Che ne pensate ?
http://canali.libero.it/affaritaliani/r ... 20408.html
siamo ad un passo dalla svolta ?
ciaooooo
caro petrolio e fonti alternative
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sebago,
mario_maggi
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[2] Re: caro petrolio e fonti alternative
Magari... Sempre favorevole alle fonti alternative, non entro nel merito del discorso economica ... ma dire che con poco più di un ettaro si riesca a produrre la potenza sufficiente alla metropolitana di milano ce ne passa. Al massimo la potenza installata fotovoltaica sarà pari a quella di qualche convoglio. Il confronto tra le energie prodotte e consumate sarebbe impietoso.
Comunque sempre meglio che niente
Comunque sempre meglio che niente
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Ivan_Iamoni
5.336 6 10 12 - Utente disattivato per decisione dell'amministrazione proprietaria del sito
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- Iscritto il: 22 ott 2006, 18:45
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[3] Re: caro petrolio e fonti alternative
Bah!, secondo il mio pessimistico punto di vista , questa è una delle tante troppo piccole iniziative sul tema.
Sul fatto che siamo alla svolta è vero , sono un sostenitore della terribile teoria di Olduvai , i fatti (il rincaro inarrestabile del petrolio) , dimostrano che siamo nella fase ascendente del "picco di Hubbert" e gli eventi storici recenti non fanno che confermare quella strampalata teoria.
Hubbert, aveva rappresentato la disponibilità delle risorse petrolifere con una curva che sul piano orizzontale ha gli anni dello sfruttamento e sull'asse verticale la quantità fruibile di materia prima.
Ha una tendenza ascendente molto rapida, dovuta all'aumento della domanda ed una facilità di estrazione, a basso costo ,Il suo apice era ipotizzato per il 2000, dopo di che la curva tende a scendere .
La curva è composta da "strati" che rappresentano le aeree geografiche, che hanno un ciclo di durata dello sfruttamento diseguale.
Ovviamente , il modo più semplicistico di ridurre il prezzo del petrolio sarebbe quello di aumentarne la produzione, ma non si farebbe altro che aumentare la pendenza della curva in discesa, anticipandone solo l'esaurimento.
I paesi medio orientali , Emirati , Arabia , ne sono coscenti ed infatti , orientano tutti i loro investimenti , in beni durevoli, che siano anche veicoli di sviluppo e ricchezza del territorio, consci del fatto , che all'esaurimento del petrolio, corrisponderà un naturale disimpegno di quei territori, ma il peggio sarebbe la fase finale prima dell'esaurimento stesso.
Infatti, le famose palme http://www.thepalm.dubai-city.de/ ,oppure il MONDO http://www.theworld.ae/non sono solo un vezzo faraonico , ma la dimostrazione di una presa di coscienza del futuro.
La situazione attuale è la più favorevole allo sviluppo, ma preferirei parlare di sfruttamento delle energie alternative.
Certo che al momento, le iniziative, sono scarsine, per vari motivi, politici, economici.
C'è un'altra discussione aperta sul fotovoltaico , molto interessante in cui si confrontano persone informate e che sto seguendo con attenzione.
Ciao
Ivan
Sul fatto che siamo alla svolta è vero , sono un sostenitore della terribile teoria di Olduvai , i fatti (il rincaro inarrestabile del petrolio) , dimostrano che siamo nella fase ascendente del "picco di Hubbert" e gli eventi storici recenti non fanno che confermare quella strampalata teoria.
Hubbert, aveva rappresentato la disponibilità delle risorse petrolifere con una curva che sul piano orizzontale ha gli anni dello sfruttamento e sull'asse verticale la quantità fruibile di materia prima.
Ha una tendenza ascendente molto rapida, dovuta all'aumento della domanda ed una facilità di estrazione, a basso costo ,Il suo apice era ipotizzato per il 2000, dopo di che la curva tende a scendere .
La curva è composta da "strati" che rappresentano le aeree geografiche, che hanno un ciclo di durata dello sfruttamento diseguale.
Ovviamente , il modo più semplicistico di ridurre il prezzo del petrolio sarebbe quello di aumentarne la produzione, ma non si farebbe altro che aumentare la pendenza della curva in discesa, anticipandone solo l'esaurimento.
I paesi medio orientali , Emirati , Arabia , ne sono coscenti ed infatti , orientano tutti i loro investimenti , in beni durevoli, che siano anche veicoli di sviluppo e ricchezza del territorio, consci del fatto , che all'esaurimento del petrolio, corrisponderà un naturale disimpegno di quei territori, ma il peggio sarebbe la fase finale prima dell'esaurimento stesso.
Infatti, le famose palme http://www.thepalm.dubai-city.de/ ,oppure il MONDO http://www.theworld.ae/non sono solo un vezzo faraonico , ma la dimostrazione di una presa di coscienza del futuro.
La situazione attuale è la più favorevole allo sviluppo, ma preferirei parlare di sfruttamento delle energie alternative.
Certo che al momento, le iniziative, sono scarsine, per vari motivi, politici, economici.
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Ciao
Ivan

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