Se fosse obbligatorio tutti i quadri con partenze preferenziali (i famosi 3 dg ammessi dalla cei 0-21) sarebbero fuori norma.
La differenza poi per lavorare fuori tensione tra abbassare pochi interruttori ed abbassare il generale qual è?
Più differenziali in un unico quadro
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La differenza poi per lavorare fuori tensione tra abbassare pochi interruttori ed abbassare il generale qual è?
La differenza è che per sostituire o aggiungere un interruttore devo staccare l'interruttore a monte.
La differenza è che potrei non avere l'interruttore generalissimo (quello che sta sopra al generale) a portata d'occhio obbligandomi a lasciare una persona a presidiarlo oppure devo accettare il rischio che qualcuno, anche in buona fede, mi riarmi l'interruttore.
La differenza è che quando qualcuno rimane "attaccato alla corrente" devi staccare tutti gli interruttori prima di beccare quello giusto.
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Grazie per le risposte comunque mi sa che il generale lo metto, che vuol dire selettivo? Deve avere una portata tre volte superiore a 16 ampere quindi?
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il differenziale deve essere selettivo, non il magnetotermico.
se i differenziali a valle sono da 300 mA, quello a monte deve essere di almeno 900 mA (credo che il valore successivo sia 1 A)
se i differenziali a valle sono da 300 mA, quello a monte deve essere di almeno 900 mA (credo che il valore successivo sia 1 A)
Almeno l'itagliano sallo...
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Attilio ha scritto: (che poi non ho capito se questo trovasi a 50 centimetri dal centralino o 6 piani piu` sotto in armadio chiuso a chiave)
Si scusate non l'ho precisato, mi chiedevo se un generale nel quadro fosse indispensabile o consigliato in ragione del fatto che il generale del contatore stesso è posizionato una spanna sopra il quadro stesso.
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Allora, se contatore e centralino sono ravvicinati (tratta di collegamento inferiore a 3 metri), la norma (in perfetto disaccordo con quanto riportato sui contratti di fornitura del distributore) consente l'omissione di un dispositivo generale di protezione del montante (cavo che collega il contatore al centralino), se determinate condizioni siano rispettate circa la sezione dei conduttori, la modalita` e l'esecuzione di posa, ecc..
Ma qui parliamo d'altro, e rischiamo di cadere nel ridicolo.
Vista la vicinanza tra contatore e centralino, metti l'interruttore generale in quest'ultimo, cosi eviti di utilizzare il sezionatore del contatore ogni qual volta tu debba togliere tensione all'impianto. Quel coso, meno lo si manovra e lo si tocca, meglio e`.
Ma qui parliamo d'altro, e rischiamo di cadere nel ridicolo.
Vista la vicinanza tra contatore e centralino, metti l'interruttore generale in quest'ultimo, cosi eviti di utilizzare il sezionatore del contatore ogni qual volta tu debba togliere tensione all'impianto. Quel coso, meno lo si manovra e lo si tocca, meglio e`.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Salve a tutti, approfitto di questo thread perché mi ritrovo in una problematica simile. Mi hanno commissionato un progetto elettrico comprendente anche un impianto fotovoltaico. Vi espongo tutti i dati. La situazione è questa, il committente ha una fornitura da 15 kW, l'impianto fotovoltaico è da 15 kW, le utenze sono costituite rispettivamente da:
2 palazzine (che chiamerò con le lettere A e B) con due appartamenti cadauno, ciascuno dei quali ha un quadretto con differenziale magnetotermico da 32 A;
1 palazzina C con quadretto di alimentazione unico con differenziale magnetotermico da 32A;
Pompa per una piscina
Motore alimentazione apertura cancello
Impianto di illuminazione (che farà installare a breve).
Ora le varie utenze son piuttosto delocalizzate tra di loro:
Contatore Enel con a ridosso quadro con Dispositivo Generale, situato in un capannone, in cui arriva la linea del fotovoltaico (quindi Inverter e loro quadro di interfaccia);
Dal quadro dispositivo generale parte una linea lunga per arrivare al quadro di alimentazione delle utenze che vi ho appena descritto, quadro posto in un fabbricato. La linea è lunga 190m, sulla quale ho già fatto il dimensionamento dei cavi e la verifica sulla caduta di tensione.
Da questo quadro partono tutte le linee che vanno alle rispettive utenze: i cavi sono stati dimensionati sulla distanza più lunga, 270m su cui si trova una delle palazzine.
Veniamo al dunque: mi trovo un quadretto di alimentazione piuttosto "affollato" comprendente:
interruttore protezione linea palazzina A1, qui ho scelto un MTD da 40A 0,3A, quindi selettivo
stessa cosa con le altre palazzine
interruttore alimentazione pompa, mtd trifase da 16A 30 mA
interruttore alimentazione motore cancello, mtd trifase da 16A 30 mA
interruttore alimentazione impianto illuminazione, mtd monofase da 16 A
Dati i carichi presenti sull'impianto, ho già fatto presente al committente che facilmente i 15 kW in una situazione del genere li supererebbe, ma lo ha già messo in conto pianificando un innalzamento della potenza contrattuale a 35 kW. In previsione di ciò pertanto ho dimensionato i cavi. Ora i miei dubbi sorgono sulla scelta della taglia dell'interruttore generale del quadro di alimentazione utenze, sui quali ho valutato anche la possibilità di mettere un sezionatore, dal momento che sarebbe protetto a monte di questa linea. Dai calcoli effettuati, dando i coefficienti di contemporaneità, mi viene fuori un interruttore generale da 160A anche se temo di non rientrarci. Chiedo consigli agli esperti del forum.
2 palazzine (che chiamerò con le lettere A e B) con due appartamenti cadauno, ciascuno dei quali ha un quadretto con differenziale magnetotermico da 32 A;
1 palazzina C con quadretto di alimentazione unico con differenziale magnetotermico da 32A;
Pompa per una piscina
Motore alimentazione apertura cancello
Impianto di illuminazione (che farà installare a breve).
Ora le varie utenze son piuttosto delocalizzate tra di loro:
Contatore Enel con a ridosso quadro con Dispositivo Generale, situato in un capannone, in cui arriva la linea del fotovoltaico (quindi Inverter e loro quadro di interfaccia);
Dal quadro dispositivo generale parte una linea lunga per arrivare al quadro di alimentazione delle utenze che vi ho appena descritto, quadro posto in un fabbricato. La linea è lunga 190m, sulla quale ho già fatto il dimensionamento dei cavi e la verifica sulla caduta di tensione.
Da questo quadro partono tutte le linee che vanno alle rispettive utenze: i cavi sono stati dimensionati sulla distanza più lunga, 270m su cui si trova una delle palazzine.
Veniamo al dunque: mi trovo un quadretto di alimentazione piuttosto "affollato" comprendente:
interruttore protezione linea palazzina A1, qui ho scelto un MTD da 40A 0,3A, quindi selettivo
stessa cosa con le altre palazzine
interruttore alimentazione pompa, mtd trifase da 16A 30 mA
interruttore alimentazione motore cancello, mtd trifase da 16A 30 mA
interruttore alimentazione impianto illuminazione, mtd monofase da 16 A
Dati i carichi presenti sull'impianto, ho già fatto presente al committente che facilmente i 15 kW in una situazione del genere li supererebbe, ma lo ha già messo in conto pianificando un innalzamento della potenza contrattuale a 35 kW. In previsione di ciò pertanto ho dimensionato i cavi. Ora i miei dubbi sorgono sulla scelta della taglia dell'interruttore generale del quadro di alimentazione utenze, sui quali ho valutato anche la possibilità di mettere un sezionatore, dal momento che sarebbe protetto a monte di questa linea. Dai calcoli effettuati, dando i coefficienti di contemporaneità, mi viene fuori un interruttore generale da 160A anche se temo di non rientrarci. Chiedo consigli agli esperti del forum.
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krimad87
-2 4 - CRU - Account cancellato su Richiesta utente
- Messaggi: 52
- Iscritto il: 9 dic 2011, 12:03
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krimad87 ha scritto:...Mi hanno commissionato un progetto elettrico
...ha già messo in conto pianificando un innalzamento della potenza contrattuale a 35 kW. In previsione di ciò pertanto ho dimensionato i cavi...... mi viene fuori un interruttore generale da 160A anche se temo di non rientrarci...
Non ci conosciamo e forse la vedi come una critica esagerata. Da quanto esponi ho la "vaga" impressione che hai qualche lacuna. Prima di prendere in carico cose di cui si ha "scarsa" conoscenza forse sarebbe il caso di pensarci 2 volte. CI si può fare male (anche molto)
Consiglio. Fatti affiancare da un collega di fiducia in grado di "dipanare" i dubbi senza affidarti ad un forum, che per quanto autorevole non arriva a tanto. Ti costerà 1/2 parcella forse, e anche più ma riesci a crescere senza "sbilanciarti" nei rischi che vai ad affrontare.

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Guarda, al limete associati e collabora con una azienda del settore FV...e redigete un progetto integrato.
Formalmente, gli impianti sono di due tipologie FV+integrazione impianto residenziale.
I "Quadretti" sono da escludere a priori, meglio parlare di quadri, con predisposizioni varie ed una potenza installatoa predisposta epr almeno 6 kW.
Poi, gli impianti FV decon o essere 2, così ogni appartamento potrà essere certificato con una classe energetica maggiore.
E' bene porre "Attenzione" quando l'impianto è inserto nel classico campo luntano dalle utenze, per problemi di caduta di cdt% in particolari condizioni, se le linee non sono opportunemente dimensionate.; elggere i folder della azianda Aurora scaricabili dalla rete - sono quelli degli Inveter.
Credo che il committente pensava di scaricare tutto su di un installatore qualunque e poi serivrsi della "corrente" comune dell'impianto, se hai dei dubbi fai bene a desistere.
Razionalmente si tratta di due appartamenti che devono essere allacciati a due impianti FV, se proprio li vuoi prendere fai due progettis eparati, poi lascia alla ditta installatrice del FV il compito di progettare due impianti separati con Misuratore di scambio e protezioni DG, inverter e quant'altro, poi loro li associeranno a monte della protezione generale delle unità residenziali; meglio se gli lasci due morsettiere e un tubo, altrimenti fanno danni.
Formalmente, gli impianti sono di due tipologie FV+integrazione impianto residenziale.
I "Quadretti" sono da escludere a priori, meglio parlare di quadri, con predisposizioni varie ed una potenza installatoa predisposta epr almeno 6 kW.
Poi, gli impianti FV decon o essere 2, così ogni appartamento potrà essere certificato con una classe energetica maggiore.
E' bene porre "Attenzione" quando l'impianto è inserto nel classico campo luntano dalle utenze, per problemi di caduta di cdt% in particolari condizioni, se le linee non sono opportunemente dimensionate.; elggere i folder della azianda Aurora scaricabili dalla rete - sono quelli degli Inveter.
Credo che il committente pensava di scaricare tutto su di un installatore qualunque e poi serivrsi della "corrente" comune dell'impianto, se hai dei dubbi fai bene a desistere.
Razionalmente si tratta di due appartamenti che devono essere allacciati a due impianti FV, se proprio li vuoi prendere fai due progettis eparati, poi lascia alla ditta installatrice del FV il compito di progettare due impianti separati con Misuratore di scambio e protezioni DG, inverter e quant'altro, poi loro li associeranno a monte della protezione generale delle unità residenziali; meglio se gli lasci due morsettiere e un tubo, altrimenti fanno danni.
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