Salve, volevo sapere se si puo´considerare la corrente di intervento termico per la protezione dai contatti indiretti a fondo linea per un circuito che alimenta un motore trifase da 21 kW (50 A) protetto con slavamotore a termica regolabile (45-63 A) e magnetica fissa a 660 A, ho una Icc Guasto a terra di 580 A percui la magnetica non interviene mentre la termica in 5 secondi interviene con 450 A (curva del costruttore) o non e´ammesso considerare la termica?.
La norma nella relalazione di protezione con Zs e Ia per i sistemi TS parla solo di corrente di sicuro intervento dell´interruttore pertanto la Ith dovrebbe potersi usare.....
Saluti
Contatti indiretti 2
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La norma, come ben sai, richiede che:
Zs x Ia <= Uo
dove è:
Zs = impedenza dell'anello di guasto
Uo = tensione nominale verso terra.
Entrambe queste grandezze sono facilmente individuabili (Uo) o calcolabili (Zs).
Per la Ia invece occorre fare attenzione perché nella definizione la norma riporta la seguente descrizione:
"corrente che provoca l'interruzione automatica del dispositivo di protezione entro il tempo definito nella Tab. 41A in funzione della tensione nominale Uo per i circuiti specificati in 413.1.3.4, ed, entro un tempo convenzionale non superiore a 5 s per gli altri circuiti (quest'ultimo pezzettino si sono dimenticati di aggiungerlo ma sta già scritto sul progetto C993 di variante alla CEI 64-8, scaricabile dal sito del CEI)."
L'art. citato (413.1.3.4) riguarda i circuiti terminali protetti con dispositivi di protezione contro le sovracorrenti aventi correnti nominale o regolata che non supera 32 A. L'art. 413.1.3.5 conferma che è ammesso un tempo di interruzione non superiore a 5 s negli altri casi.
Pertanto:
se il tuo circuito (terminale o meno) è protetto con una protezione con corrente nominale maggiore di 32 A (come sembra dal post) puoi utilizzare come valore di Ia quella corrente che fa intervenire la protezione entro 5 s. Poco importa che sia situata sulla caratteristica termica o sulla magnetica.
Saluti
Zs x Ia <= Uo
dove è:
Zs = impedenza dell'anello di guasto
Uo = tensione nominale verso terra.
Entrambe queste grandezze sono facilmente individuabili (Uo) o calcolabili (Zs).
Per la Ia invece occorre fare attenzione perché nella definizione la norma riporta la seguente descrizione:
"corrente che provoca l'interruzione automatica del dispositivo di protezione entro il tempo definito nella Tab. 41A in funzione della tensione nominale Uo per i circuiti specificati in 413.1.3.4, ed, entro un tempo convenzionale non superiore a 5 s per gli altri circuiti (quest'ultimo pezzettino si sono dimenticati di aggiungerlo ma sta già scritto sul progetto C993 di variante alla CEI 64-8, scaricabile dal sito del CEI)."
L'art. citato (413.1.3.4) riguarda i circuiti terminali protetti con dispositivi di protezione contro le sovracorrenti aventi correnti nominale o regolata che non supera 32 A. L'art. 413.1.3.5 conferma che è ammesso un tempo di interruzione non superiore a 5 s negli altri casi.
Pertanto:
se il tuo circuito (terminale o meno) è protetto con una protezione con corrente nominale maggiore di 32 A (come sembra dal post) puoi utilizzare come valore di Ia quella corrente che fa intervenire la protezione entro 5 s. Poco importa che sia situata sulla caratteristica termica o sulla magnetica.
Saluti
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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Ok ma c´e´il problema che la curva termica si sposta al variare della temperatura, i costruttori forniscono una curva a temp. costante, cosa succede durante l´arco dell´anno con escursioni temiche da 5° a 35°?.Il "sicuro intervento" in 5 secondi si sposta?....
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gianpano ha scritto:Ok ma c´e´il problema che la curva termica si sposta al variare della temperatura, i costruttori forniscono una curva a temp. costante, cosa succede durante l´arco dell´anno con escursioni temiche da 5° a 35°?.Il "sicuro intervento" in 5 secondi si sposta?....
quale?
Sebastiano
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