buona sera a tutti! negli ultimi giorni a scuola abbiamo trattato la prova di cortocircuito di un trasformatore monofase, mi ritrovo a far una relazione senza aver capito un paio di cose forsebanali ma decisive. spero mi possiate aiutare...i miei dubbi sono:
1. perché per calcolare le perdite per effetto joule (perdite del rame) di un trasformatore dobbiamo creare la situazione di cortocircuito?
2. perché si crea il cortocircuito chiudendo il secondario? se non ricordo male per creare la situazione di cortocircuito abbiamo messo un cavo che univa gli estremi del secondario del trasformatore.
Grazie a tutti, buona serata
Prova cortocircuito trasformatore monofase
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carlofs95 ha scritto:1. perché per calcolare le perdite per effetto joule (perdite del rame) di un trasformatore dobbiamo creare la situazione di cortocircuito?
Penso proprio che il motivo si trova nel fatto che in questa condizione hai la massima corrente circolante sugli avvolgimenti, ed essendo le perdite sul rame proporzionali al quadrato della corrente circolante, in queste condizioni avrai la massima dissipazione.
carlofs95 ha scritto:2. perché si crea il cortocircuito chiudendo il secondario?
cosa potresti mettere in corto.....il primario? il cortocircuito puoi realizzarlo solo sul secondario.
saluti.
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lelerelele
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grazie per i "chiarimenti" dimenticavo...da tabella il mio wattmetro rileva una potenza, che ottiene un valore alla quale sottrarremo le perdite sugli strumenti...ovvero P - v al quadrato/R. con questa formula otterrò la PCC, potenza di corto circuito, cosa sarebbe? utta questa potenza e la potenza dissipata sui 2 avvolgimenti?
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Le perdite in un trasformatore sono nel ferro e nel rame. Nel rame dipendono dalla corrente, nel ferro dalla tensione. Entrambi i tipi di perdita dipendono dal quadrato delle rispettive grandezze elettriche. Nella prova in cortocircuito si cortocircuita un avvolgimento e si alimenta l'altro fino a che la corrente arriva al valore nominale. Nel rame ci sono, in tali condizioni, le perdite che si hanno in condizioni di funzionamento nominali; nel ferro invece si hanno perdite molto inferiori alle nominali in quanto la tensione necessaria è molto inferiore al valore nominale e si possono trascurare rispetto a quelle nel rame. Le perdite nel ferro sono misurate nella prova a vuoto, che avviene a tensione nominale, mentre la corrente è molto inferiore alla nominale.
Si può cortocircuitare indifferentemente il lato di bassa tensione o quello di alta, alimentando l'altro. Si sceglie la configurazione più conveniente in base all'alimentazione disponibile.
Ricorda che l'avvolgimento primario di un trasformatore è il lato alimentato, non quello a tensione più elevata.
Si può cortocircuitare indifferentemente il lato di bassa tensione o quello di alta, alimentando l'altro. Si sceglie la configurazione più conveniente in base all'alimentazione disponibile.
Ricorda che l'avvolgimento primario di un trasformatore è il lato alimentato, non quello a tensione più elevata.
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Grazie per la risposta molto chiara admin, la Pcc, come ho prima citato che ho trovato quindi indica le perdite del rame? grazie di nuovo
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Si.
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Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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