Salve.
Quando si guarda la caratteristica Coppia-giri di un motore asincrono trifase, si possono distinguere 3 zone: la prima è il tratto a coppia costante; il secondo, decrescente, rappresenta la zona a potenza costante; poi c'è il terzo, tratto a potenza decrescente.
La mia domanda è: da cosa sono detrminati l'inzio del 2° e 3° tratto?
Idealmente, potrei avere solo il primo tratto, quello costante, con un motore che presenta coppia massima (costante) per qualunque numero di giri, ma non è così nella realta. Ad un certo punto, si ha il secondo tratto, una iperbole: cosa rappresenta?
Grazie mille
Lino
Curva di Coppia e Potenza nei motori asincroni
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g.schgor,
IsidoroKZ
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Salve,
mi sembra che tu ti stia riferendo alla curve di coppia e potenza di un motore (asincrono) pilotato da inverter a frequenza e tensione variabili.
Infatti la curva di coppia del motore asincrono ha andamento "a gobba".
Il primo tratto (quello a coppia costante) inizia da fermo e si estende fino al raggiungimento del massimo livello di tensione che l'inverter è in grado di erogare.
Successivamente l'inverter aumenta la frequenza ma non la tensione; di conseguenza il rapporto V/f decresce (parimenti il flusso e quindi la coppia)
La coppia quindi decresce in modo inv.proporsionale con il numero di giri (curva iperbolica). La potenza (C x w ) rimane costante.
Nell'ultimo tratto ( a potenza decrescente) occorre agire in modo da limitare lo scorrimento e pertanto la coppia diminuisce in modo più che lineare con la frequenza e la potenza decresce....
E' spiegato un po' approssimativamente, ma all'interno delle risorse del sito ci sono belle spiegazioni...
Saluti Francesco
mi sembra che tu ti stia riferendo alla curve di coppia e potenza di un motore (asincrono) pilotato da inverter a frequenza e tensione variabili.
Infatti la curva di coppia del motore asincrono ha andamento "a gobba".
Il primo tratto (quello a coppia costante) inizia da fermo e si estende fino al raggiungimento del massimo livello di tensione che l'inverter è in grado di erogare.
Successivamente l'inverter aumenta la frequenza ma non la tensione; di conseguenza il rapporto V/f decresce (parimenti il flusso e quindi la coppia)
La coppia quindi decresce in modo inv.proporsionale con il numero di giri (curva iperbolica). La potenza (C x w ) rimane costante.
Nell'ultimo tratto ( a potenza decrescente) occorre agire in modo da limitare lo scorrimento e pertanto la coppia diminuisce in modo più che lineare con la frequenza e la potenza decresce....
E' spiegato un po' approssimativamente, ma all'interno delle risorse del sito ci sono belle spiegazioni...
Saluti Francesco
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Ciao e grazie della spipegazione.
Effettivamente mi riferivo proprio ad un motore asincrono pilotato da un inverter.
Solo tre cose:
1) Credo che la massima tensione non sia dettata dall'inveter (il cui surriscaldamento dipende dalla frequenza di commutazione), ma da quella che può
sopportare il motore; o forse dalla massima tensione che può essere presa dalla linea...non so...
2) Se stiamo lavorando a flusso costante (almeno nella prima zona) non mi trovo: qui infatti crescerebbero sia V, che la frequenza, e quindi il flusso sarebbe
crescente e non costante.
3) perché ci dev'essere la terza zona? perché bisogna limitare lo scorrimento?
Se puoi dammi i link agli articoli di cui parlavi.
Ti ringrazio moltissimo.
Lino
Effettivamente mi riferivo proprio ad un motore asincrono pilotato da un inverter.
Solo tre cose:
1) Credo che la massima tensione non sia dettata dall'inveter (il cui surriscaldamento dipende dalla frequenza di commutazione), ma da quella che può
sopportare il motore; o forse dalla massima tensione che può essere presa dalla linea...non so...
2) Se stiamo lavorando a flusso costante (almeno nella prima zona) non mi trovo: qui infatti crescerebbero sia V, che la frequenza, e quindi il flusso sarebbe
crescente e non costante.
3) perché ci dev'essere la terza zona? perché bisogna limitare lo scorrimento?
Se puoi dammi i link agli articoli di cui parlavi.
Ti ringrazio moltissimo.
Lino
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ho ritrovato l'articolo di cui parlavo :
http://www.electroportal.net/vis_resour ... zio&id=130
1) si intendevo dire che l'inverter, data una certa tensione in ingresso, non puo' fornire una tensione in uscita superiore a circa 0,78 volte quella di ingresso.
2) no, diciamo che l'inverter, aumentando linearmente la tensione e la frequenza mantiene il flusso costante... V = w x flusso. Quindi flusso = (V)/(w) che è costante (nell'articolo è veramente spiegato bene )
3) perché se lo scorrimento relativo supera un certo valore entri nella zona instabile della caratteristica dell'asincrono (quella a gobba)
http://www.electroportal.net/vis_resour ... zio&id=130
1) si intendevo dire che l'inverter, data una certa tensione in ingresso, non puo' fornire una tensione in uscita superiore a circa 0,78 volte quella di ingresso.
2) no, diciamo che l'inverter, aumentando linearmente la tensione e la frequenza mantiene il flusso costante... V = w x flusso. Quindi flusso = (V)/(w) che è costante (nell'articolo è veramente spiegato bene )
3) perché se lo scorrimento relativo supera un certo valore entri nella zona instabile della caratteristica dell'asincrono (quella a gobba)
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