salve,
su tutte le trattazioni si legge che l'alternatore lavora a v di rotazione costante , ma come si ottiene nella pratica questa condizione?
penso ad esempio ai generatori presenti in una centrale idroelettrica dove il corso d'acqua di certo nn ha sempre la stessa velocità...
nn nascondo una mia ignoranza sull'argomento da cui potrebbe scaturire una domanda banale...
grazie
Velocità costante macchina sincrona
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grazie, è sorprendente come la letteratura in proposito sorvoli questo punto.....è se nella diga ci fosse meno acqua che succede? va uno a spingere il rotore sennò l'alternatore nn si avvia e la città resta a l buio?
sarebbe una parte da trattare appronfonditamente sui libri...
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grazie, è sorprendente come la letteratura in proposito sorvoli questo punto.....è se nella diga ci fosse meno acqua che succede? va uno a spingere il rotore sennò l'alternatore non si avvia e la città resta a l buio?
E’ già trattata, cerca e, troverai tanta di quella roba (che a te interessano), che ti servirebbe una vita per poterle leggere.sarebbe una parte da trattare approfonditamente sui libri...
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StefanoSunda
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Spero che voglia perdonare la mia ignoranza ma non a tutti è data la completezza e l'eccellenza culturale di cui pochi o forse solo lei può fregiarsi.
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Ultima modifica di
StefanoSunda il 3 mag 2017, 13:33, modificato 3 volte in totale.
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Calma calma, qua entriamo nella polemica. Credo che qui nessuno intendesse offenderti, bensì farti notare che la tua argomentazione è banale: c'è una quantità di regolazioni e controlli a monte che nemmeno immagini, e quando manca l'acqua evidentemente è una situazione critica che causa il fault della centrale.
Sinceramente posso dirti che di questo argomento trovi molte cose in giro, magari non cose troppo terra-terra perché è un argomento molto delicato e che necessita di essere trattato con le giuste conoscenze. Per cominciare posso dirti solo che una centrale solitamente lavora collegata alla rete, a cui sono connesse altre centrali di produzione che interagiscono quindi tra di loro. Questa interazione forma un complesso meccanismo di continua generazione, che deve il più possibile essere equilibrato da un pari assorbimento di energia (le utenze). Ti basta pensare che quando la frequenza di rete, a causa di fallimenti delle centrali dovuti ai più disparati problemi, scende sotto i 48Hz (mi pare), per evitare danni permanenti si spengono tutte le centrali di generazione e si parla quindi di blackout. Questo ti fa capire che una minima variazione di frequenza (velocità delle macchine) non è tollerabile, ragion per cui è ovvio che ci saranno dei meccanismi più o meno complessi per contenere la frequenza entro opportuni limiti... In letteratura trovi una spiegazione più approfondita, sia del meccanismo di funzionamento, sia dell'interazione in rete.
In ogni caso offendere non porta a nulla, ricordatelo.
Sinceramente posso dirti che di questo argomento trovi molte cose in giro, magari non cose troppo terra-terra perché è un argomento molto delicato e che necessita di essere trattato con le giuste conoscenze. Per cominciare posso dirti solo che una centrale solitamente lavora collegata alla rete, a cui sono connesse altre centrali di produzione che interagiscono quindi tra di loro. Questa interazione forma un complesso meccanismo di continua generazione, che deve il più possibile essere equilibrato da un pari assorbimento di energia (le utenze). Ti basta pensare che quando la frequenza di rete, a causa di fallimenti delle centrali dovuti ai più disparati problemi, scende sotto i 48Hz (mi pare), per evitare danni permanenti si spengono tutte le centrali di generazione e si parla quindi di blackout. Questo ti fa capire che una minima variazione di frequenza (velocità delle macchine) non è tollerabile, ragion per cui è ovvio che ci saranno dei meccanismi più o meno complessi per contenere la frequenza entro opportuni limiti... In letteratura trovi una spiegazione più approfondita, sia del meccanismo di funzionamento, sia dell'interazione in rete.
In ogni caso offendere non porta a nulla, ricordatelo.
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Antonio, sono io che ringrazio te, sono molto lusingato dalla tua stimata lettera, devo confessarti che non mi sono mai sentito tanto onorato. In fondo, non ho fatto nulla per te, per meritarmi tanto. A ogni modo per sdebitarmi cercherò di rispondere ai tuoi dubbi.Illustre professore,
la ringrazio innanzitutto…
Le centrali a serbatoio si basano sulla creazione di un invaso di elevata capacità (per esempio 205 X 10^9 m3 quello di Owen Falls in Uganda), creato mediante una diga che forma un lago artificiale. Da esso l’acqua viene derivata alla centrale con sistemi variabili a seconda della costituzione morfologica del territorio. Le centrali a serbatoio consentono un certo grado di liberta nel loro esercizio rispetto alla portata affluente nel serbatoio e perciò sono adatte a coprire le punte dei diagrammi di carico. In condizioni limite, supponendo nullo l’afflusso di acqua nel bacino, è possibile produrre un’energia corrispondente al volume utile del serbatoio, calcolato in un’autonomia anche in 74 giorni, quindi c’è il tempo per provvedere ai rimedi.E’ sorprendente come la letteratura in proposito sorvoli questo punto.....è se nella diga ci fosse meno acqua che succede? va uno a spingere il rotore sennò l'alternatore non si avvia e la città resta a l buio?
Una delle tante regolazioni che è effettuata sull’alternatore è la regolazione della frequenza, il cui valore è legato alla velocità di rotazione e quindi, per mantenere costante la frequenza (obiettivo ottimale), occorre che, a qualunque condizione di carico, resti costante la velocità.
Affinché ciò sia possibile, evidentemente entro una determinata tolleranza, occorre regolare l’afflusso del liquido motore (vapore o acqua), in modo che a un aumento della potenza elettrica richiesta dal carico (che tenderebbe a rallentare il gruppo) corrisponda un aumento della portata di fluido in turbina e viceversa.
Saluti.

PS) Ringrazio gill90, per aver buttato acqua sul fuoco.
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StefanoSunda
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