Per quel che posso suggerire io, se si fa il passo "trenta" della multiamplificazione allora si dovrebbe fare anche il passo "trentuno" di mettere i filtri prima degli amplificatori. E ciò per due buone ragioni:
1) l'altoparlante DA SOLO è un carico decisamente più stabile e digeribile da qualsiasi amplificatore, che invece con interposti i filtri può essere molto più incline ad avere problemi di stabilità
2) il campo di scelta tra i possibili filtri adottabili (non esclusi quelli digitali e programmabili) è molto più vasto se realizzati in forma elettronica attiva che non in forma passiva (e questo senza contare le porcherie e i compromessi che si è costretti a fare, e a costi di realizzazione molto più elevati, se si sceglie la strada dei filtri passivi).
3) ogni amplificatore può essere scelto in maniera molto più mirata sugli altoparlanti che deve effettivamente pilotare e non su una "cassa" generica.
Ciao
Piercarlo
Amplificatore audio - un po' di chiarezza sull'architettura
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clavicordo
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[12] Re: aumplificatore audio - un po' di chiarezza sull architet
Bene, quindi
Piercarlo confermi la mia impostazione.
Per dimensionare i filtri serve naturalmente la risposta in frequenza dei diffusori. I tweeter risentono poco della sistemazione in una cassa, i midrange un po' sì, i woofer decisamente sì. La scelta del tipo di diffusori è un discorso a parte.
Se si ha in mente di usare un equalizzatore, se ne potrebbero aggiungere usarne altri tre (o dividerne uno in tre parti) in funzione di filtro di fronte a ciascun ampli, predisponendoli opportunamente.
Alla fine, per testare il tutto, servirebbe un generatore di segnale (rumore bianco) da connettere all'ingresso del sistema, un microfono dalla risposta lineare da piazzare di fronte ai diffusori e un misuratore di spettro. Guardando lo spettro e variando i tre equalizzatori, si può cercare di rendere la risposta il più "piatta possibile".
Per dimensionare i filtri serve naturalmente la risposta in frequenza dei diffusori. I tweeter risentono poco della sistemazione in una cassa, i midrange un po' sì, i woofer decisamente sì. La scelta del tipo di diffusori è un discorso a parte.
Se si ha in mente di usare un equalizzatore, se ne potrebbero aggiungere usarne altri tre (o dividerne uno in tre parti) in funzione di filtro di fronte a ciascun ampli, predisponendoli opportunamente.
Alla fine, per testare il tutto, servirebbe un generatore di segnale (rumore bianco) da connettere all'ingresso del sistema, un microfono dalla risposta lineare da piazzare di fronte ai diffusori e un misuratore di spettro. Guardando lo spettro e variando i tre equalizzatori, si può cercare di rendere la risposta il più "piatta possibile".
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[13] Re: aumplificatore audio - un po' di chiarezza sull architet
clavicordo ha scritto:... Guardando lo spettro e variando i tre equalizzatori, si può cercare di rendere la risposta il più "piatta possibile".
E per quanto riguarda i ritardi?
Oppure è un dato trascurabile in questo caso?
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[14] Re: aumplificatore audio - un po' di chiarezza sull architet
Beh, nei consigli che ho dato in precedenza ho probabilmente sottovalutato le capacità elettroniche del nostro amico
Per uno stereo sono quindi necessari 6 amplificatori finali che arrivano a 7/8 se dovrai mettere un woofer tra sub e mid.
Probabilmente gli amplificatori per midrange e tweeter potranno essere di potenza inferiore a quelli del subwoofer. Potresti utilizzare la configurazione a ponte per il sub ed i normali due canali per mid e tweeter riducendo così il numero degli amplificatori
Per uno stereo sono quindi necessari 6 amplificatori finali che arrivano a 7/8 se dovrai mettere un woofer tra sub e mid.
Probabilmente gli amplificatori per midrange e tweeter potranno essere di potenza inferiore a quelli del subwoofer. Potresti utilizzare la configurazione a ponte per il sub ed i normali due canali per mid e tweeter riducendo così il numero degli amplificatori
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clavicordo
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[15] Re: aumplificatore audio - un po' di chiarezza sull architet
Il ritardo di cui parli deve essere il ritardo di fase dello spettro: no, non viene preso in considerazione. L'orecchio è sensibile alla frequenza ma non alla fase, si è sempre detto e scritto. Poiché ad oggi la teoria sul funzionamento dell'orecchio, o meglio della parte "conversione analogico-digitale" svolta dalla coclea, accettata non è consolidata (non dà conto di vari fenomeni), non mi stupirei se quanto detto venisse smentito prima o poi...
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[16] Re: aumplificatore audio - un po' di chiarezza sull architet
clavicordo ha scritto:...non mi stupirei se quanto detto venisse smentito prima o poi...
Sarebbe interessante aprire un thread sull'argomento ma non so neanche da dove cominciare!
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[17] Re: aumplificatore audio - un po' di chiarezza sull architet
signori, continuo a ringraziarvi per la collaborazione.
mi scuso per non averlo precisato prima, ma è quello che avevo in mente. continuare a 'passare' 60W al sub ( con configurazione a ponte, p.6 datasheet) e 'dimezzarli' ( quindi 30W+30W ) per mid e tweeter ( configurazione tipica, p.2 datasheet).
a questo punto penso convenga riadattare lo schema dell'equalizzatore per farci uscire tre filtri da mettere su ogni canale. quindi elimino la parte del sommatore e ricalcolo i valori opportuni di C e R.
almeno in questo l'università mi può venire in contro con i laboratori 'aperti'.
il problema che mi ponevo inizialmente. grazie per avermi dato una conferma.
cerco di fissare prima i concetti a livello architetturale. quindi cosa mi serve, come migliorare ecc... poi passo alla reale scelta dei componenti. indicare LM4780 è un inizio perché ha le caratteristiche giuste per quello che vorrei fare.
ci farò un pensierino a tempo debito.
a questo punto direi che con lo schema a blocchi il lavoro è quasi finito. confermate?
per quanto riguarda la protezione degli altoparlanti dalle sovracorrenti transitorie ( inrush current giusto? ), non dovrebbe essere un problema gestito dall'alimentatore tramite soft start o quant'altro?
per favore, qualcuno ha voglia di confermarmi che il controllo del volume è fatto dal potenziometro R101 dell'equalizzatore? penultimo circuito in fondo la pagina
http://digilander.libero.it/enzmanie/pag15.htm
grazie.
FedericoSibona ha scritto:
Probabilmente gli amplificatori per midrange e tweeter potranno essere di potenza inferiore a quelli del subwoofer. Potresti utilizzare la configurazione a ponte per il sub ed i normali due canali per mid e tweeter riducendo così il numero degli amplificatori
mi scuso per non averlo precisato prima, ma è quello che avevo in mente. continuare a 'passare' 60W al sub ( con configurazione a ponte, p.6 datasheet) e 'dimezzarli' ( quindi 30W+30W ) per mid e tweeter ( configurazione tipica, p.2 datasheet).
clavicordo ha scritto: ...Se si ha in mente di usare un equalizzatore, se ne potrebbero aggiungere usarne altri tre (o dividerne uno in tre parti) in funzione di filtro di fronte a ciascun ampli, predisponendoli opportunamente.
a questo punto penso convenga riadattare lo schema dell'equalizzatore per farci uscire tre filtri da mettere su ogni canale. quindi elimino la parte del sommatore e ricalcolo i valori opportuni di C e R.
clavicordo ha scritto:Alla fine, per testare il tutto, servirebbe un generatore di segnale (rumore bianco) da connettere all'ingresso del sistema, un microfono dalla risposta lineare da piazzare di fronte ai diffusori e un misuratore di spettro. Guardando lo spettro e variando i tre equalizzatori, si può cercare di rendere la risposta il più "piatta possibile".
almeno in questo l'università mi può venire in contro con i laboratori 'aperti'.
Piercarlo ha scritto:1) l'altoparlante DA SOLO è un carico decisamente più stabile e digeribile da qualsiasi amplificatore, che invece con interposti i filtri può essere molto più incline ad avere problemi di stabilità
il problema che mi ponevo inizialmente. grazie per avermi dato una conferma.
Piercarlo ha scritto:3) ogni amplificatore può essere scelto in maniera molto più mirata sugli altoparlanti che deve effettivamente pilotare e non su una "cassa" generica.
cerco di fissare prima i concetti a livello architetturale. quindi cosa mi serve, come migliorare ecc... poi passo alla reale scelta dei componenti. indicare LM4780 è un inizio perché ha le caratteristiche giuste per quello che vorrei fare.
MavKtr ha scritto:Ma questo è quello che farei io... e magari per te non costituisce un problema.
ci farò un pensierino a tempo debito.
a questo punto direi che con lo schema a blocchi il lavoro è quasi finito. confermate?
per quanto riguarda la protezione degli altoparlanti dalle sovracorrenti transitorie ( inrush current giusto? ), non dovrebbe essere un problema gestito dall'alimentatore tramite soft start o quant'altro?
per favore, qualcuno ha voglia di confermarmi che il controllo del volume è fatto dal potenziometro R101 dell'equalizzatore? penultimo circuito in fondo la pagina
http://digilander.libero.it/enzmanie/pag15.htm
grazie.
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[18] Re: aumplificatore audio - un po' di chiarezza sull architet
luigi91 ha scritto: per favore, qualcuno ha voglia di confermarmi che il controllo del volume è fatto dal potenziometro R101 dell'equalizzatore?.
Quello NON è un controllo di volume ma, al più un equalizzatore di livello tra due o più canali. Il controllo di volume è un'altra cosa.
Ciao
Piercarlo
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[19] Re: aumplificatore audio - un po' di chiarezza sull architet
Piercarlo ha scritto:Quello NON è un controllo di volume ma, al più un equalizzatore di livello tra due o più canali. Il controllo di volume è un'altra cosa.
quindi, chi o cosa si occuperà del volume?
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[20] Re: aumplificatore audio - un po' di chiarezza sull architet
luigi91 ha scritto:Piercarlo ha scritto:Quello NON è un controllo di volume ma, al più un equalizzatore di livello tra due o più canali. Il controllo di volume è un'altra cosa.
quindi, chi o cosa si occuperà del volume?
Non ho guardato tutto lo schema ma penso che vi sia, prima dell'equalizzatore, un preamplificatore generale... e di solito il controllo di volume si mette lì!
Ciao
Piercarlo

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