Problemi nella misura della Icc F-N
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All'inizio (1995) usavo anch'io un HT per la prova di Zg nei sistemi TN ma effettivamente non era affidabile specialmente vicino ai trasformatori dove la componente reattiva era preponderante su quella resistiva. Non conosco il tuo strumento, potresti provare ad effettuare una misura alla fine di una linea abbastanza lunga e fare un confronto con il valore presunto calcolato. Comunque da allora stiamo utilizzando un Impmeter2 con buoni risultati.
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Anche io avevo sentito parlare della affidabilità della menzionata azienda - nel sesno della affidabilità della misura - che di fatto spesso fa preferire affidarsi altrove ...mia opinione ...
Se il set dello strumento è correto, credo vi sia una fondamentale che inganna lo strumento...
Sarebbe interessante adottare la medesima misura con un altro strumento.....
Se il set dello strumento è correto, credo vi sia una fondamentale che inganna lo strumento...
Sarebbe interessante adottare la medesima misura con un altro strumento.....
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La corrente di cto.cto. FN al secondario di un TRF da 1250 kVA (triangolo/stella) è praticamente uguale a quella 3F (anzi per la precisione quella FN è leggermente superiore a quella 3F, trascurando l'impedenza dei cavi di collegamento TRF-QG). Quindi se consideri anche i cavi di collegamento TRF-QG, normalmente di lunghezza di una decina di metri che non influiscono molto rispetto all'impedenza interna del TRF (ipotizzo perché non conosco il tuo impianto), non dovresti ottenere grosse differenze di misura tra le due correnti di cto.cto.
E' basilare sapere se la misura delle correnti di cto.cto. attese rientra nel campo di misura dello strumento che stai usando e con quale errore, e soprattutto se la misura che hai effettuato è stata eseguita a quattro fili (connessione Kelvin) o a due fili.
Se hai usato la connessione a due fili praticamente hai misurato l'impedenza dei cavetti di collegamento dello strumento al circuito!!!!
Per inciso, l'IMP-METER2 prevede di norma la connessione Kelvin e solo in certi casi (fine linea) si può adottare la connessione a due fili.
E' basilare sapere se la misura delle correnti di cto.cto. attese rientra nel campo di misura dello strumento che stai usando e con quale errore, e soprattutto se la misura che hai effettuato è stata eseguita a quattro fili (connessione Kelvin) o a due fili.
Se hai usato la connessione a due fili praticamente hai misurato l'impedenza dei cavetti di collegamento dello strumento al circuito!!!!
Per inciso, l'IMP-METER2 prevede di norma la connessione Kelvin e solo in certi casi (fine linea) si può adottare la connessione a due fili.
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Premetto che non ho esperienza dello strumento in oggetto ma se non è predisposto per la misura a quattro fili, come giustamente suggerito da
esisnc, potrebbe essere che gestisca la compensazione in altro modo. Ad esempio mediante la misura separata dell'impedenza del kit di sonde. Suggerisco di consultare il manuale per vedere se parla di qualcosa di simile.
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Giovepluvio
5.978 3 6 10 - G.Master EY

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Quoto,...credo sia stato un banale errore nella esecuzione delle procedure assodate dal data sheet dello strumento...
D'altronde, il Genius della HT è uno strumento professionale conosciuto...
Oppure, come espresso - con il metodo Kelvin - si adotta il collegamento a 4 conduttori, e nel menù del display potrai verificare le varie configurazioni di Icc, F-N / FF / FFF / F-PE...
D'altronde, il Genius della HT è uno strumento professionale conosciuto...
Oppure, come espresso - con il metodo Kelvin - si adotta il collegamento a 4 conduttori, e nel menù del display potrai verificare le varie configurazioni di Icc, F-N / FF / FFF / F-PE...
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@esisnc
Grazie per la risposta precisa come sempre.
Mi potresti dare indicazioni più dettagliate in merito alle modalità di calcolo della Iccfn subito a valle del trafo? Con quale metodo si calcola in questo caso la Iccfn?
Quindi la strada di ricavare la Icc3f moltiplicando per 2 la Iccfn vale solo ad adeguata distanza dalla cabina.
La Icc3F calcolata a 50 m dalla cabina (cavo 2x240F+1x240N+1x240PE) è di circa 22,8 kA. La misura invece mi dà: Zfn=0,16 Ohm e Iccfn=1437 A.
La Icc3F calcolata a 225 m dalla cabina (cavo 2x300F+2x150N+1x300PE) è di circa 11,7 kA. La misura invece mi dà: Zfn=0,23 Ohm e Iccfn=1000 A.
In entrambi i casi, anche a notevoli distanze dalla cabina, se faccio Icc3f=2Iccfn ottengo valori che differiscono sempre di un fattore 10 da quelli teorici.
Lo strumento garantisce un campo di misura esteso fino a 40 kA e prevede un'inserzione con un puntale sulla F, uno sul N e uno sul PE, quindi si tratta di una misura a 2 fili. Possibile che l'errore di un fattore 10 sia dovuto a questo?
Anche a fine linea?
Grazie per la risposta precisa come sempre.
Mi potresti dare indicazioni più dettagliate in merito alle modalità di calcolo della Iccfn subito a valle del trafo? Con quale metodo si calcola in questo caso la Iccfn?
Quindi la strada di ricavare la Icc3f moltiplicando per 2 la Iccfn vale solo ad adeguata distanza dalla cabina.
La Icc3F calcolata a 50 m dalla cabina (cavo 2x240F+1x240N+1x240PE) è di circa 22,8 kA. La misura invece mi dà: Zfn=0,16 Ohm e Iccfn=1437 A.
La Icc3F calcolata a 225 m dalla cabina (cavo 2x300F+2x150N+1x300PE) è di circa 11,7 kA. La misura invece mi dà: Zfn=0,23 Ohm e Iccfn=1000 A.
In entrambi i casi, anche a notevoli distanze dalla cabina, se faccio Icc3f=2Iccfn ottengo valori che differiscono sempre di un fattore 10 da quelli teorici.
Lo strumento garantisce un campo di misura esteso fino a 40 kA e prevede un'inserzione con un puntale sulla F, uno sul N e uno sul PE, quindi si tratta di una misura a 2 fili. Possibile che l'errore di un fattore 10 sia dovuto a questo?
Anche a fine linea?
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Franco140751
348 1 2 7 - Expert EY

- Messaggi: 436
- Iscritto il: 10 feb 2007, 7:29
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^^^ Rileggendo gli articoli sulla Icc, è corretto adottare un valore di Icc presunto con le condizioni ordinarie dei cavi - in relazione alla loro temperatura - che come sappiamo, aumenta a causa del corto circuito fino a determinare un aumento siginificativo della resistenza ohmica intrinseca e di conseguenza la Zg. - che oassumerà un valore diverso e minore rispetto alla prima parte dell'onda sinusoidale...
In pratica, penso che lo strumento determini con un calcolo determinato dal costruttore, un valore calcolato in tal senso...
A mio avviso, se così fosse, mi apre che il dato - seppur reale - sia forviante rispetto alla credenziale di base che ci serve...poiché, in questi im pianti le protezioni sono sempre di tipo S - ritardate all'apertura - in pratica lo strumento da un valore che è quello certo, il valore che determina l'intervento...
CALCOLO DELLA CORRENTE DI CORTO CIRCUITO
Negli impianti di bassa tensione, la massima corrente di corto circuito simmetrica a valle del trasformatore può essere calcolata con la formula :
In = An
1,73 Vn
e
Icc= In x 100
Vcc%
dove:
An = Potenza Nominale (kVA)
Vn = Tensione Nominale (V)
In = Corrente nominale del trasformatore (A)
Vcc% = Tensione di corto circuito percentuale del trasformatore (%)
Icc = Corrente di corto circuito simmetrica (A)
"""Nei primi istanti del corto circuito la corrente non è simmetrica, ma presenta una componente unidirezionale.
Il valore istantaneo massimo di corrente può raggiungere un valore di picco pari a 2.2 Icc.
Per la presenza di condutture, giunzioni, apparecchi di manovra, la corrente di corto circuito effettiva negli impianti è inferiore a quella calcolata.
È possibile installare un unico dispositivo che garantisca protezione contro i sovraccarichi e i corto circuiti, purché possieda un sufficiente potere di interruzione.
In pratica, penso che lo strumento determini con un calcolo determinato dal costruttore, un valore calcolato in tal senso...
A mio avviso, se così fosse, mi apre che il dato - seppur reale - sia forviante rispetto alla credenziale di base che ci serve...poiché, in questi im pianti le protezioni sono sempre di tipo S - ritardate all'apertura - in pratica lo strumento da un valore che è quello certo, il valore che determina l'intervento...
CALCOLO DELLA CORRENTE DI CORTO CIRCUITO
Negli impianti di bassa tensione, la massima corrente di corto circuito simmetrica a valle del trasformatore può essere calcolata con la formula :
In = An
1,73 Vn
e
Icc= In x 100
Vcc%
dove:
An = Potenza Nominale (kVA)
Vn = Tensione Nominale (V)
In = Corrente nominale del trasformatore (A)
Vcc% = Tensione di corto circuito percentuale del trasformatore (%)
Icc = Corrente di corto circuito simmetrica (A)
"""Nei primi istanti del corto circuito la corrente non è simmetrica, ma presenta una componente unidirezionale.
Il valore istantaneo massimo di corrente può raggiungere un valore di picco pari a 2.2 Icc.
Per la presenza di condutture, giunzioni, apparecchi di manovra, la corrente di corto circuito effettiva negli impianti è inferiore a quella calcolata.
È possibile installare un unico dispositivo che garantisca protezione contro i sovraccarichi e i corto circuiti, purché possieda un sufficiente potere di interruzione.
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Non conosco le caratteristiche dello strumento HT5080, ma credo che il problema sia nella massima risoluzione della misura dell'impedenza dell'anello di guasto .
Ad esempio il nostro strumento GSC57 presenta una risoluzione massima di 0,01ohm nella misura dell'impedenza dell'anello di guasto, il che limita le misure al di sotto dei 5-6kA, oltre non risulta affidabile.
Con l'accessorio opzionale IMP57 collegato allo stesso strumento GSC57, presentando una risoluzione massima di 0,1mohm si possono misurare correnti anche di centinaia di kA.
Saluti
Ad esempio il nostro strumento GSC57 presenta una risoluzione massima di 0,01ohm nella misura dell'impedenza dell'anello di guasto, il che limita le misure al di sotto dei 5-6kA, oltre non risulta affidabile.
Con l'accessorio opzionale IMP57 collegato allo stesso strumento GSC57, presentando una risoluzione massima di 0,1mohm si possono misurare correnti anche di centinaia di kA.
Saluti
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studiotecnicoac
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