Motore cc ad eccitazione indipendente
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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Per il fatto dei calcoli effettivamente non servono alla risoluzione del problema ma di solito ce li chiedono sempre e quindi li ho calcolati lo stesso
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xmichele ha scritto:Quindi il secondo termine a secondo membro non esiste proprio o è un caso particolare?
Non capisco la domanda, ad ogni modo,
a) il secondo termine della relazione che ho scritto io, si riferisce all'autoinduzione del circuito di eccitazione, ovvero

ed è un termine che "esiste" sempre, ma a volte può essere nullo o comunque trascurabile in quanto la corrente di eccitazione può essere ritenuta costante; si, è caso particolare, ma comune nei problemi.
b) Il secondo termine della relazione da te scritta, ovvero

non può essere corretto in quando starebbe ad indicare che il flusso di eccitazione si muove rispetto al circuito di eccitazione (che lo ha generato) ad una velocità angolare
; quella relazione come ricorderai, si riferisce invece alla forza elettromotrice indotta nell'armatura a causa del movimento della stessa rispetto al circuito induttore (e quindi rispetto al flusso generato dallo stesso) e che permette di scrivere per il circuito di armatura (non per quello di eccitazione)
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Si è chiaro.Posso approfittare per chiarire un altro dubbio?
Se in un trasformatore rappresentato attraverso un circuito equivalente semplificato ho una grandezza del secondario riportata al primario e voglio sapere il suo valore effettivo devo usare il rapporto di trasformazione K (che tiene conto della configurazione stella o triangolo del secondario e del primario) e non solo del rapporto spire m, giusto?
Per esempio
Se in un trasformatore rappresentato attraverso un circuito equivalente semplificato ho una grandezza del secondario riportata al primario e voglio sapere il suo valore effettivo devo usare il rapporto di trasformazione K (che tiene conto della configurazione stella o triangolo del secondario e del primario) e non solo del rapporto spire m, giusto?
Per esempio

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xmichele ha scritto:... se ho una grandezza del secondario riportata al primario e voglio sapere il suo valore effettivo devo usare il rapporto di trasformazione K (che tiene conto della configurazione stella o triangolo del secondario e del primario) e non solo del rapporto spire m, giusto?
Per esempio
Si, il "trasporto" non dipende dal tipo di collegamento interno, che il trasformatore sia un Yd, Dy, Yy, DD, non influisce sul calcolo dei parametri riportati, il circuito equivalente viene sempre modellato con un Yy al fine di poter utilizzare il circuito equivalente monofase; il rapporto spire andrà solo ad influire sul calcolo delle effettive correnti di fase.
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Scusami per l'insicurezza, quindi quando faccio il riporto di una grandezza qualsiasi dal secondario al primario o viceversa DEVO tenere conto della configurazione triangolo o stella di essi ed usare il rapporto di trasformazione K e NON il rapporto spire m?
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