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Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Tipologie, strumenti di sviluppo, hardware e progetti

Moderatore: Foto UtentePaolino

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[261] Re: Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Messaggioda Foto Utentethexeno » 21 ago 2013, 15:51

Giusto per essere chiari, a chi può interessare l'argomento, visto che Foto Utentepiertoni è già soddisfatto:

Arduino non è una semplice schedina che si programma alla veloce, ma un'intera comunità mondiale nata in Italia che ha come obiettivo creare schede di sviluppo a un costo relativamente basso e distribuire un software simil C++ semplificato e tutto in modo più aperto possibile, base della loro associazione. L'obiettivo? Permettere a gente che di elettronica non sa nulla di lavorare su ste cose o immettersi nel campo in modo graduale e guidato. Il fatto che si siano appoggiati ad Atmel non è stata una scelta "tecnica" da cosa ho capito io. Per ciò, Atmel non è Arduino e viceversa. Per lo meno l'utente che segue il protocollo Arduino, se si chiama così, non gli può fregar di meno se è un PIC, un Freescale o un Atmega, e se a sua volta interagisce con una CPU AVR, 68000, od ARM o chicchessia. Quindi non sono molto d'accordo con quello detto da Foto UtenteTardoFreak sul fatto dal punto di vista HW PIERIN è meglio di Arduino: perché ha fatto il paragone con una scheda base, mentre ne esistono altre molto più potenti. D'accordissimo sul resto. Per me dunque non si tratta di "potenza" e non ha molto senso parlarne, secondo me. Questa è solo una precisazione, sono uno diplomatico e premetto che non mi piacciono affatto le preferenze che si basano su "ideali" più o meno evanescenti, per cui non sono di parte e non ho l'esperienza per esserlo.

Atmega come i PIC, hanno le loro schede di sviluppo delle rispettive case, e tutte costano più o meno tanto, con i programmatori. Se vuoi comprarti un singolo micro con un programmatore, devi già avere una piccola esperienza o comunque sapere quel che stai facendo, per settare i vari parametri del micro e costruire un HW di base, ma è la via più economica (ancora di più se ti procuri un micro con Bootloader).

Ora il PIERIN è una cosa equivalente ad Arduino (ma di piccolissima portata, almeno per ora, come Arduino a suo tempo). Con la differenza di iniziare ad usare un micro (in questo caso un PIC, ma capendone uno, con un datasheet impari in fretta anche su altre marche) già con un linguaggio vero, che ti porta ad una vera conoscenza dell'hardware/software. Il fatto che poi sia gratuito, che puoi interagire direttamente con il suo creatore (in senso profano), di fatto permette a chi è motivato di imparare relativamente in fretta o comunque in modo completo. E' Indicato sia per chi ne sa, ma anche per chi non è capace a farsi un circuito da zero, poiché è appunto tutto gia saldato e pronto alla programmazione: una schedina di sviluppo appunto. Certo non è idonea ad un pittore che vuol far lampeggiare il suo quadro, per intenderci. Ma perfetta per chi vuole immettersi nei micro al 100%. Tra l'altro sono in lista anche io per il Pierin :D :D

Io personalmente ho un Arduino che programmo in C con gli ambienti ufficiali di ATmel che non hanno niente a che vedere con Arduino, sfruttando il bootloader Arduino (un piccolo trigo, ma si fa molto semplicemente). Certo non ho idea della comodità di usare il debug, vero, però al momento son contento così.

Ora prendi appunto i vantaggi che ho scritto riguardo al PIERIN e uniscili con il fatto che ho imparato ad usare un Atmega: l'occasione di avere un PIC in modo così vantaggioso, con le opportunità di idee e supporto che trovi qui e altrove, non capita tutti i giorni.

Episodio personale: il motivo per cui non ho mai preso un PIC era il dover comprare un programmatore, cosa quasi fondamentale dopo un po, ma alle prime armi l'idea di spendere 50€ così per una cosa che non sai se ti attirerà ancora, non è il massimo delle aspettative. Pierin non esisteva ancora, non ero in grado di farmi una cosa da zero. Poi scopri Arduino e dici wow, so come cominciare! Ma se la Microchip rendesse disponibile ai profani (ma non è il loro interesse) l'opportunita di un bootloader e magari schede di svuluppo non costosissime, così come fanno per alcune schede Freescale, attirerebbe un po di neofiti dalla sua parte. Ma questa è una valutazione personale.

Insomma, se sei agli inizi non puoi avere esigenze specifiche come ad esmepio il creare il PWM in modo migliore rispetto a come fai su un altro micro. Per cui, il mio consiglio, se può valere qualcosa, comincia con quello che credi sia più produttivo/entusiasmante per te. Ma se sei su Electroyou, non penso tu faccia solo il pittore. ;)
O_/

EDIT: Foto Utentebrabus ha unito l'associazione Atmel = Arduino, cosa che come ho detto non è tecnicamente corretta. Chi sa cosa sia un AVR spesso non ha mai preso in mano un Arduino, e viceversa :-) .
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[262] Re: Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Messaggioda Foto Utenterusty » 21 ago 2013, 16:33

Il mio parere non conta, null.
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[263] Re: Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 21 ago 2013, 16:50

thexeno ha scritto:L'obiettivo? Permettere a gente che di elettronica non sa nulla di lavorare su ste cose o immettersi nel campo in modo graduale e guidato.


Per questa ragione potrebbe non essere visto di buon occhio se messo in un curriculum professionale. Sarebbe come un ingegnere civile che mettesse nel curriculum che e` esperto di costruzioni con il LEGO :-)
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[264] Re: Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 21 ago 2013, 17:06

thexeno ha scritto:... non sono molto d'accordo con quello detto da Foto UtenteTardoFreak sul fatto dal punto di vista HW PIERIN è meglio di Arduino: perché ha fatto il paragone con una scheda base, mentre ne esistono altre molto più potenti ...

Penso che i paragoni vadano fatti su oggetti dello stesso livello. La Microchip produce anche i PIC32 che sono dei veri e propri bestioni.
Il confronto è quindi fatto su oggetti entry-level.
Tra l' altro io non uso i PIC per il mio lavoro ma uso prevalentemente gli ARM Cortex-M3 per una serie di motivi (versatilità, potenza a non finire e, non ultimo, il prezzo).
L' idea alla base del PIERIN è quella di fornire un oggetto entry-level, a poco prezzo, per iniziare a lavorare in modo serio con i micro.
E qui devo specificare cosa intendo per "serio". Iniziando con il PIERIN si imparano (ovvio che bisogna studiare) le tecniche, i linguaggi e gli stili di IDE che vengono poi utilizzati per sviluppare, non prototipi per uso personale o hobbistico, ma veri e propri prodotti da immettere nel mercato. Insomma, ci si fa le ossa e tutto quello che si impara servirà di sicuro. Il C ed il modo con cui si usa con i micro è quello, l' attenzione all' hardware è quella e così via. Non è tempo sprecato, anzi!
Ora, se è vero che la ST produce delle evaluation boards con gli STM32 (Cortex-M3) che costano pochissimo (meno di arduino uno) è anche vero che mettere in mano ad un neofita un oggetto del genere vuol dire distruggergli tutte le fantasie e le buone intenzioni che ha.
Insomma, se gli si vuole fare del male si fa prima a dargli una martellata nelle falangi. :mrgreen:
Quindi ho cercato un micro che potesse essere un compagno di studio relativamente semplice, abbastanza potente e che non avesse limiti tali da essere abbandonato dopo sei mesi di sperimentazione. Tradotto: se si arriva a scrivere un programma che sfrutti tutta la FLASH interna, che utilizzi USB, e che faccia altre cose sfiziose, passare poi ad un micro superiore è quasi uno scherzo.
Lo studio, se fatto in modo approfondito, che si può fare con il PIERIN equivale ad un corso vero e proprio di programmazione su sistemi embedded, un corso di quelli seri.
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[265] Re: Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Messaggioda Foto Utentepiertoni » 21 ago 2013, 17:10

Io non demonizzerei arduino... se vediamo la bontà delle cose dai risultati che ottengono Arduino è grandioso, e tra l'altro, come ha detto Foto Utentethexeno può essere usato per programmare un micro ATMEL senza la spesa del programmatore.
Spesso ho notato affrontando vari libri riguardanti in particolare i linguaggi di programmazione e l'elettronica, ma non solo, che le prime 50 pagine sono facilissime, mentre dalla 50esima in poi c'è un salto in cui l'autore presuppone uno sforzo troppo grande per chi ha letto e capito le prime 50 pagine, ma non ha altre esperienze.
Arduino secondo me permette l'approfondimento dell'elettronica in maniera più graduale e favorisce in tal modo l'apprendimento; infatti è inizialmente facile creare molte applicazioni seguendo passo passo vari tutorial, ma contemporaneamente cominci a farti domande e approfondisci senza volerlo vari aspetti dell'elettronica.
Imparare da zero a programmare i PIC è molto ostico perché solo per imbastire il sistema software ci vuole una certa esperienza e bisogna leggersi vari testi/articoli per capire come fare; lo scoglio è sicuramente maggiore.
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[266] Re: Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Messaggioda Foto Utentethexeno » 21 ago 2013, 17:25

rusty ha scritto:Pure hellokitty ha un'intera comunita' mondiale, e si disimpara a programmare usando l'arduino, a mio parere, soprattutto usando solo lo sketch.
Io sono per i linguaggi universalmente piu' usati, non per le direttive di nicchia: se impari a programmare l'arduino non puoi dire certo di conoscere come funziona un microcontrollore, o un sistema embedded, o peggio un linguaggio di programmazione.

Che è esattamente quello che ho detto e penso (a parte l'esempio di Hellokitty che mi pare un po senza senso). Però mi sembra un tono un po contro quello che ho detto (non so contro cosa quindi).

rusty ha scritto:L'obiettivo è vendere, in primis, il resto è sabbia controvento su un buon numero di adepti.
L'elettronica, se è possibile, oltre a non impararla (quale elettronica?) potresti instaurare lacune e dubbi trascinandoli senza accorgertene per molto tempo: al massimo un resistore su un led rosso all'uscita di una porta, poi il nulla, non è elettronica questa e tantomeno programmazione, non è nulla se non un prodotto come tanti altri venduto veramente bene.


Si mantengono, non ci lucrano molto. Almeno inizialmente era così. Poi (come il Pierin diciamo) uno se non vuole spendere e lo vuole uguale se lo fa o prende un clone (anche basati su PIC, i Picduino o robe del genere). Se uno si ferma agli sketch e si tiene delle lacune, dubito farà qualcosa del genere nel mondo del lavoro. Io studio ingegneria elettronica e ho notato le limitazioni (anche senza università le avrei notate), ma mi sono messo nei panni di chi non ne sa nulla (come me al tempo) però continua a non saperne nulla perché non gli frega di sapere nulla. E' una questione Darwiniana: se hai lacune, non ci guadagni lavorativamente; se persisti nel non imparare non ti frega nulla e non avrai guadagni dal punto di vista del CV, diciamo: il pittore di solito non diventa mai progettista elettronico e viceversa, come un gatto (di solito XD) non inizia a respirare sott'acqua.

A me importava capire le cose data la mia passione/studio e mi sono mosso avanti.
Ho realizzato da poco che la comunità di Arduino (principalmente) è formata da una cosa un po di moda da non molto nel mondo del design, i "maker", gente che mette su qualche accrocchio in modo inesperto con l'usilio di facili strumenti che gli danno un minimo di solidità funzionale. E' ovvio che nascono diatribe se si paragonano sullo stesso piano, cerchiamo di capire. Tra questi poi, quelli che vogliono sapere come funziona realmente il tutto, si immettono nel vero mondo. Insomma, è una pulce nell'orecchio per chi non sa dove sbattere la testa.

A me la passione per i PC è nata con un 286 su cui facevo partire i giochini da DOS o Win3.1, non mi ero messo a scrivere software (subito). Ci dev'essere un inizio. Se fai l'università, conosci un sacco di gente del campo e sai come iniziare, se non la fai esistono cose com il Pierin che ti indirizzano e schiariscono le idee.

Su quello che ha detto Foto UtenteTardoFreak allora sono d'accordo. Volevo solo distinguere da Arduino (le varie schede) e Arduino (tutto il progetto che sta dietro). Uno che non sa nulla e legge, pensa che sia una paccata e lo scarta a priori, mentre io preferisco evitare scelte prioristiche e capire cosa è meglio, cosa mi da in più eccetera. In questo caso Pierin vince, ma non è scontato. E poi, il senso che dite tutti è più o meno lo stesso del mio, però mi sento un po contrariato.

Piccola nota: al Politecnico sono già venuti ragazzi dei FabLab (laboratori dei "makers") supportati da veri esperti, ma molti portavoce ufficiali non hanno mai aperto un libro di programmazione e sostengono di aver imparato a programmare con Arduino. Quello sì, che mi fa incazzare. Però devo cercare di essere diplomatico, altrimenti si nascondono le potenzialità e i difetti di queste cose.
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[267] Re: Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 21 ago 2013, 17:34

Nel 1981 (o forse era l' 82) ho iniziato ad usare i personal computer. Di solito si programmavano in BASIC ma ognuno aveva il suo. Insomma, ogni volta bisognava studiarsi tutto il sistema operativo (se c'era) e poi il BASIC. ||O
Nel 88 ho iniziato a lavorare seriamente sui micro ed anche lì c'era da mettersi le mani nei capelli. Ogni micro aveva il suo set d' istruzioni, il suo assembler e tutte le sante volte era necessario studiarsi tutto da capo. ||O
Questo per dire che ho una naturale repulsione verso i pseudo linguaggi perché è un film già visto e non è un bel film.
Poi, per carità, ognuno può fare quel che vuole.

P.S.: il mio lavoro è produrre schede e so quanto viene a costare un arduino uno. Non lo danno via per buon cuore o salvandosi appena, neanche a gli inizi, capisciammè :cool:
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[268] Re: Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Messaggioda Foto Utenterusty » 21 ago 2013, 17:47

Il mio parere non conta, null.
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[269] Re: Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Messaggioda Foto Utentethexeno » 21 ago 2013, 17:48

TardoFreak ha scritto:Nel 1981...
Questo per dire che ho una naturale repulsione verso i pseudo linguaggi perché è un film già visto e non è un bel film.
Poi, per carità, ognuno può fare quel che vuole.


We, siamo chiari: imparando, col tempo, anche a me non piacciono gli pseudo linguaggi (Wiring di Arduino incluso). :) Poi su arduino c'è ben poco da studiare...

Riguardo il prezzo, non posso darti torto, sei nel campo. In effetti non sono senza scopo di lucro, ma che male c'è?
Ora, immagina uno scenario: uno non sa dove sbattere la testa per fare qualcosa, è totalmente ignorante, non sa cosa significhi cercare "come programmare un PIC" perché non sa cosa significhi microcontrollore (il sottoscritto anni fa). Poi si trova una cosa su cui iniziare come il Pierin (se c'era) o Arduino che vengono molto meno di altre semplici schede di sviluppo (mi riferisco a produttori Microchip e Atmel), poi sono largamente supportati. Inizi a farti un vocabolario di base che ti permette ad effetto domino di scoprire sempre di più le cose più in profondità. Chiaro è che se poi si segue fino in fondo ciò per cui sono fatti Pierin o Arduino, arriverai sicuramente a due strade diverse. Queste discussioni somigliano a quelli che paragonano mele con pere: la pelle è uguale! no ma la mia è più dolce!
Non so come spiegarmi, tipo la matematica è nata forse da "Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica" di Newton, se non sbaglio o ricordo bene. Ma se nessuno me la insegnava a scuola, io non andavo a leggerlo per imparare a studiare le derivate, che ne so. Benvengano queste iniziative, quindi. Questo mi pare più appropriato del paragone di Hellokitty.

Ora, non comprerei più un arduino, visto che non ne vedo il motivo. Ma lo dico con il senno di poi.
E vorrei dire che non demonizzare Arduino non significa andare contro il Pierin e non capisco perché si faccia questa associazione. La simpatia per chi li presenta per le università è una cosa a parte.

IsidoroKZ ha scritto:Per questa ragione potrebbe non essere visto di buon occhio se messo in un curriculum professionale. Sarebbe come un ingegnere civile che mettesse nel curriculum che e` esperto di costruzioni con il LEGO :-)


Io fino a 2 anni fa non pensavo minimamente al discorso lavorativo, figuriamoci se lo fa chi lo usa per le sue "operette d'arte". Semplicemente facevo cosa mi attirava di fare.
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[270] Re: Il PIERIN PIC18 gratis per i microcontrollisti di EY.

Messaggioda Foto Utentethexeno » 21 ago 2013, 18:33

rusty ha scritto:Foto Utentethexeno mi meraviglio piu' che altro che abbia visto il mio post, essendo quasi trasparente sui thread.

Isidoro dice la stessa cosa, ma gli utenti sembra abbiano meno simpatia per me :)

Continuate pure, non mi interessa piu' di tanto convincere le persone convinte O_/


Poi vabbé, qua non si tratta di convincere la gente... le cose vanno da sè: chi ne vuole sapere davvero non usa più Arduino (in senso SW o HW) che non ne vuole sapere usa gli accrocchi prefatti (Arduino, in senso SW e solo SW). Mi baso sui fatti.

E' stato utile per un corso all'università, per mettere su un piccolo sistema di misura: si è usato il Wiring unito al C vero (perché alcune cosa non servivano in quel corso, ma manipolare attentamente l'HW in alcune cose sì). All'uni, non avevano alternative "low" cost, fare 100 schede prendeva troppo tempo e risorse interne e non c'erano aziende disponibili a dare cose a basso costo. E' nato anche per amibiti del genere, in fondo.
Un'altra cosa era il corso sui microcontrollori (mi ha aperto la mente), in cui si usavano i Freescale in C.

Con questo concludo, sperando di non essere sembrato di parte, consapevole tristemente di essermi fatto odiare per aver fatto notare una sottigliezza facilmente mal interpretabile. E la mia foto profilo non c'entra, la trovo solo artistica :D
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