Alimentatore da 1750W
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Salve siccome sto costruendo un elettromagnete che deve operare in bagno d'olio secondo simulazioni al computer con permag mi è saltato fuori che per avere un campo magnetico decente intorno ai 0.3T appena devo alimentare con una tensione di 500V DC e circa 3.5 A di corrente!
Qualcuno mi aiuta a progettare l'alimentatore ? Il trasformatore lo trovo in commercio oppure devo farmelo fare? Grazie!
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danielemateriale
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ciao stavo facendo un po di calcoli prendendo formule da questo sito:
http://www.istitutobartolo.it/public/di ... tatore.pdf
ma mi sono bloccato al trasformatore ( in fondo) secondo voi che cosa è VD che nonce lo hanno scritto. Grazie
http://www.istitutobartolo.it/public/di ... tatore.pdf
ma mi sono bloccato al trasformatore ( in fondo) secondo voi che cosa è VD che nonce lo hanno scritto. Grazie
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danielemateriale
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torvato!!!
Su un sito c'è scritto "Dove VD è la caduta di tensione introdotta dal raddrizzatore. in genere 1V"
Su un sito c'è scritto "Dove VD è la caduta di tensione introdotta dal raddrizzatore. in genere 1V"
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danielemateriale
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Allora è ora di fare due conti 
Per i dati e le nozioni ho preso spunto da questo sito interesantissimo:
http://www.bsproj.it/index.php?option=c ... &Itemid=66
trasformatore: (al secondario)
Veff:386V
Ieff: 6.138A
Pa= 2369W
Diodi: ( ponte di graez)
IFSM=18A
VR=992V
scelto su rs:
http://it.rs-online.com/web/p/raddrizza ... e/3954461/
condensatore:
C=1000 microF 500V
Vripple=34V sovrastimata
scelto su rs
http://it.rs-online.com/web/p/condensat ... i/3819469/

Per i dati e le nozioni ho preso spunto da questo sito interesantissimo:
http://www.bsproj.it/index.php?option=c ... &Itemid=66
trasformatore: (al secondario)
Veff:386V
Ieff: 6.138A
Pa= 2369W
Diodi: ( ponte di graez)
IFSM=18A
VR=992V
scelto su rs:
http://it.rs-online.com/web/p/raddrizza ... e/3954461/
condensatore:
C=1000 microF 500V
Vripple=34V sovrastimata
scelto su rs
http://it.rs-online.com/web/p/condensat ... i/3819469/
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danielemateriale
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Ciao
danielemateriale,
Innanzitutto stop. Parliamone.
Autocostruire un alimentatore da quasi 2000W non è semplice. Può essere facile E pericoloso, oppure complesso MA sicuro. Decidi tu.
Sei sicuro di ciò che stai facendo? Che tipo di campo devi generare? Da questo dipende il pilotaggio del magnete.
Di che applicazione stiamo parlando?
Innanzitutto stop. Parliamone.
Autocostruire un alimentatore da quasi 2000W non è semplice. Può essere facile E pericoloso, oppure complesso MA sicuro. Decidi tu.
Sei sicuro di ciò che stai facendo? Che tipo di campo devi generare? Da questo dipende il pilotaggio del magnete.
Di che applicazione stiamo parlando?
Alberto.
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Si parla di un elettromagnete di proporsioni adatte alla potenza da erogare. sono due elettromagneti con ferro 280mmx20mm e bobina avvolta sopra di sezione 15x30mm.
L'applicazione è nel campo della strumentazione da laboratorio. quindi la spesa di corrente è trascurabile l'importante è il risultato!
Il campo che genero su simulazioni al computer con PERMAG che se sei interessato posso insegnare a chiunque nel forum, attraverso un tutorial su youtube. Che spesso mi riescono non troppo bene pero
!!! Comunque si tratta di appena 0.3 T nel ferro
L'applicazione è nel campo della strumentazione da laboratorio. quindi la spesa di corrente è trascurabile l'importante è il risultato!
Il campo che genero su simulazioni al computer con PERMAG che se sei interessato posso insegnare a chiunque nel forum, attraverso un tutorial su youtube. Che spesso mi riescono non troppo bene pero
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danielemateriale
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Ottimo!
Devi definire un po' di cose:
1) Overshoot di tensione e corrente accettabili -> dimensionamento protezioni
2) Tipo di protezione (foldback, current limiting, crowbar)
3) Dispositivi manuali di emergenza (fungo rosso, azioni da intraprendere =?)
4) Controlli automatici e procedure di sicurezza
5) Regolazioni disponibili (tensione max, corrente max, etc.)
6) Rampe di accensione e spegnimento
7) Regolazioni di linea in funzione del carico (ripple, overshoot e undershoot a carico, etc.)
Questo ci consentirà di effettuare una prima analisi di costo.
Devi definire un po' di cose:
1) Overshoot di tensione e corrente accettabili -> dimensionamento protezioni
2) Tipo di protezione (foldback, current limiting, crowbar)
3) Dispositivi manuali di emergenza (fungo rosso, azioni da intraprendere =?)
4) Controlli automatici e procedure di sicurezza
5) Regolazioni disponibili (tensione max, corrente max, etc.)
6) Rampe di accensione e spegnimento
7) Regolazioni di linea in funzione del carico (ripple, overshoot e undershoot a carico, etc.)
Questo ci consentirà di effettuare una prima analisi di costo.
Alberto.
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Comunque:
1) Overshoot di tensione e corrente accettabili -> non so!!!
2) Tipo di protezione (foldback, current limiting, crowbar) mai sentiti!!!
3) Dispositivi manuali di emergenza (fungo rosso, azioni da intraprendere =?) Questo lo potrei mettere un interruttore rosso a fungo tra presa e trasformatore che lo incasso pensavo in legno o truciolato spesso.
4) Controlli automatici e procedure di sicurezza-è un'esperimento dove ci sono solo io e qualche spettaotore per adesso penso che le posso ignorare o non scrivere al meno tenerke amente al massimo.
5) Regolazioni disponibili (tensione max, corrente max, etc.)- non ho capito!!!
6) Rampe di accensione e spegnimento- mai sentite!!
7) Regolazioni - di che genere, nel mio caso c'è on e off
comunque grazie della risposta
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danielemateriale
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Whoops!
Allora... nessun problema.
Diciamo che tutto nasce dal fatto che il progetto che stai approcciando non è dei più semplici, principalmente per due aspetti, legati a "osa succede se qualcosa va storto":
1) Farsi male immediatamente a causa del contatto con proiettili/schegge/acido
2) Farsi male nel lungo termine per il concreto rischio di incendio
Le domande poste al punto precedente sono necessarie per disegnare sistemi di emergenza che possano, per quanto possibile, "prevedere" un problema in arrivo, e spegnere in maniera SICURA l'apparato.
Lo spegnimento non è banale: pensa a cosa succede nel momento in cui stacchi l'alimentazione: dove va a finire l'energia immagazzinata nel possente induttore? Te lo dico io: diventa sovratensione sul condensatore. Quasi sicuramente la tensione raggiunge rapidamente valori critici per il condensatore (prima che per i diodi, che rompendosi ti salverebbero), che certamente esploderà.
Per questo è necessario fare due conti, e capire se la "manovra estrema" (ossia la disconnessione dell'alimentazione) può fare più danni di un cortocircuito; la maniera più corretta di spegnere un apparato simile è infatti l'inserzione di un carico in parallelo all'induttore, allo scopo di dissipare tutta l'energia in esso immagazzinata; solo in seguito si può disconnettere l'alimentazione.
Alternative? Sovradimensionare come se non ci fosse un domani. A questo punto, però, i problemi diventano altri: costo sconsiderato, extratensioni di ampiezza ignota... cattiva progettazione!
Buttiamo giù due conti: quanto vale l'induttanza dell'induttore che hai simulato? Intendo nel caso peggiore, ossia quando essa aumenta a causa del nucleo e di qualsiasi altro oggetto ferromagnetico utilizzato nell'esperimento.
A proposito, ti posso chiedere di quale esperimento parliamo? Non ci saranno di mezzo animali/ladri/slot machine/banche/armi spero.
Allora... nessun problema.
Diciamo che tutto nasce dal fatto che il progetto che stai approcciando non è dei più semplici, principalmente per due aspetti, legati a "osa succede se qualcosa va storto":
1) Farsi male immediatamente a causa del contatto con proiettili/schegge/acido
2) Farsi male nel lungo termine per il concreto rischio di incendio
Le domande poste al punto precedente sono necessarie per disegnare sistemi di emergenza che possano, per quanto possibile, "prevedere" un problema in arrivo, e spegnere in maniera SICURA l'apparato.
Lo spegnimento non è banale: pensa a cosa succede nel momento in cui stacchi l'alimentazione: dove va a finire l'energia immagazzinata nel possente induttore? Te lo dico io: diventa sovratensione sul condensatore. Quasi sicuramente la tensione raggiunge rapidamente valori critici per il condensatore (prima che per i diodi, che rompendosi ti salverebbero), che certamente esploderà.
Per questo è necessario fare due conti, e capire se la "manovra estrema" (ossia la disconnessione dell'alimentazione) può fare più danni di un cortocircuito; la maniera più corretta di spegnere un apparato simile è infatti l'inserzione di un carico in parallelo all'induttore, allo scopo di dissipare tutta l'energia in esso immagazzinata; solo in seguito si può disconnettere l'alimentazione.
Alternative? Sovradimensionare come se non ci fosse un domani. A questo punto, però, i problemi diventano altri: costo sconsiderato, extratensioni di ampiezza ignota... cattiva progettazione!
Buttiamo giù due conti: quanto vale l'induttanza dell'induttore che hai simulato? Intendo nel caso peggiore, ossia quando essa aumenta a causa del nucleo e di qualsiasi altro oggetto ferromagnetico utilizzato nell'esperimento.
A proposito, ti posso chiedere di quale esperimento parliamo? Non ci saranno di mezzo animali/ladri/slot machine/banche/armi spero.
Alberto.
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