La cosa più sensata in questo caso sarebbe avere n.4 partenze:
- n.1 mtdiff 10 A - 0,03 A linea luce aule 1, 2 e bagno;
- n.1 mtdiff 10 A - 0,03 A linea luce aule 3 e 4;
- n.1 mtdiff 16 A - 0,03 A linea FM aule 1, 2 e bagno;
- n.1 mtdiff 16 A - 0,03 A linea FM aule 3 e 4.
Ma modificare ciò che è gia stato fatto è sempre complicato, bisogna verificare sempre quadro elettrico e tubazioni.
Ciao.
Linea luce prese 10A aule
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Un'altra soluzione potrebbe essere di sostituire l'attuale interruttore da 10A con uno da 16A (0,03A) e contestualmente maggiorare la dorsale luci (non le derivazioni alle plafoniere, sperando che non siano tutte collegate in entra ed esci) da 1,5 mm² a 2,5 mm².
Mi sono limitato ad un intervento che al 99% è fattibile, risolutivo e di rapida attuazione, poi è ovvio che vi siano soluzioni decisamente migliori come quelle già proposte da chi è intervenuto prima, ma ovviamente bisogna valutare la situazione oggettiva.
Saluti
Mi sono limitato ad un intervento che al 99% è fattibile, risolutivo e di rapida attuazione, poi è ovvio che vi siano soluzioni decisamente migliori come quelle già proposte da chi è intervenuto prima, ma ovviamente bisogna valutare la situazione oggettiva.
Saluti
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Attilio ha scritto:
Un'altra soluzione potrebbe essere di sostituire l'attuale interruttore da 10A con uno da 16A (0,03A) e contestualmente maggiorare la dorsale luci (non le derivazioni alle plafoniere, sperando che non siano tutte collegate in entra ed esci) da 1,5 mm² a 2,5 mm².
Attilio, la dorsale è unica per quel circuito ed è da 2,5mmq, le derivazioni nelle singole scatole, sono da 1,5 per la linea luce e da 2,5 mmq per le prese in quella data aula, le plafoniere non sono collegate in entra ed esci ma collegate in una scatola di derivazione singolarmente sulla dorsale da 1,5mmq.
Posso intervenire anche in questo modo visto ( spendig rewiw ) della P.A.
“vivi il presente“
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Pierluigi2002
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L' intervento diventa ancor più sbrigativo.
Se vuoi, comunque, tra il 10A e il 16A, c'é sempre il 13A (anche come magnetotermico differenziale in 2 din), potrebbe essere "cautelativo", anche perché non saprei in quali altri casi utilizzarlo se non in uno come questo!
Se vuoi, comunque, tra il 10A e il 16A, c'é sempre il 13A (anche come magnetotermico differenziale in 2 din), potrebbe essere "cautelativo", anche perché non saprei in quali altri casi utilizzarlo se non in uno come questo!
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trafitto da un raggio di sole:
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Salvatore Quasimodo
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Attilio:
In tutti i casi la proposta alla P.A. sarà sia questa, che quella di aggiungere una dorsale all'esistente in modo da avere su una dorsale 2 aule + bagno e sull'altra 2 aule.
In tutti i casi la proposta alla P.A. sarà sia questa, che quella di aggiungere una dorsale all'esistente in modo da avere su una dorsale 2 aule + bagno e sull'altra 2 aule.“vivi il presente“
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Pierluigi2002
1.048 2 3 6 - Expert

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Riprendo la discussione da me iniziata, per tenere aggiornati gli installatori che mai, hanno avuto a che fare ( in senso lavorativo) con la P.A. di tutta Italia. La mia decisione, di come procedere per evitare lo sgancio del IMD dopo previa verifica nelle scatole di derivazione e la quantità dei cavi che occupavano i tubi, ho deciso di installare ulteriore linea dorsale, dividendo su due diverse partenze (protette singolarmente) il carico dei corpi illuminante e le prese. Togliendo l’attuale IMD su quattro moduli, ho installato (n. 2) IMD su due moduli stessa casa produttrice, il quadro non pare sia stato modificato. L’argomento èra stato preso in considerazione circa metà novembre ed è stato effetuato oggi 04/01/2013 (tempi lunghi per la P.A. ) se l’intervento fosse stato eseguito per una struttura privata, tempo occorrente due ore, ma senza sudare.
Voglio aggiungere
Alla base di un’organizzazione c’è un modello organizzativo. Un modello organizzativo è uno schema di divisione e di coordinamento del lavoro
diretto a conseguire i fini aziendali. Ci sono due tipi di modelli organizzativi: il modello organizzativo rigido (o gerarchico burocratico.) e i modelli organizzativi flessibili, cosìddetti perché adattabili alle esigenze del cambiamento dettate dalle richieste di mercato. Alle esigenze innovative escritte, permeate dei principi di efficienza, economicità e efficacia, deve uniformarsi innanzitutto il modello organizzativo della pubblica
amministrazione, rivolgendosi a forme flessibili con il conseguente superamento del modello organizzativo rigido, ritenuto non più adeguato alle esigenze del mercato e della cultura dominante. Mentre prima, infatti, la burocrazia teneva conto prevalentemente di una attività
centrata sullo svolgimento delle procedure, con i modelli organizzativi flessibili si tiene conto dei bisogni dell’utenza interna (dipendenti) e esterna (cittadini). I due modelli, rigido e flessibile, caratterizzano due tipi di strutture organizzative :
la struttura rigida o burocratica:
A) rallenta il flusso delle informazioni, ostacolando la crescita. se pensiamo
al modo in cui le informazioni circolano all'interno della p.a.(circolari che, prima
di arrivare al destinatario, attraversano tutti i livelli della gerarchia, interna ed esterna) e anche al linguaggio spesso incomprensibile perché fatto di termini arcaici, ci rendiamo conto del tempo che si perde; B) favorisce una burocrazia poco sensibile alle persone i lavoratori sono considerati più secondo un'accezione tayloristica,cioè come mezzi di produzione, anziché alla luce della complessità che caratterizza la
natura umana; così pure, il cittadino utente non viene preso in considerazione concretamente come soggetto portatore di bisogni verso la collettività e le istituzioni; C) tende a creare rapporti autoritari, ogni lavoratore deve eseguire ordini che gli derivano dall'alto; D) demotiva le persone questa è una conseguenza dei rapporti autoritari, in quanto eseguire un ordine significa esprimere una cultura esecutiva che, in quanto tale non Stimola l'interesse e la creatività.
la struttura flessibile:
E) rende più fluide le informazioni, producendo risultati aziendali più immediati questo significa che la comunicazione è più diretta, sia perché raggiunge il destinatario senza troppi giri burocratici, sia perché il linguaggio usato è più chiaro, sia perché spesso alla forma scritta si sostituisce quella verbale, tutto ciò ovviamente fa guadagnare tempo; F) tiene conto dei bisogni sia degli utenti interni (dipendenti) sia degli
utenti esterni (cittadini) i lavoratori sono considerati nella loro dimensione umana, come esseri dotati di bisogni e di motivazioni, nonché di aspettative verso la struttura lavorativa di appartenenza, mentre al cittadino si riconosce centralità rispetto alla istituzioni,
che pertanto vengono intese come apparati predisposti al suo servizio; G) tende a creare rapporti democratico-partecipativi i lavoratori entrano a far parte dei processi decisionali diretti alle varie soluzioni di problemi aziendali; H) motiva le persone attraverso il coinvolgimento nell'attività
coinvolgere significa infatti valorizzare e quindi motivare attivando la creatività e il senso di responsabilità. I) tiene conto delle esigenze delle varie strutture e per questo si realizza attraverso il decentramento delle funzioni, dando luogo ad un'autonoma gestione degli uffici che rispondono del risultato L) introduce criteri di flessibilità delle funzioni,che significa presenza di conoscenze generali all'intero settore di attività e in più, conoscenze
specializzate nell'ambito della specifica attività M) prevede la presenza di una struttura di staff nella quale le conoscenze si esprimono in modo flessibile a vantaggio della snellezza delle procedure.
Scusate lo sfogo
Voglio aggiungere
Alla base di un’organizzazione c’è un modello organizzativo. Un modello organizzativo è uno schema di divisione e di coordinamento del lavoro
diretto a conseguire i fini aziendali. Ci sono due tipi di modelli organizzativi: il modello organizzativo rigido (o gerarchico burocratico.) e i modelli organizzativi flessibili, cosìddetti perché adattabili alle esigenze del cambiamento dettate dalle richieste di mercato. Alle esigenze innovative escritte, permeate dei principi di efficienza, economicità e efficacia, deve uniformarsi innanzitutto il modello organizzativo della pubblica
amministrazione, rivolgendosi a forme flessibili con il conseguente superamento del modello organizzativo rigido, ritenuto non più adeguato alle esigenze del mercato e della cultura dominante. Mentre prima, infatti, la burocrazia teneva conto prevalentemente di una attività
centrata sullo svolgimento delle procedure, con i modelli organizzativi flessibili si tiene conto dei bisogni dell’utenza interna (dipendenti) e esterna (cittadini). I due modelli, rigido e flessibile, caratterizzano due tipi di strutture organizzative :
la struttura rigida o burocratica:
A) rallenta il flusso delle informazioni, ostacolando la crescita. se pensiamo
al modo in cui le informazioni circolano all'interno della p.a.(circolari che, prima
di arrivare al destinatario, attraversano tutti i livelli della gerarchia, interna ed esterna) e anche al linguaggio spesso incomprensibile perché fatto di termini arcaici, ci rendiamo conto del tempo che si perde; B) favorisce una burocrazia poco sensibile alle persone i lavoratori sono considerati più secondo un'accezione tayloristica,cioè come mezzi di produzione, anziché alla luce della complessità che caratterizza la
natura umana; così pure, il cittadino utente non viene preso in considerazione concretamente come soggetto portatore di bisogni verso la collettività e le istituzioni; C) tende a creare rapporti autoritari, ogni lavoratore deve eseguire ordini che gli derivano dall'alto; D) demotiva le persone questa è una conseguenza dei rapporti autoritari, in quanto eseguire un ordine significa esprimere una cultura esecutiva che, in quanto tale non Stimola l'interesse e la creatività.
la struttura flessibile:
E) rende più fluide le informazioni, producendo risultati aziendali più immediati questo significa che la comunicazione è più diretta, sia perché raggiunge il destinatario senza troppi giri burocratici, sia perché il linguaggio usato è più chiaro, sia perché spesso alla forma scritta si sostituisce quella verbale, tutto ciò ovviamente fa guadagnare tempo; F) tiene conto dei bisogni sia degli utenti interni (dipendenti) sia degli
utenti esterni (cittadini) i lavoratori sono considerati nella loro dimensione umana, come esseri dotati di bisogni e di motivazioni, nonché di aspettative verso la struttura lavorativa di appartenenza, mentre al cittadino si riconosce centralità rispetto alla istituzioni,
che pertanto vengono intese come apparati predisposti al suo servizio; G) tende a creare rapporti democratico-partecipativi i lavoratori entrano a far parte dei processi decisionali diretti alle varie soluzioni di problemi aziendali; H) motiva le persone attraverso il coinvolgimento nell'attività
coinvolgere significa infatti valorizzare e quindi motivare attivando la creatività e il senso di responsabilità. I) tiene conto delle esigenze delle varie strutture e per questo si realizza attraverso il decentramento delle funzioni, dando luogo ad un'autonoma gestione degli uffici che rispondono del risultato L) introduce criteri di flessibilità delle funzioni,che significa presenza di conoscenze generali all'intero settore di attività e in più, conoscenze
specializzate nell'ambito della specifica attività M) prevede la presenza di una struttura di staff nella quale le conoscenze si esprimono in modo flessibile a vantaggio della snellezza delle procedure.
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Pierluigi2002
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