Impedenza alla sequenza omopolare trasformatore a 3 colonne
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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Nei trasformatori a 5 colonne l'impedenza alla sequenza omopolare è uguale a quella di cortocircuito, ma nel trasformatore a 3 colonne non è cosi' perché il flusso alla sequenza omopolare si richiude attraverso il traferro che ha una maggiore riluttanza rispetto al ferro e quindi minore reattanza. Quindi sappiamo che l'impedenza alla sequenza omopolare del trasformatore a 3 colonne è sicuramente più piccola dell'impedenza di cortocircuito. La mia domanda è quanto più piccola? Nelle specifiche tecniche dei trasformatori non viene mai fornita la Vcc% alla sequenza omopolare e non credo che i costruttori facciano la prova in cortocircuito alla sequenza omopolare del trasformatore. esiste una norma che stabilisce quantomeno il rapporto con le altre impedenze? Quando valuto la corrente di cortocircuito a valle dei trasformatori a 3 colonne il valore di questa impedenza mi porta a risultati totalmente differenti (anche casi in cui ila corrente di corto F-N sia maggiore di quella trifase), e per il dimensionamento del quadro powercenter ci sono notevoli problemi.
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Salve
keller83,
i costruttori effettuano la prova di misura dell'impdedenza alla sequenza omopolare, sia a vuoto, sia a corto circuito, basta che il compratore la richieda in specifica tecnica.
In particolare per gli autotrasformatori di interconnessione la prova viene considerata una prova di tipo.
Per quanto riguarda il valore dell'impedenza di corto alla sequenza ompolare, il problema maggiore è che tale valore dipende dalla tensione di sequenza omopolare presente a seguito del guasto: infatti al cresere della tensione omopolare aumenta il flusso che investe la cassa e gli schermi magnetici; al crescere del flusso il circuito di ritorno (schermi e cassa) va a saturare e la reattanza di magnetizzazione diminuisce.
Dato che per una macchina a 3 colonne durante la prova in corto circuito alla sequenza ompolare l'induttanza di dispersione tra avvolgimenti va a trovarsi in parallelo al ramo di magnetizzazione alla sequenza omopolare, si ha che la reatanza di corto scende al crescere della tensione di sequenza omopolare.
Per avere un ordine di grandezza la reattanza di magnetizzazione alla sequenza omopolare spazia tra il 250-400% (a basse tensioni omopolari, nell'ordine del 5-10%), il 200% a una tensione omopolare del 25%, fino a scendere teoricamente fino al 100% circa quando il circuito di ritorno è in piena saturazione.
Questo per macchine di grande potenza (250 MVA) a 400 kV.
Trovi di sotto una curva di impedenza di magnetizzazione alla sequenza ompolare per un ATR 400/135 kV da 250 MVA, tratta da un articolo scritto un paio di anni fa.
Se consideri che l'impedenza di dispersione è nell'ordine del 12%, alla sequenza omopolare l'impedenza di corto sarà al più data dal parallelo di questo 12% e dell'impedenza di magnetizzazione del 100%, ossia il 10,7% circa.
L'effetto è quindi apprezzabile ma non sostanziale, per macchine di questo tipo.
i costruttori effettuano la prova di misura dell'impdedenza alla sequenza omopolare, sia a vuoto, sia a corto circuito, basta che il compratore la richieda in specifica tecnica.
In particolare per gli autotrasformatori di interconnessione la prova viene considerata una prova di tipo.
Per quanto riguarda il valore dell'impedenza di corto alla sequenza ompolare, il problema maggiore è che tale valore dipende dalla tensione di sequenza omopolare presente a seguito del guasto: infatti al cresere della tensione omopolare aumenta il flusso che investe la cassa e gli schermi magnetici; al crescere del flusso il circuito di ritorno (schermi e cassa) va a saturare e la reattanza di magnetizzazione diminuisce.
Dato che per una macchina a 3 colonne durante la prova in corto circuito alla sequenza ompolare l'induttanza di dispersione tra avvolgimenti va a trovarsi in parallelo al ramo di magnetizzazione alla sequenza omopolare, si ha che la reatanza di corto scende al crescere della tensione di sequenza omopolare.
Per avere un ordine di grandezza la reattanza di magnetizzazione alla sequenza omopolare spazia tra il 250-400% (a basse tensioni omopolari, nell'ordine del 5-10%), il 200% a una tensione omopolare del 25%, fino a scendere teoricamente fino al 100% circa quando il circuito di ritorno è in piena saturazione.
Questo per macchine di grande potenza (250 MVA) a 400 kV.
Trovi di sotto una curva di impedenza di magnetizzazione alla sequenza ompolare per un ATR 400/135 kV da 250 MVA, tratta da un articolo scritto un paio di anni fa.
Se consideri che l'impedenza di dispersione è nell'ordine del 12%, alla sequenza omopolare l'impedenza di corto sarà al più data dal parallelo di questo 12% e dell'impedenza di magnetizzazione del 100%, ossia il 10,7% circa.
L'effetto è quindi apprezzabile ma non sostanziale, per macchine di questo tipo.
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Grazie
fpalone,
I trasformatori degli esempi credo che siano trasformatori di grossa potenza MT/AT per le stazioni di trasformazione (cabine primarie). Nei casi in cui lavoro io si tratta di trasformatori MT/BT o MT/MT di potenza che non va oltre i 3 MVA.
Ho comunque contattato il costruttore del trasformatore e ho chiesto il valore della Vcc% alla sequenza omopolare. Il costruttore (SEA) mi ha risposto che per le macchine cosi' piccole non è prevista la prova in cortocircuito alla sequenza omopolare, ma mi ha comunque detto che la Vcc% alla sequenza omopolare per questo tipo di trasformatori va intorno all'80-85% della Vcc% alla sequenza diretta/inversa.
I trasformatori degli esempi credo che siano trasformatori di grossa potenza MT/AT per le stazioni di trasformazione (cabine primarie). Nei casi in cui lavoro io si tratta di trasformatori MT/BT o MT/MT di potenza che non va oltre i 3 MVA.
Ho comunque contattato il costruttore del trasformatore e ho chiesto il valore della Vcc% alla sequenza omopolare. Il costruttore (SEA) mi ha risposto che per le macchine cosi' piccole non è prevista la prova in cortocircuito alla sequenza omopolare, ma mi ha comunque detto che la Vcc% alla sequenza omopolare per questo tipo di trasformatori va intorno all'80-85% della Vcc% alla sequenza diretta/inversa.
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