Ciao a Tutti gli amici del Forum!.
Volevo porvi un quesito che mi sta facendo impazzire.
Un impianto fotovoltaico di 35 kW è costituito da 3 Inverter Fronius. A protezione di ogni inverter è inserito un magnetotermico da 16 A curva C. Questi tre magnetotermici sono collegati ad un interruttore magnetotermico da 63 A curva C, con modulo differenziale da 300 mA. Quando l'impianto si avvicina alla sua potenza di picco inspiegabilmente i 3 interruttori da 16 A non intervengono mentre interviene quello da 63 A con effetti tra l'altro di notevole surriscaldamento. Ho la certezza che intervenga solo la parte magnetotermica perché la leva del modulo differenziale rimane alzata. Considerando che i tre interruttori da 16 A possono convogliare al massimo 3x16 A= 48 A (al di là di una tolleranza maggiore) come mai interviene il magnetotermico da 63 A?
Mi è venuto il sospetto che essendo la rete a monte non molto stabile, a parità di potenza, se la tensione si riduce possa aumentare la corrente erogata dagli inverter che tra l'altro però hanno di loro una protezione per la massima corrente. Vi prego di aiutarmi se avete mai riscontrato un'anomalia simile.
Intervento inspiegabile magnetotermico
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Mike
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Possibilità di sostituire il 63A con uno identico e vedere come si comporta durante la settimana?
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si potrei provare a farlo... ma su quanto detto credo che non sia spiegabile l'intervento.
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cainoeabele
15 2 - Messaggi: 29
- Iscritto il: 4 feb 2010, 0:44
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Beh, quello che ti ho suggerito segue l'ipotesi dell'interruttore guasto...Quindi è speigabile 
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Ma stai facendo assistenza a distanza?
Te lo chiedo perché mi sarei aspettato di leggere anche dei riscontri strumentali in varie condizioni di irraggiamento, tensione rilevata, correnti sulle tre fasi sui singoli dispositivi.
Che intendi quando scrivi
qualcuno ha misurato la temperatura sull'interruttore?
Andare per tentativi non è propriamente il massimo. Da quanto tempo è in esercizio l'impianto, da quanto è stato installato? E' sempre utile esordire specificando queste cose, necessarie per farsi delle idee preliminari.
Te lo chiedo perché mi sarei aspettato di leggere anche dei riscontri strumentali in varie condizioni di irraggiamento, tensione rilevata, correnti sulle tre fasi sui singoli dispositivi.
Che intendi quando scrivi
cainoeabele ha scritto:con effetti tra l'altro di notevole surriscaldamento
qualcuno ha misurato la temperatura sull'interruttore?
Andare per tentativi non è propriamente il massimo. Da quanto tempo è in esercizio l'impianto, da quanto è stato installato? E' sempre utile esordire specificando queste cose, necessarie per farsi delle idee preliminari.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Quoto Attilio, ma provo a dare il mio parere:
Probabilmente, il C63A è stato posto in un "quadretto" non propriamente idoneo per il solo fine dello smaltimento del calore, e per questo aspetto di sovra-temperatura del modulo, questo interviene in modo irrazionale, al di fuori dei canoni di taglia dei 63A.
Il costruttore, dovrebbe postare nei data sheet - la curva di intervento - con la relazione della temperatura di esercizio.
Una lettura strumentale ..sarebbe gradita.
Probabilmente, il C63A è stato posto in un "quadretto" non propriamente idoneo per il solo fine dello smaltimento del calore, e per questo aspetto di sovra-temperatura del modulo, questo interviene in modo irrazionale, al di fuori dei canoni di taglia dei 63A.
Il costruttore, dovrebbe postare nei data sheet - la curva di intervento - con la relazione della temperatura di esercizio.
Una lettura strumentale ..sarebbe gradita.
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Grazie a tutti per le risposte...
cerco di rispondere a tutti gli interventi.
Il controllo a distanza viene fatto ma purtroppo il data logger non riporta i valori di rete (tensioni, frequenza ecc).
Per quanto riguarda lo smaltimento del calore è un dubbio che ho ma non si spiega perché i tre interruttori da 16 A non stacchino pur trovandosi con una corrente di esercizio più ravvicinata rispetto alla relativa nominale e che sono alloggiati nella stessa centralina.
L'impianto è in esercizio da marzo 2013 e l'anno scorso in questo periodo non ha dato questi problemi.
Vi chiedo se è assurdo pensare che queste anomalie possano essere create da una rete molto instabile quale è quella su cui è connessa l'impianto. Devo fare alcune misurazioni nel sito ma ho già coscienza del fatto che la tensione in determinate ore si abbassi notevolmente, mentre in altre (a causa dell'impedenza di linea) possa innalzarsi ed è da vedere se il sistema delle tre tensioni sia simmetrico o meno. E' possibile che per sbalzi di tensione come sopra descritto possa intervenire un magnetotermico o per eventuali dissimmetrie delle tensioni avvenire il sovraccarico di una singola fase e quindi un'eccessiva sollecitazione di un polo dell'interruttore?
Grazie ancora
cerco di rispondere a tutti gli interventi.
Il controllo a distanza viene fatto ma purtroppo il data logger non riporta i valori di rete (tensioni, frequenza ecc).
Per quanto riguarda lo smaltimento del calore è un dubbio che ho ma non si spiega perché i tre interruttori da 16 A non stacchino pur trovandosi con una corrente di esercizio più ravvicinata rispetto alla relativa nominale e che sono alloggiati nella stessa centralina.
L'impianto è in esercizio da marzo 2013 e l'anno scorso in questo periodo non ha dato questi problemi.
Vi chiedo se è assurdo pensare che queste anomalie possano essere create da una rete molto instabile quale è quella su cui è connessa l'impianto. Devo fare alcune misurazioni nel sito ma ho già coscienza del fatto che la tensione in determinate ore si abbassi notevolmente, mentre in altre (a causa dell'impedenza di linea) possa innalzarsi ed è da vedere se il sistema delle tre tensioni sia simmetrico o meno. E' possibile che per sbalzi di tensione come sopra descritto possa intervenire un magnetotermico o per eventuali dissimmetrie delle tensioni avvenire il sovraccarico di una singola fase e quindi un'eccessiva sollecitazione di un polo dell'interruttore?
Grazie ancora
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cainoeabele
15 2 - Messaggi: 29
- Iscritto il: 4 feb 2010, 0:44
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potrebbe essere che vicino ci sia un carico(utilizzatore ) squilibrato da qui il fenomeno di sovraccarico di una fase.
pero' senza riscontri strumentali non ne esci facilmente.
un analizzatore di rete e' cio' che serve
pero' senza riscontri strumentali non ne esci facilmente.
un analizzatore di rete e' cio' che serve
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cainoeabele ha scritto:Il controllo a distanza viene fatto ma purtroppo il data logger non riporta i valori di rete (tensioni, frequenza ecc).
Il monitoraggio della produzione non serve a nulla in questa situazione.
Per quanto riguarda lo smaltimento del calore è un dubbio che ho ma non si spiega perché i tre interruttori da 16 A non stacchino pur trovandosi con una corrente di esercizio più ravvicinata rispetto alla relativa nominale e che sono alloggiati nella stessa centralina.
Controlla il serraggio dei morsetti. L'eccesso di calore potrebbe essere localizzato e causato da quello.
Vi chiedo se è assurdo pensare che queste anomalie possano essere create da una rete molto instabile quale è quella su cui è connessa l'impianto.
Sì, è assurda come spiegazione.
Devo fare alcune misurazioni nel sito ma ho già coscienza del fatto che la tensione in determinate ore si abbassi notevolmente, mentre in altre (a causa dell'impedenza di linea) possa innalzarsi ed è da vedere se il sistema delle tre tensioni sia simmetrico o meno.
Anche se non fosse simmetrico le variazioni percentuali non spiegherebbero la tua situazione. Stai cercando nel punto sbagliato.
E' possibile che per sbalzi di tensione come sopra descritto possa intervenire un magnetotermico o per eventuali dissimmetrie delle tensioni avvenire il sovraccarico di una singola fase e quindi un'eccessiva sollecitazione di un polo dell'interruttore?
No. Vedi sopra.
PS: un 4x16 su un inverter da 11/12 kW sembra un dimensionamento fatto da Topogigo. Non oso chiedere la sezione delle linee...
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Giovepluvio
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Fatti due conti spannometrici, quelle protezioni sono a rischio d'intervento già in un circuito lineare. Figuriamoci inserite in un circuito con dispositivi a commutazione dove le armoniche non si contano più.
Direi che dopo aver controllato tutti i serraggi viti, ci sia da intervenire sul rifacimento dei dimensionamenti elettrotecnici.
Direi che dopo aver controllato tutti i serraggi viti, ci sia da intervenire sul rifacimento dei dimensionamenti elettrotecnici.
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Candy
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