E' noto che le perdite di trasformazione sono quelle nel ferro e nel rame.
Quelle nel ferro dipendono dal quadrato della tensione e sono quindi costanti durante il suo normale funzionamento.
Avrei 3 domande
a) Per quanto riguarda le perdite nel rame, per effetto joule, è lecito calcolarle con la formula ?
Pj=3 x (R1+R2) x I^2
dove la R1 (primario) e R2 (secondario) =dato rilevato dalla data sheet prove del costruttore a 75 gradi
e I=carico = P/(1.73xVxcosfi)
b) le perdite addizionali invece per flussi concatenati nel conduttore sono deteerminabili analiticamente ?
c) si sommano alle Pferro+Prame ?
Attendo vostro supporto, ringrazio con anticipo tutti
Perdite di Trasformazione
Moderatori:
SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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Ciao,
innanzitutto sarebbe interessante capire quale margine di tolleranza hai nel calcolo delle perdite, poi capire di che tipo di trasformatore stiamo parlando.
Proseguiamo precisando alcune cose, le perdite dipendono fortemente dalla temperatura per cui se ti interessa sapere il valore reale delle perdite devi sapere anche quale sia la temperatura d'esercizio.
Se non ti servono dati troppo precisi puoi anche considerare la corrente nominale su ogni fase, moltiplicarla per la resistenza a 75°C di ogni avvolgimento e sommare i sei risultati ottenuti, queste sono le perdite per effetto joule a 75°C.
Se invece ti servono dati più precisi dovresti almeno considerare la temperatura di esercizio, la frequenza di lavoro (normalmente il valore di resistenza viene misurato in CC) e la presenza di armoniche.
In ogni caso il costruttore dovrebbe fornirti i dati relativi a perdite a vuoto e perdite in corto circuito.
innanzitutto sarebbe interessante capire quale margine di tolleranza hai nel calcolo delle perdite, poi capire di che tipo di trasformatore stiamo parlando.
Proseguiamo precisando alcune cose, le perdite dipendono fortemente dalla temperatura per cui se ti interessa sapere il valore reale delle perdite devi sapere anche quale sia la temperatura d'esercizio.
Se non ti servono dati troppo precisi puoi anche considerare la corrente nominale su ogni fase, moltiplicarla per la resistenza a 75°C di ogni avvolgimento e sommare i sei risultati ottenuti, queste sono le perdite per effetto joule a 75°C.
Se invece ti servono dati più precisi dovresti almeno considerare la temperatura di esercizio, la frequenza di lavoro (normalmente il valore di resistenza viene misurato in CC) e la presenza di armoniche.
In ogni caso il costruttore dovrebbe fornirti i dati relativi a perdite a vuoto e perdite in corto circuito.
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