vedendo le protezioni di interfaccia che controllano tensione e frequenza di una rete,e che vengono collegate ad un contattore per scollegare la rete in caso di anomalia,mi è venuto un dubbio.
Il relè di uscita è ad esempio di tipo SPDT,cioè un deviatore a singolo polo,ma prendendo varie brochure di varie marche,ad esempio l'ABB DPC 02 D M48(per sistemi trifase) si legge tra le caratteristiche tecniche:
uscita:relè SPDT N.E.(a proposito,ma N.E. cosa significa letteralmente?)
Portate del contatto:
Carichi resistivi
AC 1: 8 A @ 250 VCA
DC 12: 5 A @ 24 VCC
AC 15: 2,5 A @ 250 VCA
Vedendo i vari schemi di collegamento,se si collega in AC,si vede che una fase si collega ad un contatto del relè,l'altro contatto si collega alla bobina del contattore che poi si chiude col neutro,come da figura(dove ho evidenziato in blu il collegmaneto che mi interessa)

Ora il problema è questo,se io ad esempio ho una corrente per fase maggiore degli 8A che sono riportati nella tabella "portate del contatto", vado a fondere alla lunga il relé,giusto?
E' corretta questa interpretazione o le portate del contatto si riferiscono a tutt'altro?
E' anche per questo motivo che conviene collegare il relais ad una batteria in continua e quindi scegliere la bobina del contattore in continua?
Spero di essere stato chiaro,ma a volte quando vedi le cose solo sui libri si genera un po' di confusione

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