Non ho ben compreso i calcoli che ha svolto
scientifico, comunque mi pare che ci sia un errore riguardo la considerazione sul lavoro compiuto dal campo elettrico generato dal piano.
Se ho ben compreso l'esercizio, la situazione dovrebbe essere la seguente
Il campo elettrico generato dal piano indefinito compie lavoro, in quanto non risulta essere ortogonale (è parallelo!) al vettore di spostamento s.
In particolare, tale campo compie un lavoro positivo fin tanto che la carica si trova nella regione y<0 mentre diventa negativo quando la carica si trova nella regione y>0.Non possiamo trascurare il contributo dovuto al piano indefinito carico con densità di carica σ.
Io risolverei l'esercizio seguendo lo schema seguente
1. Valutare la differenza di potenziale tra il punto A e il punto B
2. Valutare l'energia potenziale accumulata dalla carica accumulata durante il moto
3. Valutare il lavoro eseguito per portare la carica da A a B
1. Dato che vige il principio di sovrapposizione degli effetti, il potenziale elettrostatico generato dal sistema corrisponde alla somma del potenziale generato dal piano e quello generato dalla carica puntiforme Q.
Possiamo dunque valutare la differenza di potenziale ΔV tra il punto A e il punto B come la somma tra la differenza di potenziale dovuta al piano e la differenza di potenziale dovuta alla carica Q.

Il campo elettrico generato dal piano corrisponde a

avendo indicato con

la costante dielettrica del vuoto e con

il versore dell'asse y.
La differenza di potenziale tra A e B dovuta al piano si può trovare tramite la definizione di differenza di potenziale (cioè calcolando l'integrale di linea), quindi

tra il secondo e terzo membro si è sfruttato il fatto che tra -R e R l'integrale è nullo (proprio per il ragionamento iniziale scritto in blu).
La differenza di potenziale dovuta alla carica si trova sfruttando l'espressione del potenziale generato ad una distanza r da una carica puntiforme q

quindi, indicando rispettivamente con

e

la distanza tra la carica Q e i punti A e B, si ha

Quindi, in definitiva, la differenza di potenziale tra il punto A e il punto B, corrisponde a
![\Delta V=\frac{1}{2 \varepsilon_0}\left[\frac{Q}{2 \pi R} \left(\frac{1}{\sqrt{13}}-\frac{1}{2}\right)-\sigma R\right] \Delta V=\frac{1}{2 \varepsilon_0}\left[\frac{Q}{2 \pi R} \left(\frac{1}{\sqrt{13}}-\frac{1}{2}\right)-\sigma R\right]](/forum/latexrender/pictures/48f5375f12e41a16e1fb633dbb43ea5f.png)
a questo punto il grosso dell'esercizio è fatto.
2. L'energia potenziale elettrica accumulata dalla carica q durante il moto si trova semplicemente come

essa corrisponde, per definizione, all'
opposto del lavoro compiuto dal campo elettrico generato dal sistema, cioè
3. Il lavoro compiuto dall'agente esterno

per muovere la carica q è esattamente l'opposto di quello svolto dal campo elettrico generato dal sistema. Dunque

quindi, esplicitando la differenza di potenziale, si conclude che
![\boxed{L_{\boldsymbol{F}}= \frac{q}{2 \varepsilon_0}\left[\frac{Q}{2 \pi R} \left(\frac{1}{\sqrt{13}}-\frac{1}{2}\right)-\sigma R\right]} \boxed{L_{\boldsymbol{F}}= \frac{q}{2 \varepsilon_0}\left[\frac{Q}{2 \pi R} \left(\frac{1}{\sqrt{13}}-\frac{1}{2}\right)-\sigma R\right]}](/forum/latexrender/pictures/9e0d5fab0bb3054d59737ce4d59172fc.png)