Però tu mi dicevi che quello da 10A in realtà ne poteva offrire circa la metà.
Secondo te, questo da 630VA, riusce a fornirne a sufficienza?
Di quei 25A dichiarati, quanti ne riesce a fornire, secondo te?
Non ho le specifiche del trasformatore sottomano, per il momento.
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Se raddrizzi a doppia semionda con un grosso condensatore elettrolitico dietro, devi dividere la corrente erogabile dal trasformatore per circa 1.8 per avere la corrente continua disponibile.
Raffredda bene il ponte!
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Per quanto riguarda il ponte raddrizzatore.
Mi affido a quanto afferma in qualche post fa
IsidoroKZ, scrivendo che il ponte è comandato a dissipare la potenza di 20W.
Questi ponti raddrizzatori, (nel case che avevi postato post indietro), hanno tipicamente una resistenza termica giunzione case di circa
. Succede che in verità alcuni costruttori riescono ad affermare addirittura
; ma noi prendiamo buoni 1.5, che ci torneranno utili in altri passaggi.
Ammettiamo che i diodi poi siano molto generosi nei nostri confronti, e si lascino andare bene di trovari a lavorare con le giunzioni a
.
Ammettiamo anche che la temperatura ambiente massima non superi
.
Partendo da questi dati reali o ragionevoli, proviamo e verificare che resistenza termica dovrebbe avere l'eventuale dissipatore.
Cominciamo a verificare quale resistenza termica giunzione-aria dobbiamo garantire:

Questa è la resistenza termica totale che si deve garantire tra giunzione fino all'aria.
A questo punto, sappiamo che una bella fetta è già fisiologica del ponte raddrizzatore e quindi non ci resta che individuare la resistenza termica che deve assicurare il dissipatore da scegliere.
.
Ecco che ci è tornato utile considerare la resistenza termica giunzione case di 1,5 K/W per lo specifico case. Se fosse inferiore, compenserà il fatto che ci sarà anche un resistenza termica tra case e dissipatore, tipicamente dalle parti di 0,2 K/W.
Ed ecco la sorpresa nella lettura dei dati: ammesso di lasciare arrivare la giunzione dei diodi a 70 °C, dovremo applicare un dissipatore di resistenza almeno uguale ma meglio inferiore di 0,5 K/W. Un valore non felice da raggiungere, e già tenendosi di larga manica nei confronti dei diodi che, in quanto amici di
IsidoroKZ, potrebbero farsela andare bene se li raffredderai a queste condizioni.
Mi affido a quanto afferma in qualche post fa
Questi ponti raddrizzatori, (nel case che avevi postato post indietro), hanno tipicamente una resistenza termica giunzione case di circa
. Succede che in verità alcuni costruttori riescono ad affermare addirittura
; ma noi prendiamo buoni 1.5, che ci torneranno utili in altri passaggi.Ammettiamo che i diodi poi siano molto generosi nei nostri confronti, e si lascino andare bene di trovari a lavorare con le giunzioni a
.Ammettiamo anche che la temperatura ambiente massima non superi
.Partendo da questi dati reali o ragionevoli, proviamo e verificare che resistenza termica dovrebbe avere l'eventuale dissipatore.
Cominciamo a verificare quale resistenza termica giunzione-aria dobbiamo garantire:

Questa è la resistenza termica totale che si deve garantire tra giunzione fino all'aria.
A questo punto, sappiamo che una bella fetta è già fisiologica del ponte raddrizzatore e quindi non ci resta che individuare la resistenza termica che deve assicurare il dissipatore da scegliere.
.Ecco che ci è tornato utile considerare la resistenza termica giunzione case di 1,5 K/W per lo specifico case. Se fosse inferiore, compenserà il fatto che ci sarà anche un resistenza termica tra case e dissipatore, tipicamente dalle parti di 0,2 K/W.
Ed ecco la sorpresa nella lettura dei dati: ammesso di lasciare arrivare la giunzione dei diodi a 70 °C, dovremo applicare un dissipatore di resistenza almeno uguale ma meglio inferiore di 0,5 K/W. Un valore non felice da raggiungere, e già tenendosi di larga manica nei confronti dei diodi che, in quanto amici di
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Candy
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Ciao ragazzi, grazie per le vostre risposte.
Dunque, vi posto delle foto sul dissipatore che ho montato sul rettificatore per tentare di raffreddarlo.
E' un dissipatore che utilizzato per dissipare un processore Intel con queste caratteristiche:
http://ark.intel.com/products/43517/Int ... e-1_66-GHz
Ho usato il foro del rettificatore per far passare un bullone e assicurarlo al dissipatore (ho usato della pasta termica tra i due come si fa per i processori).
Ho allegato delle foto per farvi vedere il dissipatore dato che non ho una sigla che lo identifichi.
Dalle foto non sembra, ma la superficie del rettificatore è totalmente a battuta su quella del dissipatore.
Inoltre, ho anche il dissipatore (con ventola) che usavo per il mio vecchio processore Athlon AMD 1400+ che da datasheet aveva questi valori:
Vi allego anche una foto di questo dissipatore.
Nel frattempo, vorrei ricapitolare il sistema che ho al momento:
Trasformatore da 630W con uscita da 24VAC e che eroga sino a 25A.
Tra l'uscita del trasformatore e il rettificatore ho inserito un fusibile da 25A (è giusto o lo dovrei mettere più grande?).
Tra l'uscita in continua del rettificatore e il driver ho messo in parallelo il condensatore elettrolito da 50VDC max e 22kuF.
Il rettificatore è montato come in foto.
Dalle tue considerazioni, Candy, mi sono ritornate in mente quelle che facevamo a lezione durante il corso di elettronica di potenza: dovrei recuperare quel libro e andarmele a rivedere per bene; sono passati un po' di anni e non le ho più fresche in memoria.
Secondo voi, uno dei due dissipatori può andar bene?
Ovviamente, non mi azzardo a testare il circuito per ora: preferisco avere dei vostri pareri prima.
Dunque, vi posto delle foto sul dissipatore che ho montato sul rettificatore per tentare di raffreddarlo.
E' un dissipatore che utilizzato per dissipare un processore Intel con queste caratteristiche:
http://ark.intel.com/products/43517/Int ... e-1_66-GHz
Ho usato il foro del rettificatore per far passare un bullone e assicurarlo al dissipatore (ho usato della pasta termica tra i due come si fa per i processori).
Ho allegato delle foto per farvi vedere il dissipatore dato che non ho una sigla che lo identifichi.
Dalle foto non sembra, ma la superficie del rettificatore è totalmente a battuta su quella del dissipatore.
Inoltre, ho anche il dissipatore (con ventola) che usavo per il mio vecchio processore Athlon AMD 1400+ che da datasheet aveva questi valori:
Minimum/Typical/Maximum power dissipation 5 Watt (Stop Grant mode) / 64.7 Watt / 72.1 Watt
Vi allego anche una foto di questo dissipatore.
Nel frattempo, vorrei ricapitolare il sistema che ho al momento:
Trasformatore da 630W con uscita da 24VAC e che eroga sino a 25A.
Tra l'uscita del trasformatore e il rettificatore ho inserito un fusibile da 25A (è giusto o lo dovrei mettere più grande?).
Tra l'uscita in continua del rettificatore e il driver ho messo in parallelo il condensatore elettrolito da 50VDC max e 22kuF.
Il rettificatore è montato come in foto.
Dalle tue considerazioni, Candy, mi sono ritornate in mente quelle che facevamo a lezione durante il corso di elettronica di potenza: dovrei recuperare quel libro e andarmele a rivedere per bene; sono passati un po' di anni e non le ho più fresche in memoria.
Secondo voi, uno dei due dissipatori può andar bene?
Ovviamente, non mi azzardo a testare il circuito per ora: preferisco avere dei vostri pareri prima.
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marcusbarnet
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Le ho ripostate.
Comunque quelle che avevo postato prima erano abbastanza contenute.. ora le ho ridotte maggiormente.
Spero vadano bene.
Comunque quelle che avevo postato prima erano abbastanza contenute.. ora le ho ridotte maggiormente.
Spero vadano bene.
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marcusbarnet
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Per tornare all'aspetto tecnico: hai fatto una roba abominevolmente brutta e tecnicamente una "ciofeca".
1) Il corpo del ponte aderisce, (aderirebbe), al dissipatore solo per una parte della sua superfice.
2) C'è troppo silicone che farà più da isolante che da contributo alla riduzione della resistenza termica.
3) Il dissipatore è piccolo. Avevamo calcolato sommariamente una resistenza termica di circa 0.5 K/W. Quello, se va bene, l'ha dalle parti di 4 K/W.
...
In tutta questa storia forse ti salverà il fatto che il coefficiente d'utilizzo dell'attuatore non sarà 1, e quindi la potenza dissipata inferiore delle peggiori attese.
Comunque: non si usano i raddrizzatori monofase a ponte di Graetz per correnti così elevati a bassa tensione. Un perdita di 20W sul solo ponte, per una potenza dalle parti di 300W è un assurdo. Prima dell'avvento degli alimentatori switching si usavano i trasformatori a zero centrale, ma, se serviva il livellamento, si usavano alimentazioni almeno trifase.
1) Il corpo del ponte aderisce, (aderirebbe), al dissipatore solo per una parte della sua superfice.
2) C'è troppo silicone che farà più da isolante che da contributo alla riduzione della resistenza termica.
3) Il dissipatore è piccolo. Avevamo calcolato sommariamente una resistenza termica di circa 0.5 K/W. Quello, se va bene, l'ha dalle parti di 4 K/W.
...
In tutta questa storia forse ti salverà il fatto che il coefficiente d'utilizzo dell'attuatore non sarà 1, e quindi la potenza dissipata inferiore delle peggiori attese.
Comunque: non si usano i raddrizzatori monofase a ponte di Graetz per correnti così elevati a bassa tensione. Un perdita di 20W sul solo ponte, per una potenza dalle parti di 300W è un assurdo. Prima dell'avvento degli alimentatori switching si usavano i trasformatori a zero centrale, ma, se serviva il livellamento, si usavano alimentazioni almeno trifase.
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Candy
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Tipicamente, che tipo di raddrizzatori si usano per questo tipo di applicazioni?
E per che cosa viene, invece, utilizzato quello che ho preso io?
Vorrei capire bene anche perché, magari, in futuro mi ricapiterà un problema simile e non vorrei fare gli stessi errori.
E per che cosa viene, invece, utilizzato quello che ho preso io?
Vorrei capire bene anche perché, magari, in futuro mi ricapiterà un problema simile e non vorrei fare gli stessi errori.
Ultima modifica di
Candy il 5 apr 2013, 23:18, modificato 2 volte in totale.
Motivazione: Inutile citazione integrale al post precedente.
Motivazione: Inutile citazione integrale al post precedente.
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marcusbarnet
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