Salve
cosa si intende per asse elettrico, due motori che ruotano sincroni non per mezzo di trasmissioni meccaniche?
Ciao
asse elettrico
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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Sarebbe molto, troppo generica. Li conosco solo per averli trovati sul mio percorso, ma non ho esperienze dirette.
Pregi:
1) L'asse elettrico si implementa facilmente. Immagino ad esempio il caso di macchine in più blocchi, separabili per trasporto, manutenzione, sostituzione, standardizzazione. Ogni blocco avrà il suo motore, il suo drive, il suo riferimento di posizione ed il tutto si potrà collegare in modo da realizzare un asse elettrico: un movimento sincrono delle macchine, come se fossero un tutt'uno.
2) La disgiunzione è altrettanto semplice: non ci sono catene o rinvii che col tempo prendono gioghi. In qualunque momento si disattiva l'accoppiamento per operare sulla singola parte di macchina.
Tutte le macchine ad asse elettrico che ho visto io erano e sono macchine cosidette "monoblocchi". Giganteschi assiemi a due o tre giostre di diametro molto importante, che devono per forza di cosa lavorare in sincrono. Con l'asse elettrico ogni giostra è di fatto una macchina a se, che si unisce e combina con le restanti, per formare il monoblocco.
Difetti:
1) L'asse non è meccanicamente solidale, contrariamente al collegamento meccanico, in caso di anomalia è possibilissima la perdita di sincronismo, con tutti i problemi del caso che può comportare. Se l'asse è realizzato con motori asincroni, poi, si soffre molto la perdita di prestazioni che questi hanno. Un asincrono controllato da inverter lavora bene solo in una banda ristrettissima di frequenze.
2) Anche in un sistema ben progettato e dimensionato, in grado di rispondere al meglio a tutte le variazioni di carico e sforzo, senza rischio di perdere sincronismo, si può in qualunque momento, ad esempio, rompere un drive od un motore. Non è quindi possibile garantire il funzionamento solidale in modo assoluto.
E poi, chissà cosa altro...
Pregi:
1) L'asse elettrico si implementa facilmente. Immagino ad esempio il caso di macchine in più blocchi, separabili per trasporto, manutenzione, sostituzione, standardizzazione. Ogni blocco avrà il suo motore, il suo drive, il suo riferimento di posizione ed il tutto si potrà collegare in modo da realizzare un asse elettrico: un movimento sincrono delle macchine, come se fossero un tutt'uno.
2) La disgiunzione è altrettanto semplice: non ci sono catene o rinvii che col tempo prendono gioghi. In qualunque momento si disattiva l'accoppiamento per operare sulla singola parte di macchina.
Tutte le macchine ad asse elettrico che ho visto io erano e sono macchine cosidette "monoblocchi". Giganteschi assiemi a due o tre giostre di diametro molto importante, che devono per forza di cosa lavorare in sincrono. Con l'asse elettrico ogni giostra è di fatto una macchina a se, che si unisce e combina con le restanti, per formare il monoblocco.
Difetti:
1) L'asse non è meccanicamente solidale, contrariamente al collegamento meccanico, in caso di anomalia è possibilissima la perdita di sincronismo, con tutti i problemi del caso che può comportare. Se l'asse è realizzato con motori asincroni, poi, si soffre molto la perdita di prestazioni che questi hanno. Un asincrono controllato da inverter lavora bene solo in una banda ristrettissima di frequenze.
2) Anche in un sistema ben progettato e dimensionato, in grado di rispondere al meglio a tutte le variazioni di carico e sforzo, senza rischio di perdere sincronismo, si può in qualunque momento, ad esempio, rompere un drive od un motore. Non è quindi possibile garantire il funzionamento solidale in modo assoluto.
E poi, chissà cosa altro...
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Candy
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Cosa si intende per asse elettrico, due motori che ruotano sincroni non per mezzo di trasmissioni meccaniche?
Un dei tanti è il trasduttore di posizione induttivo: questo è rappresentato dal syncro, che è una macchina trifase che possiede sullo statore una terna di avvolgimenti uguali disposti a 120 gradi fra loro, e sul rotore un avvolgimento monofase; al variare della posizione angolare del rotore, varia il coefficiente di mutua induzione fra l’avvolgimento rotorico e ciascuno degli avvolgimenti disposti sullo statore. Praticamente si collegano a distanza elettricamente due syncro fra loro identici, il primo in funzione di trasmettitore e il secondo come ricevitore. Quando il syncro ricevitore è alimentato in parallelo con l’avvolgimento rotorico del syncro trasmettitore, la sua posizione angolare deve necessariamente allinearsi con quella del trasmettitore, ripetendone a distanza tutti i movimenti, così si è realizzato il cosiddetto “albero elettrico". Sul medesimo principio del syncro sono basati i resolver. Questo è anche il sistema che ho montato sulla mia antenna direttiva di radioamatore.
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StefanoSunda
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