 anni di iscrizione all'albo e spero proprio che questo compito sia affidato solo a ingegneri e periti....
conte.gio ha scritto:D'altro lato sarà da evitare che questo nuovo eventuale strumento non si tramuti in una scorciatoia per sanare formalmente situazioni tecnicamente non accettabili.
Vedremo.
La cosa che mi fa incavolare è invece l'aspetto più importante che non viene trattato: le verifiche e i controlli...
Qualcuno ventila l'idea di affidarli ai soliti organismi privati (vedi DPR 462/01) e sarebbe il male minore, ma la cosa peggiore vorrebbero creare una figura professionale apposita, ovvero il solito carrozzone...
Si parla tanto di semplificazioni ma io ho notato che le cose diventano sempre di più burocratiche e ingarbugliate e farne le spese sono sempre quelli che hanno sempre seguito la "regola dell'arte". Ai pirati di turno e avventurieri è andata e andrà sempre bene...
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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Mike, sono d'accordo su tutto.
In particolare sul discorso dei controlli. Ormai i controlli sono sempre e solo sulla carta... e quando viene fuori qualche casino si aggiunge uno step di controllo, sempre di carta... quindi ci troviamo con il controllore del controllore del controllore del verificatore del collaudatore del revisore... ogni volta un controllo in più e ogni volta si risolve con l'emissione di un certificato o una dichiarazione o di una qualsivoglia carta che nessuno controlla che sia veritiera.
Sembra che ci sia solo l'intento di distribuire e di diluire le responsabilità in modo che alla fine nessuno sia responsabile di nulla... e questo in generale, non solo per gli impianti.
In particolare sul discorso dei controlli. Ormai i controlli sono sempre e solo sulla carta... e quando viene fuori qualche casino si aggiunge uno step di controllo, sempre di carta... quindi ci troviamo con il controllore del controllore del controllore del verificatore del collaudatore del revisore... ogni volta un controllo in più e ogni volta si risolve con l'emissione di un certificato o una dichiarazione o di una qualsivoglia carta che nessuno controlla che sia veritiera.
Sembra che ci sia solo l'intento di distribuire e di diluire le responsabilità in modo che alla fine nessuno sia responsabile di nulla... e questo in generale, non solo per gli impianti.
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Ciao a Tutti,
faccio io una domanda piu' o meno inerente al tema.
Impianto elettrico di un'abitazione, realizzato a regola d'arte e con emissione di regolare dichiarazione di conformita' redatta da uno specialista.
Subisce una "apparentemente piccola" modifica da un'elettricista diverso da quello che ha fatto l'impianto.
In una scatola portafrutti, installa una presa bipasso in piu'.
Come devo considerare la vecchia dichiarazione, ancora valida?
Il succo della mia domanda, quale modifica o di quale entita' annulla la precedente dichiarazione?
E' ammessa un'integrazione?
Grazie
Ivan
faccio io una domanda piu' o meno inerente al tema.
Impianto elettrico di un'abitazione, realizzato a regola d'arte e con emissione di regolare dichiarazione di conformita' redatta da uno specialista.
Subisce una "apparentemente piccola" modifica da un'elettricista diverso da quello che ha fatto l'impianto.
In una scatola portafrutti, installa una presa bipasso in piu'.
Come devo considerare la vecchia dichiarazione, ancora valida?
Il succo della mia domanda, quale modifica o di quale entita' annulla la precedente dichiarazione?
E' ammessa un'integrazione?
Grazie
Ivan
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Di fatto l'elettricista che mette mano su un impianto già realizzato dovrebbe rilasciare una dichiarazione di conformità sulle modifiche da lui eseguite. Quindi in questo caso dovrebbero esserci in teoria due dichiarazioni, una rilasciata da chi ha fatto l'impianto e una seconda da chi ha installato la presa aggiuntiva.
Ovvio è che mi viene da ridere al solo pensiero che qualcuno rilasci una dichiarazione di conformità per l'installazione di una presa.
Non so dirti se è contemplato un minimo di opere sotto il quale non è richiesta dichiarazione di conformità.
Ovvio è che mi viene da ridere al solo pensiero che qualcuno rilasci una dichiarazione di conformità per l'installazione di una presa.
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