Collegamento ventilatore a soffitto
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soltec ha scritto:e' evidente che l'etichetta è rovesciata.mettelia nel verso giusto e tutto ti torna...
Grazie infinite
Comunque, a me non sembra un dettaglio da poco. E' una cosa grave che un'azienda seria metta in commercio un prodotto con le istruzioni sbagliate nel libretto (parla di un solo morsetto "L" quando invece ve ne sono 2) e con un'etichetta attaccata capovolta. A voi non sembra? Forse sono io un po' esagerato
Comunque grazie ancora a tutti...

Ultima modifica di
Anthony il 24 giu 2012, 10:37, modificato 1 volta in totale.
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Electro ha scritto:Quindi non era impossible che fosse capovolta?
In verità mi sembra tuttora impossibile, anche se ho dovuto arrendermi all'evidenza. Quando ho detto che "mi sembra impossibile" intendevo solo dire che ritengo la cosa gravissima per un'azienda seria. E' una "distrazione" che può procurare danni. E' come se un'azienda farmaceutica sbagliasse a scrivere la posologia di un farmaco nel foglietto. Tutto qui

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Ciao, sicuramente la tua etichetta dei collegamenti è stata incollata al contrario. non ci sono dubbi.
per quanto riguarda il collegamento dei 2 diversi carichi prova a collegarli come più ti sembra corretto, essendo 2 carichi non particolarmente delicati anche se dovessi sbagliare qualcosa non dovrebbe succedere nulla.

per quanto riguarda il collegamento dei 2 diversi carichi prova a collegarli come più ti sembra corretto, essendo 2 carichi non particolarmente delicati anche se dovessi sbagliare qualcosa non dovrebbe succedere nulla.

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Anthony ha scritto:soltec ha scritto:e' evidente che l'etichetta è rovesciata.mettelia nel verso giusto e tutto ti torna...
Comunque, a me non sembra un dettaglio da poco.
No, non è un dettaglio da poco; ecco il motivo del mio post precedente.
Hai citato una serie di "roboanti" certificazioni ... ma se poi l'etichetta dei collegamenti elettrici è rovescia, non so se sapere che è certificata TUV mi rende particolarmente felice.
"Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono a volte"
Per qualche dollaro in più
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Il dettaglio rilevato non e' da poco ma, "anche nelle migliori famiglie" (come si usa dire) l'errore puo' capitare.
Resta comunque il fatto che, leggendo le istruzioni e come e' successo poi nella realta', e' facile accorgersi del grossolano errore.
D'altra parte l'OP ha sottolineato che trattasi di articolo di poco prezzo.
In definitiva, non ne farei un dramma
Resta comunque il fatto che, leggendo le istruzioni e come e' successo poi nella realta', e' facile accorgersi del grossolano errore.
D'altra parte l'OP ha sottolineato che trattasi di articolo di poco prezzo.
In definitiva, non ne farei un dramma
marco
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Volendo fare il polemico:
acquisto un oggetto di basso costo, non per questo però mi deve essere venduto un oggetto difettoso.
Quando compro un capo di abbigliamento difettoso sottocosto, mi è indicato dove è difettoso. Se voglio lo compro, se non mi va bene non lo compro. Devo essere informato anche dei difetti giustamente.
Se compro un ventilatore economico probabilmente è costruito per non durare, con componenti non di primissima qualità, senza accessori, senza troppi optional
... ma non con "scritto sulla scatola" : attenzione, da qualche parte c'è qualcosa che non va.
Tornando alle certificazioni esibite.
TUV, recita il sito:
"Offriamo servizi certificativi in ambito qualità, energia, ambiente, sicurezza e prodotto"
Prima di attaccarci una etichetta con un testo in qualsiasi prodotto commercializzo, la leggerei.
Poi per carità nessun dramma; se compro sapendo cosa trovo dentro al scatola...

acquisto un oggetto di basso costo, non per questo però mi deve essere venduto un oggetto difettoso.
Quando compro un capo di abbigliamento difettoso sottocosto, mi è indicato dove è difettoso. Se voglio lo compro, se non mi va bene non lo compro. Devo essere informato anche dei difetti giustamente.
Se compro un ventilatore economico probabilmente è costruito per non durare, con componenti non di primissima qualità, senza accessori, senza troppi optional
... ma non con "scritto sulla scatola" : attenzione, da qualche parte c'è qualcosa che non va.
Tornando alle certificazioni esibite.
TUV, recita il sito:
"Offriamo servizi certificativi in ambito qualità, energia, ambiente, sicurezza e prodotto"
Prima di attaccarci una etichetta con un testo in qualsiasi prodotto commercializzo, la leggerei.
Poi per carità nessun dramma; se compro sapendo cosa trovo dentro al scatola...

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La "certificazione" del sistema qualità e altro, non mi risulta essere obbligatoria, il fabbricante paga il TuV o altro organismo legittimato a valutare e certificare il rispetto dello standard relativamente a specifiche norme (tipo ISO) da parte della suddetta azienda.
Gli audit di certificazione, guardano sia la documentazione (procedure di fabbricazione, ma anche obiettivi generali dell' azienda) che il prodotto, sono controlli a campione.
Se tutto è ok e l' auditor conferma che i vari punti della norma in esame sono esauditi (salvo eventuali più o meno piccole non conformità che provvederà ad aprire a carico dell' azienda e che questa sarà chiamata a rimuovere nel più breve tempo possibile dando poi evidenza dei fatti), viene rilasciata la certificazione e il produttore può apporre il simbolino dell' ente certificatore sul suo prodotto (o meglio, anche questa prassi è regolamentata dall' ente certificatore, non è detto che il marchio di questi si possa apporre "ovunque").
Se poi in produzione, però, la storia va diversamente rispetto alla fase dell' audit, questo è un altro paio di maniche.
In sostanza, se è vero che l' ente certificatore ci mette la faccia è anche vero che il giro di soldi non è poca cosa.
Gli audit di certificazione, guardano sia la documentazione (procedure di fabbricazione, ma anche obiettivi generali dell' azienda) che il prodotto, sono controlli a campione.
Se tutto è ok e l' auditor conferma che i vari punti della norma in esame sono esauditi (salvo eventuali più o meno piccole non conformità che provvederà ad aprire a carico dell' azienda e che questa sarà chiamata a rimuovere nel più breve tempo possibile dando poi evidenza dei fatti), viene rilasciata la certificazione e il produttore può apporre il simbolino dell' ente certificatore sul suo prodotto (o meglio, anche questa prassi è regolamentata dall' ente certificatore, non è detto che il marchio di questi si possa apporre "ovunque").
Se poi in produzione, però, la storia va diversamente rispetto alla fase dell' audit, questo è un altro paio di maniche.
In sostanza, se è vero che l' ente certificatore ci mette la faccia è anche vero che il giro di soldi non è poca cosa.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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E' vero. Se un'azienda vuole certificare la qualità del processo (non del prodotto) un ente certificatore mediante sorveglianze verificherà appunto la bontà di ciascuna fase di produzione, progettazione, preventivazione, etc...
Poi ci sono certificazioni di prodotto, di sicurezza, ambientali ... ogni ente certificatore può certificare parecchie cose.
La mia considerazione non era polemica verso chi rilascia la certificazione, ma verso chi ne fa uso.
Commercializzare una serie di prodotti a basso costo, non vuol dire usare procedure diverse di progettazione, produzione, etc... se vuoi "appiccicare" la stessa targhetta del prodotto migliore che fai.
Se commercializzi qualcosa costruito da altri e lo immetti nel mercato europeo, dovresti accertarti che effettivamente questo risponda alle normative vigenti europee.
In ogni caso una targhetta rovescia (di serie) non è un esempio di qualità produttiva. Un controllo finale del prodotto scadente non è una medaglia.
Poi ci sono certificazioni di prodotto, di sicurezza, ambientali ... ogni ente certificatore può certificare parecchie cose.
La mia considerazione non era polemica verso chi rilascia la certificazione, ma verso chi ne fa uso.
Commercializzare una serie di prodotti a basso costo, non vuol dire usare procedure diverse di progettazione, produzione, etc... se vuoi "appiccicare" la stessa targhetta del prodotto migliore che fai.
Se commercializzi qualcosa costruito da altri e lo immetti nel mercato europeo, dovresti accertarti che effettivamente questo risponda alle normative vigenti europee.
In ogni caso una targhetta rovescia (di serie) non è un esempio di qualità produttiva. Un controllo finale del prodotto scadente non è una medaglia.
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Sono d'accordo che non è un dramma, dal momento che il montaggio dovrebbe sempre essere fatto da un elettricista esperto. Però non banalizzerei troppo la cosa, che a mio avviso è grave anche per i danni che avrebbe potuto provocare e per la superficialità dimostrata dal produttore. Proprio sull'aspetto più importante, ossia il collegamento elettrico dell'apparecchio, due gravi errori: il libretto di istruzioni parla di un solo morsetto "L" mentre in realtà ce ne sono due (forse perché le istruzioni si riferiscono alla versione senza kit luce) e, secondo, l'etichetta con l'indicazione dei collegamenti è invertita. Cosa sarebbe successo se uno, nel montaggio, avesse seguito l'etichetta?
La presenza delle certificazioni che ho prima elencato rende la cosa ancor più grave perché ci dimostra (casomai ce ne fosse stato bisogno) che queste non servono assolutamente a niente e non certificano un bel niente. Ciò che dice Attilio è giusto, ma non corrisponde a ciò che percepisce il consumatore medio il quale crede che questi bollini sanciscano la qualità del prodotto che stanno acquistando e non la bontà dei processi aziendali controllati a campione.
Oltretutto, leggere nel libretto di istruzioni due o tre pagine di avvertenze insulse (distanze dagli oggetti, robustezza del gancio di fissaggio, lettura attenta delle istruzioni, l'uso di apparecchi a gas nella stessa stanza, e così via) rende l'episodio ancora più grottesco. Che senso ha scrivere nel libretto di istruzioni frasi del tipo "si raccomanda di non mettere la testa fra le pale mentre il ventilatore è in funzione" e poi incollare l'etichetta dei collegamenti al contrario?
Infine, torno a ripetere. "Economico" non vuol dire "scadente". E poi il ventilatore di cui stiamo parlando non è neanche tanto economico. Ho usato questo termine solo per dire che è un modello di fascia bassa della gamma. Non l'ho comprato di certo su una bancarella del mercatino sotto casa.
Comunque mi fa piacere che questa discussione abbia provocato queste riflessioni extra-tecniche che sono, tutto sommato, molto utili e costruttive.
La presenza delle certificazioni che ho prima elencato rende la cosa ancor più grave perché ci dimostra (casomai ce ne fosse stato bisogno) che queste non servono assolutamente a niente e non certificano un bel niente. Ciò che dice Attilio è giusto, ma non corrisponde a ciò che percepisce il consumatore medio il quale crede che questi bollini sanciscano la qualità del prodotto che stanno acquistando e non la bontà dei processi aziendali controllati a campione.
Oltretutto, leggere nel libretto di istruzioni due o tre pagine di avvertenze insulse (distanze dagli oggetti, robustezza del gancio di fissaggio, lettura attenta delle istruzioni, l'uso di apparecchi a gas nella stessa stanza, e così via) rende l'episodio ancora più grottesco. Che senso ha scrivere nel libretto di istruzioni frasi del tipo "si raccomanda di non mettere la testa fra le pale mentre il ventilatore è in funzione" e poi incollare l'etichetta dei collegamenti al contrario?
Infine, torno a ripetere. "Economico" non vuol dire "scadente". E poi il ventilatore di cui stiamo parlando non è neanche tanto economico. Ho usato questo termine solo per dire che è un modello di fascia bassa della gamma. Non l'ho comprato di certo su una bancarella del mercatino sotto casa.
Comunque mi fa piacere che questa discussione abbia provocato queste riflessioni extra-tecniche che sono, tutto sommato, molto utili e costruttive.
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