IsidoroKZ ha scritto:E` abbastanza probabile che per qualche particolare campo, ad esempio elettronica consumer, qualcuno abbia stilato una tabella di regole pratiche del tipo: condensatori elettrolitici almeno 140% della tensione di lavoro, transistori MOS almeno 150% della tensione di lavoro, resistori almeno il doppio della potenza effettivamente dissipata... ma sono cose che si riferiscono ad un particolare campo di applicazione in cui ad esempio i condensatori non sono mai in ambiente troppo caldo...
Assolutamente sì: in campo professionale ci sono delle funzioni matematiche ottenute da delle statistiche (che è davvero difficile ottenere dai produttori, a meno di non comperare qualche milione di pezzi, come fa per esempio la Sony o oltri produttori di elettronica consumer

) che considerano davvero molti parametri, per esempio se il componente è cruciale al funzionamento del circuito (per esempio il fusibile, non ridete, oppure un qualunque componente che provoca un malfunzionamento evidente all'utente) oppure se il componente non è cruciale, ma il suo malfunzionamento è fastidioso (per esempio i condensatori elettrolitici di un amplificatore audio). In funzione della sua importanza il componente viene etichettato con una probabilità di guasto "richiesta" (per esempio: è richiesto che i condensatori che creano un single point failure non si guastino prima di 1 anno con probabilità di almeno 70%, idem per i raddrizzatori delle alimentazioni ecc...) .
Queste analisi vengono fatte per i casi medi, ed è possibile farle quando si producono davvero tante unità.
Dalla elaborazione di questi dati vengono ricavate le tensioni di lavoro dei condensatori elettrolitici, le potenze delle resistenze, le tensioni di lavoro dei diodi ecc..
A tal proposito: cosa vuol dire che un condensatore ha una tensione di lavoro, per esempio, di 6.3V?
Non significa che a 6.4V esplode, significa solo che all'interno di tre sigma la sua vita sarà quella dichiarata dal costruttore se non gli è applicata una tensione superiore a 6.3V. Questo vuol dire anche che è possibile trovare un condensatore da 6.3V che sopporti 50V per un tempo pari a quello di vita del componente, solo che è estremamente improbabile.
In questo senso se prendo un condensatore da 6.3V e gli applico 50V la speranza di vita (valore atteso) sarà di pochi secondi, che in effetti, mediamente, è proprio quello che succede...
In genere la speranza di vita viene calcolata in modo che allo scadere del periodo di garanzia la probabilità di guasto superi mediamente il 40%.
Le tolleranze non vengono considerate in questi casi poiché appartengono ad un altro studio statistico: quanti oggetti passeranno il collaudo una volta costruiti. E' un'altra cosa.
Quando ricevete quel coupon per estendere il periodo di garanzia a pagamento non fate altro che coprire, con la quota che pagate, la differenza di costo che la ditta sostiene per prendere in riparazione l'oggetto nel caso medio.
Se un numero sufficiente di persone aderisse a questa campagna di estensione della garanzia il costruttore cambierebbe le probabilità di guasto e farebbe oggetti che durano più a lungo, da vendere ad un prezzo maggiore per vendere una nuova estensione garanzia ad un prezzo più alto, in modo da guadagnarci mediamente di più.
Benvenuti nel consumismo razionale
Ciao,
Pietro.