io parlo a titolo personale e fornisco quella che è stata mia esperienza.
Quando ho iniziato ero davanti a 3 alternative:
1. iniziare seriamente comprando un kit offerto da una casa affidabile e presente sul mercato in modo da partire con molta documentazione di supporto e farmi delle buone basi, per poter poi spaziare anche su altro.
2. iniziare da smanettone puro spendendo meno possibile e beccarmi tutti gli ostacoli legati all'impiego di programmatori e autocostruzioni varie.
3. buttarmi su una soluzione stile Arduino sapendo che avrei ottenuto realizzazioni facili ma legate a un brand di prodotti destinati a vivere e morire nell'hobbystica
alla fine ho scelto il punto 1. (PICKIT2) è stato il compromesso migliore perché mi ha permesso di iniziare ad apprendere la vera programmazione embedded ( o almeno presumo dall'alto della mia ignoranza

). Mi ha inoltre permesso di apprendere in fretta in modo da poter lavorare in maniera retroativa , portandomi cioè alla comprensione di lavori che mi sarebbero pesati se fossi partito dal punto 2. Infine continuando a studiare sulla scia di come ho proceduto adesso credo che potrei ( con qualche sforzo sia chiaro) passare anche agli Atmel.
L'Arduino l'ho scartato perché mi ha sempre dato l'idea di un binario veloce ma che finisce alla prima stazione senza proseguire.
Aggiungo solo che questa scelta è stata confortata dal fatto di lavorare e potermi permettere di spendere autonomamente anche quelle 50 euro per partire con un kit. Se fossi tornato ai tempi in cui si spegnava lo scooter in discesa per risparmiare benza forse mi sarei dovuto accontentare della soluzione 2.
TardoFreak credo che il discorso della lingua inglese c'entri fino a un certo punto perché che si parta da Microchip o Atmel becchi comunque tutto in lingua straniera .. e se parti da Arduino sei comunque su una aspettativa di maturazione diversa secondo me.
Con Microchip più che altro trovi molti più supporter e storico (la Atmel non ha un precursore come Tanzilli

)