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DI.CO. non valida

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[31] Re: Dico non valida

Messaggioda Foto UtenteGiulio23 » 26 giu 2014, 19:11

Concordo pienamente con Mike e lo ringrazio molto.

Voglio sottolineare che non c'entra nulla il fatto di una commessa in piú o in meno.
Si tratta di cercare di risolvere problemi e dare delle soluzioni serie, professionali e legali a situazioni create da altri.
Mi sembra poco serio dare come risposta: il problema non l'ho creato io, arrangiati.
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[32] Re: Dico non valida

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 26 giu 2014, 20:47

Dubito che un impianto esistente non abbia nulla da poter modificare, banalmente si può pensare a sezionare maggiormente l'impianto. Progetto, lavoro e DICO. Non mi sembra nulla di trascendentale. Se il problema è il costo...
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[33] Re: Dico non valida

Messaggioda Foto UtenteMassimoB » 26 giu 2014, 21:09

Nemmeno io vedo tutto questo problema se non forse legato ad un fattore economico.
Progetto, lavoro e DICO

Esatto, questa volta possibilmente fatto come si deve così si evitano anche problemi futuri.
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[34] Re: Dico non valida

Messaggioda Foto UtenteMassimoB » 26 giu 2014, 21:54

L' azienda per cui lavoro fattura tutto, ma non si può nascondere che la piaga del nero esiste.

L' utente al momento chiede come risolvere il problema per mettersi in regola.
Cosa facciamo lo mettiamo in croce e lo lasciamo al buio in un angolo chino in ginocchio sui ceci oppure cerchiamo di dare dei consigli utili?
Poi possiamo parlare di quanto è giusto o sbagliato lavorare non emettendo ricevuta fiscale o farlo addirittura senza i requisiti per giorni,argomento che oltretutto fa incazzare parecchio anche me, ma non credo che insistere in tal proposito nella discussione attuale possa comunque essere di aiuto all' utente che ha aperto la discussione.
Parlando di opinioni, io la vedo così ma non pretendo neppure io che tutti la pensino come me.

Ps.
Di questo argomento ne abbiamo parlato ormai un miliardo di volte ma credo che ne io ne te e nemmeno tutti gli utenti del forum che pagano le tasse onestamente possano risolvere qualcosa in quest sede.
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[35] Re: Dico non valida

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 26 giu 2014, 22:16

Esordii dicendo che o la DICO era fasulla o l'aumento di potenza era illecito
Scopro che la DICO è almeno loffia e certamente l'aumento di potenza è illecito.
Dobbiamo dare una soluzione che

a) non sia troppo invadente perché l'impianto va bene
b) soddisfi il burocrate
c) sia il meno costosa possibile

SBAGLIATO! Deve essere il più costosa possibile come "premio" per aver cercato di evitare la giusta prassi!

Poi, circa l fatto che l'impianto vada bene perché hai i conduttori blu per il neutro e giallo-verde per la terra non mi pare una cosa da far festa.

Quell'impianto NON doveva esserci quindi un elettricista abilitato lo smantella e lo rifà (tale e quale, magari con gli stessi materiali cosi si risparmia) e rilascia la DICO.

Dove stà il problema? Parliamo di una Taverna (che data l'ubicazione è forse più una caverna...) mica della Reggia di Caserta...
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[36] Re: DI.CO. non valida

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 26 giu 2014, 23:22

Boh non capisco cosa c'entri il lavoro nero con la questione. La Dichiarazione di conformità alla regola dell'arte è stata inventata per far sì che chi fa l'impianto si prenda formalmente la responsabilità di quello che ha fatto. Non è una dichiarazione dei redditi. Il vero guaio secondo me, è che per il proprietario dell'impianto, diventa un modo per scrollarsi di dosso la responsabilità civile/penale dell'impianto stesso, questo proprietario 8 volte su 10 cerca la minima spesa per la massima resa, poi...
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[37] Re: DI.CO. non valida

Messaggioda Foto UtenteGiulio23 » 27 giu 2014, 0:32

Ringrazio nuovamente tutti gli utenti per le considerazioni e le conclusioni a cui la discussione è giunta.

Non capisco davvero il motivo per il quale ci sia tanto accanimento.
Sono assolutamente d'accordo che la situazione irregolare non dovrebbe esistere e che l'abusivismo va condannato, come credo siamo d'accordo tutti gli utenti del forum.

Penso che la discussione possa andare avanti all'infinito, tra l'altro la proposta di allegare la fattura alla dico mi sembra davvero ottima.
Come penso che gli uffici tecnici dei comuni dovrebbero essere piú competenti e "pesare" le dico che passano nelle loro mani.

Il proprietario di casa, ed ha sbagliato, ma comunque vuole o deve regolarizzarsi e di conseguenza costerá quello che dovrá costare (non se ne voleva farne una questione economica).
Non riesco a concepire il fatto di dire ormai non si può fare piú niente, credo invece che con perizia sia da valutare la sicurezza dell'impianto e se ci fossero delle anomalie o situazioni di pericolo porvi tempestivamente rimedio, facendo tutto nel modo piú corretto possibile e soprattutto in modo legale, compresa la parte burocratica.
Se poi vuole essere vista come un modo elegante di mettere una pezza al problema, ammetto che da un certo punto di vista può anche essere cosí,
Credo comunque che di problemi e "pezze" se ne vedono tutti i giorni, (ma magari capita solo sugli impianti che vedo io).
Il problema non sono le pezze (quelle ormai ci sono) ... Il problema è capire chi è il sarto che le cuce....e soprattuto che vengono cucite nel modo migliore.
:ok:
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[38] Re: DI.CO. non valida

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 27 giu 2014, 8:19

Poi concludo...

qui ci sono due livelli da analizzare

1- necessario: l'impianto deve essere sicuro ovvero fatto bene a regola d'arte per l'utilizzo che se ne prevede. E' un aspetto meramente tecnico che non prevede burocrazia ma solo capacità tecniche. Ovviamente è una condizione necessaria per poter usare un qualsiasi impianto e quindi non è nemmeno pensabile di ragionare sul mettere pezze in un impianto che non è sicuro quindi dobbiamo immaginare di arrivare in un rudere dotato di impianto elettrico e verificare che detto impianto non faccia male a nessuno. Qui secondo me si esaurisce il ruolo del tecnico.

2- sufficiente: produrre della carta che soddisfi una norma largamente interpretabile (e mal interpretata) e sovente (eufemismo) ignorata. Questa è un aspetto che regala una condizione sufficiente a dire che l'impianto è a "norma" ma che non è necessariamente la condizione per la quale detto impianto sia sicuro (sottolineo la differenza fra impianto sicuro ed a norma). Paradossalmente avere un impianto sicuro ma non a norma, non è meno grave del contrario, ma è una condizione che dovrebbe evitare perdite di vite umane.

Ora, verificato ed assodato da tecnico che l'impianto va bene (diciamo "certificato" che è sicuro) hai ottemperato alla condizione necessaria ma la forma vuole che entrambe le condizioni siano verificate e quindi, togliendo i panni del tecnico, devi vestire quelli del "mediatore legale". Nella seconda veste è la tua "personalità" ad emergere

1- Qualcuno sfanculerebbe il tizio e bona lì
2- Io gli presenterai una lista lavori lunga come l'elenco del telefono di Roma, tutti gli interni dei ministeri compresi a mò di punizione
3- altri tenterebbero di capire cosa voglia il burocrate
4- altri ancora tenterebbero altre strade che non mi vengono in mente ma...

sempre e comunque le 4 soluzioni di cui sopra non possono prescindere dal fatto che l'impianto sia sicuro.
Ora, la mia posizione è banalmente supportata dal fatto che, non dovendo esistere l'impianto in parola, dovrei progettarlo ex-novo (progetto ai sensi del DM 37/08) e quindi con la norma CEI 64-8 ATTUALMENTE IN VIGORE che non era in vigore certamente al momento del condono, figuriamoci al momento della realizzazione.
Cosa faccio un progetto basato su una norma non più in vigore? Nemmeno prendere in considerazione la possibilità e quindi, giocoforza, l'impianto va rifatto secondo i criteri in uso oggi, data della realizzazione a "norma di legge" recuperando quello che che di buono (magari ottimo in termini di sicurezza) esiste.
Ripeto: non mi pare complesso ma è oneroso, certamente.
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[39] Re: DI.CO. non valida

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 27 giu 2014, 9:34

Il periodo è difficile. È vero, in giro c'è tanta melma. Tuttavia non credo che il lavoro del tecnico o dell'impiantista sia quello di ergersi a giudice né tantomeno a boia. La Dichiarazione di conformità, si riferisce ai lavori eseguiti, non a tutto l'impianto, che però deve essere "sicuro". Ora la discussione potrebbe essere su cosa si intende per "sicuro": uso? Manutenzione? Ordinaria? Unicamente verso il rischio elettrico? ... Poi le situazioni che possono verificarsi sono molte, mi sembra deleterio dare giudizi senza conoscere la realtà dei fatti. Ad esempio, se io effettuo una manutenzione straordinaria su un impianto che poi mi accorgo che non posso ritenere "sicuro" non lo consegno fin quando la committenza non mi dà mandato (o lo dà a qualcun altro) di mettere in sicurezza l'impianto. (dunque fatturo, ma non rilascio DICO. Questa la rilascerò molto volentieri, visto che sono un marziano e ho la presunzione di lavorare secondo i dettami della regola dell'arte, nel momento in cui riterrò sufficientemente sicuro l'impianto per essere consegnato).
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[40] Re: DI.CO. non valida

Messaggioda Foto UtenteMike » 27 giu 2014, 13:11

Serafino ha scritto:Ora, la mia posizione è banalmente supportata dal fatto che, non dovendo esistere l'impianto in parola, dovrei progettarlo ex-novo (progetto ai sensi del DM 37/08) e quindi con la norma CEI 64-8 ATTUALMENTE IN VIGORE che non era in vigore certamente al momento del condono, figuriamoci al momento della realizzazione.
Cosa faccio un progetto basato su una norma non più in vigore? Nemmeno prendere in considerazione la possibilità e quindi, giocoforza, l'impianto va rifatto secondo i criteri in uso oggi, data della realizzazione a "norma di legge" recuperando quello che che di buono (magari ottimo in termini di sicurezza) esiste.
Ripeto: non mi pare complesso ma è oneroso, certamente.


Guarda che è quello che ho scritto io, è implicito che il progettista debba applicare la norma vigente, che poi, su un residenziale non è che ci siano chissà che novità.
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