core ha scritto:grazieobiuan, quello che dci è il calcolo che mi viene in automatico da fare ma però me ne vengono altri che non capisco bene :
hai fatto il calcolo con una resistenza come carico al posto della batteria da caricare, ma se ci fosse la batteria a 6V e l'alimentatore a 14V ,(qua sto sbagliando ma non capisco il perché), ci sono 8V di potenziale sulla serie R+DIODO//LED se a 2 volt si accende il LED a 8volt cosa fa? quello che mi chiedo non c'è una condizione in cui nel LED passi troppa corrente?
Se metti un alimentatore a 14 e una resistenza da 6, il LED salta istantaneamente. La batteria era a 12V, se ricordo bene...
core ha scritto:un altro ragionamento sbagliato che ho fatto è questo:
se fino ad una certa tensione il LED non si accende la corrente passerà sula serie R+Diodo ma quando si arriva alla soglia del LED e si accende, essendo il LED visto come un corto con una resistenza molto bassa la corrente non dovrebbe passare tutta verso il LED?Però se passa tutta per il LED non vi più è la tensione generata dalla serie e quindi si spegnerebbe,per poi ritornare al ciclo iniziale. è questa cosa che la chiamavo palleggiamento ma come mi hai detto non c'è nessun palleggiamento. Allora faccio fatica comprendere bene cosa succede
Il LED può essere visto come un cortocircuito con due volt di caduta, se proprio lo vuoi schematizzare non devi mettere semplicemente una R molto bassa, ma una R molto bassa in serie a un generatore di tensione pari a Vsoglia. E' il solito discorso dei modelli utilizzati: a seconda dei casi, un diodo (o un LED) può essere sostituito ottenendo comunque una buona approssimazione con diversi circuiti equivalenti:
Come vedi, ho utilizzato un simbolo arbitrario e inventato (un diodo con due cerchietti intorno) per indicare il diodo ideale, cioè quello con caratteristica in (1).
In molti casi, per esempio quanto studi il ponte raddrizzatore, puoi tranquillamente utilizzare il modello (1) e avere una valutazione qualitativa decente di quello che succede. Nel nostro caso, se utilizzi il modello numero (1), ovviamente commetti un errore grossolano.
In (2) hai un modello migliore, cioè più vicino alla realtà, che circuitalmente può essere espresso da un diodo ideale in serie a una sorgente di tensione. Questo modello tiene conto della V di soglia ma non della R equivalente né della sua variazione in funzione di V.
In (3) ho aggiunto il contributo della R equivalente. Nella maggior parte dei casi un modello come questo può essere utilizzato tranquillamente.
In (4) ho disegnato (a mano..è solo indicativo) la caratteristica del diodo reale (tralasciando la tensione di breakdown), che dalla (3) si differenzia sostanzialmente per tre aspetti:
- La corrente inversa non è zero
- La corrente non resta zero fino al raggiungimento della soglia, ma sale prima
- La corrente non sale linearmente

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)



