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Utilizzare il calore di un mosfet

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[31] Re: Utilizzare il calore di un mosfet

Messaggioda Foto Utentekromweb » 3 giu 2013, 1:17

Eliminato la citazione integrale. Usa il tasto RISPONDI non il tasto CITA! Al massimo cita solo quello che e` indispensabile, non tutto il messaggio!

In inverno arrivo al massimo a 20-21°C in casa.In estate anche a 30°C

Beh si il tuo ragionamento è giusto ma io cerco di ragionare in calore e quindi cercare di far arrivare il mosfet e il dissipatore ad una temperatura di 70-80°C.
Sicuramente sto cercando di arrampacarmi sugli specchi ma vedrò facendo le prove.

L'acquario avrà solamente il vetro nel frontale. Per il coperchio devo ancora decidere cosa fare.

Magari proverò a metterne due di mosfet, uno a destra e l'altro a sinistra della vasca per avere una miglior distribuzione del calore.

O al limite aumentare il consumo di corrente. Se modifico i valori delle resistenze e faccio dissipare 10W al MOS tenendolo sui 60-70°C ho sicuramente un dissipatore "importante".

Ad ogni modo prima trovo il materiale che mi protegga il MOS dall'acqua e poi vi faccio sapere. perché se non trovo niente il circuito lo utlizzo per scaldarmi la tazzina del caffè. :D
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[32] Re: Utilizzare il calore di un mosfet

Messaggioda Foto UtenteAstroliteG » 3 giu 2013, 1:29

Per proteggere il MOSFET, e non solo, dall'acqua, potresti utilizzare della resina epossidica trasparente o del silicone antimuffa con garanzia 10 anni.

comunque, considera che appena il dissipatore viene immerso nell'acqua cala subito di temperatura, perché vai ad incrementare l'efficenza del dissipatore, e di molto (chissà perché i migliori sistemi di raffreddamento sono a liquido), quindi non credere che il dissipatore immerso nell'acqua raggiunga i 70°C con 3W. Nessun dissipatore sarebbe in grado di raggiungere quella temperatura con quella potenza nella tua situazione.

Già incrementare la potenza dissipata è un buon passo, ma un problema, se non vuoi cucinare i pesci devi controllare per bene la temperatura, e non fargli superare una certa soglia, ecco perché serve un regolatore di temperatura con tanto di sensore immerso.

Comunque, il mosfet a 10W, senza sensore di temperatura, va bene per riscaldare la tazza del caffè... :ok:
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[33] Re: Utilizzare il calore di un mosfet

Messaggioda Foto UtenteKagliostro » 3 giu 2013, 12:53

Scusate, ma visto che le resistenze da acquario commerciali sono in genere costruite con un riscaldatore in ceramica con il filo avvolto contenuto in un tubo di vetro

e visto che in un qualcosa di autocostruito il problema dell'isolamento deve essere in qualche modo risolto

perché, come elemento riscaldante non partire da una economica lampadina di quelle di produzione odierna, quelle che sono composte da un bulbo interno in tutto simile a quello di una lampada alogena ed un bulbo esterno in vetro, come una normale lampadina

il tutto potrebbe essere regolato con un circuitino tipo i dimmer per illuminazione

---

non molto tempo fa il membro di un forum che frequento si è autocostruito un riscaldatore per fasce da violino (visto che costruisce violini)

lui ha utilizzato due blocchetti di alluminio e ci ha ricavato i fori per inserirci delle normali lampade alogene a 220 V (quelle con i piedini dallo stesso lato), ma non avendone necessità, naturalmente la sua costruzione non è stagna

nulla vieta che si potrebbe inserire una o più lampade in un tubo di alluminio chiuso alle estremità ad esempio con del silicone (un acquario sempre illuminato non credo sia desiderato)

all'interno ci andrebbe anche uno di quei piccoli termostati bimetallici tipo quelli usati nelle caldaie dei ferri da stiro e che sono disponibili con vari livelli di temperatura ed a prezzo non troppo elevato (o da una stirella trovata dal rottamaio)

questo è solo un esempio http://www.ebay.it/itm/Termostato-Bimetallico-CS-7SA-90-C-/140536181301?pt=Interruttori_e_prese&hash=item20b89bf235

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[34] Re: Utilizzare il calore di un mosfet

Messaggioda Foto UtenteFedericoSibona » 3 giu 2013, 13:54

Ma perché fare accrocchi del genere per riscaldare un acquario, credo che tra termostato/lampade alogene/mosfet/alimentatori e rendere stagno il tutto si spenderebbe molto di più che acquistare un oggetto in commercio dedicato allo scopo.
Per alzare e mantenere in temperatura una certa massa di acqua è necessaria una certa energia, non c'è modo di derogare da questo!
I termoriscaldatori per acquario hanno già termostato e resistenza riscaldante incorporati e sono garantiti stagni, ad oggi sono praticamente tutti totalmente immergibili e costano poco, perché crearsi dei problemi quando non ci sono?
Generalmente per un acquario servono circa 1W/L per innalzare la temperatura dell'acqua di una decina di gradi rispetto alle consuete temperature ambiente. Avendo tali apparecchi dedicati un termostato incorporato, se la temperatura ambiente sarà alta non interverranno.
Non capisco dove è il problema, se vuoi raggiungere e mantenere una certa temperatura in vasca maggiore di quella ambiente, l'energia da usare è una, non c'è scampo.
Poi ci sono altre situazioni anomale (es. certe malattie) in cui è necessario arrivare a temperature di 30/31°C e quindi è necessario avere una certa potenza di riscaldatore disponibile, ma non vorrei andare fuori tema entrando troppo nei particolari :-)
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[35] Re: Utilizzare il calore di un mosfet

Messaggioda Foto UtenteKagliostro » 3 giu 2013, 14:37

In effetti Foto UtenteFedericoSibona hai perfettamente ragione

ci sono cascato perché non immaginavo neanche lontanamente che un riscaldatore del genere

già bello e pronto, avesse un prezzo così abbordabile :oops: :oops:

http://www.twenga.it/riscaldamento-per-acquario.html

il solo pensare come fare per poterlo sostituire con qualcosa d'altro fa lievitare il costo ad un livello più alto #-o

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[36] Re: Utilizzare il calore di un mosfet

Messaggioda Foto Utentethunderbolt128 » 3 giu 2013, 14:46

Concordo anche io con federico : ho un acquario da 100 l con un riscaldatore da 100w che era in dotazione quindi la regola di 1w per litro è esatta e considera che è necessario valutare anche altri parametri come la temperatura iniziale della casa, se è un acquario con o senza coperchio ed il potenza della lampada (anche se non sembra anche la lampada riscalda indirettamente). Detto questo consiglierei di non propendere per l'autocostruzione di apparecchiature a tensione pericolosa che devono stare immerse nell'acqua perché, sebbene si cerchi di isolare al meglio tutto il circuito non si è mai sicuri al 100%. So per esperienza che i prodotti per acquari sono in genere abbastanza costosi e spesso si pensa all'autocostruzione. Dato che però piace anche a me costruirmi le cose da solo posso al massimo suggerirti che, se proprio vuoi addentrarti nella realizzazione di utilizzare per lo meno tensioni non pericolose :D
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[37] Re: Utilizzare il calore di un mosfet

Messaggioda Foto UtenteKagliostro » 3 giu 2013, 15:04

Beh, circa 12€ per un riscaldatore da 100W e circa 15€ per uno da 300W non mi sembrano poi moltissimi, se anche ci si rivolgesse ad un prodotto commerciale di serie

---

per l'autocostruzione si potrebbe anche pensare ad una lampada alogena da auto (sfasciacarrozze) ed ad un trasformatore toroidale da illuminotecnica di recupero, ma risolto il problema della tensione (che in questo caso sarebbe bassa) restano tutti gli altri (termostatare, isolare elettricamente, regolare, evitare di illuminare l'acquario quando non necessario)

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[38] Re: Utilizzare il calore di un mosfet

Messaggioda Foto Utentethunderbolt128 » 3 giu 2013, 15:21

Kagliostro ha scritto:Beh, circa 12€ per un riscaldatore da 100W e circa 15€ per uno da 300W non mi sembrano poi moltissimi

chiedo scusa se magari ho detto che i riscaldatori sono costosi #-o ma nella mia città vi sono pochi negozi di acquari e cosi tendono ad essere cari :-) , devo ammettere che per 12 euro il prezzo è più che abbordabile :-)
Kagliostro ha scritto:per l'autocostruzione si potrebbe anche pensare ad una lampada alogena da auto (sfasciacarrozze) ed ad un trasformatore toroidale da illuminotecnica di recupero, ma risolto il problema della tensione (che in questo caso sarebbe bassa) restano tutti gli altri (termostatare, isolare elettricamente, regolare, evitare di illuminare l'acquario quando non necessario)
sono d'accordo : se si pensa ad un riscaldatore a prima vista lo si pensa come singolo elemento riscaldante ma in realtà vi sono altri elementi che fanno si che la spesa totale si alzi facendo si che costruirsi una cosa del genere non valga più la candela #-o
:-)
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[39] Re: Utilizzare il calore di un mosfet

Messaggioda Foto Utentekromweb » 3 giu 2013, 22:29

Non è un problema di costo del termoriscaldatore ma di quanto consumerà.
Cerco solamente con componenti che ho già a casa di fare un oggetto simile ma che abbia consumi minori.

Ad ogni modo mi avete convinto e quindi alzerò la potenza intorno ai 30W per avere un consumo sui 100mA.

Per il momento avevo pensato così; utilizzare un lm35 come sensore per la temperatura, la tensione rilevata verrà amplificata da un operazionale in configurazione non invertente per avere una tensione di uscita utile per far condurre un transistor - come interruttore - e quindi eccitare un relè. A relè eccitato la commutazione dei contatti toglierà corrente al mosfet.
Questa è più o meno l'idea che ho in mente.

Il materiale per isolare il mosfet dall'acqua credo di averlo trovato nall'acciao inox.
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[40] Re: Utilizzare il calore di un mosfet

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 3 giu 2013, 22:39

Non e` possibile ottenere quello che cerchi: se devi scaldare devi consumare energia elettrica: SEMPRE LA STESSA, qualunque cosa ci metta a scaldare della stessa quantita`. Oppure inventi il moto perpetuo :-)

Purtroppo la termodinamica e` una figlia di buonadonna e non la si frega facilmente.

Repetita iuvant: non c'e` nessun modo di riscaldare dissipando meno potenza che con una resistenza.

Anzi non e` proprio vero: si puo` riscaldare la stessa quantita` di acqua alla stessa temperatura usando meno energia se si usa una pompa di calore al posto di un sistema dissipativo. E qui mi fermo perche' non vorrei dare idee malsana :-)
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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