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Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[41] Re: Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Messaggioda Foto Utentegioca21 » 4 ago 2014, 19:58

marco76 ha scritto:alla 3 che rispondi? vedi la risposta di calmo :ok:

Il caso 3 lo avevo prospettato solo per completare il quadro, quasi a titolo di curiosità.
Quelli che mi interessavano di più ovviamente erano i primi due.
Comunque condivido la risposta di Foto Utentecalmo.
Piuttosto vorrei porre un'altra domanda sempre sull'interpretazione della condizione c):
la norma dice che "la zona non può essere colpita direttamente dal fulmine".
Questa frase va presa alla lettera oppure va letta come "la zona non può essere colpita direttamente dal fulmine o attraverso scariche laterali lungo le calate (intenzionali o naturali)"? Personalmente ritengo opportuno leggerla così, ma credo che possa anche essere presa alla lettera per il semplice motivo che così è scritto.
Legherei la questione anche a quanto riportato nella parte 3 della norma per il calcolo delle distanze necessarie per isolare l'LPS esterno, in fondo al paragrafo 6.3 (almeno così è nella prima edizione, perché la seconda ed. della parte 3 non l'ho ancora comprata):
nelle strutture con struttura portante metalliche o realizzata con calcestruzzo armato con i ferri di armatura continui, il rispetto della distanza di sicurezza non è richiesto.
Altro punto che mi crea dubbi.
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[42] Re: Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Messaggioda Foto Utentecalmo » 4 ago 2014, 23:41

come hai detto tu stesso, la frase va interpretata così come si legge, le scariche laterali fanno farte della seconda parte della frase che si riferisce alle scariche pericolose anch'esse importanti quanto la fulminazione diretta.
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[43] Re: Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Messaggioda Foto Utentemarco76 » 5 ago 2014, 9:59

gioca21 ha scritto:nelle strutture con struttura portante metalliche o realizzata con calcestruzzo armato con i ferri di armatura continui, il rispetto della distanza di sicurezza non è richiesto.
Altro punto che mi crea dubbi.


oh ecco la continuità è richiesta
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[44] Re: Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Messaggioda Foto Utentemarco76 » 5 ago 2014, 10:15

Comunque all'interno è all'interno, il fulmine non può colpire direttamente. La sfera rotolante la usi allèsterno per distinguere le due zone 0 e decidere dove piazzare le calate, all'interno sei nella zona 1.
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[45] Re: Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Messaggioda Foto Utentegioca21 » 6 ago 2014, 1:38

marco76 ha scritto:oh ecco la continuità è richiesta

Credo che questa richiesta non se ne sia mai andata.
La guida CEI 81-29 parla di strutture in c.a. con ferri d'armatura continui e di strutture in c.a. gettato in opera con ferri legati a regola d'arte edile.
Poi sul buon vecchio Elettroquesiti 3 ho trovato questo:

9.24 Si può utilizzare come calata il ferro del cemento armato?
I ferri di una struttura in cemento armato possono essere utilizzati come calate purché siano elettricamente continui (art. 2.3.03). Allo scopo i ferri devono essere:
- saldati, oppure
- connessi mediante morsetti o manicotti.
I ferri legati a regola d'arte edile, cioè sovrapposti per almeno 20 cm e legati saldamente, sono in genere elettricamente continui.
Nota
La norma IEC 1024-1 richiede una sovrapposizione minima dei ferri non inferiore a 20 volte il diametro dei ferri stessi.

9.25 Quante legature a regola d'arte edile sono necessarie per garantire la continuità dei ferri del cemento armato?
Il numero minimo di connessioni tra i ferri di una struttura in cemento armato dipende, ovviamente, dalle caratteristiche della struttura stessa. Esse devono comunque essere in numero tale da garantire una resistenza, misurata fra due punti qualsiasi della struttura fra cui è richiesta la continuità, non superiore a 0,1 ohm.
Misure effettuate su travi e pilastri di parecchi metri di lunghezza hanno evidenziato che l'uso di un solo ferro di armatura non è sufficiente a garantire la continuità elettrica richiesta dalla Norma; l'uso di due o tre ferri in parallelo consente di ottenere in pratica valori di resistenza, alle estremità della calata o del captatore inferiori a 0,1 ohm.
Nota
Molto prudentemente, la norma IEC 1024-1 richiede un numero minimo di interconnessioni tra i ferri orizzontali e quelli verticali almeno pari al 50% del totale degli incroci tra i ferri.

9.26 Come accertare la continuità elettrica del ferri del cemento armato?
L'accertamento della continuità può essere fatto mediante la misura della resistenza offerta dai ferri fra due qualunque punti dell'impianto. Per la misura vanno utilizzati i terminali espressamente previsti su ciascuna calata naturale in prossimità del collegamento al dispersore (art. 2.3.04).
Una alternativa alla effettuazione della misura può consistere nell'acquisizione di una certificazione, rilasciata congiuntamente dal progettista della struttura e dal direttore dei lavori, attestante che le connessioni sono state eseguite in modo da rendere i ferri elettricamente continui.


Credo che i saggi consigli di G.B. non vadano mai in prescrizione.

La sfera rotolante la usi all'esterno per distinguere le due zone O
Certo che si, l'avevo citata per rendere evidente che il fulmine non può mai arrivare a colpire direttamente quella piccola zona Ex che avevo considerato, a meno che non abbia una buona mira ed energia sufficiente per "sfondare" la parete ?% .
Poi resta il problema delle scariche laterali (sarei dell'opinione che si possano trascurare) e delle sovratensioni sugli eventuali impianti interni alla zona.
Per quest'ultimo punto però, almeno per il caso delle batterie di accumulatori che avevo prospettato, mi chiedo: se da impiantisti si può sorvolare sulla presenza degli accumulatori all'interno della zona Ex da loro stessi determinata, perché bisogna essere così pignoli quando si parla di fulmini?
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[46] Re: Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Messaggioda Foto Utentecalmo » 6 ago 2014, 8:20

con questa domanda mi fai ricordare il vecchio caso delle autorimesse con più di nove posti auto, dove a suo tempo con la vecchia CEI 64-2 dovevamo considerarle luoghi con pericolo di esplosione e realizzare degli impianti protetti al contrario di quelli a bordo delle macchine stesse da dove proveniva il vero e proprio pericolo di esplosione.

Spesso e volentieri ci troviamo difronte a norme impiantistiche ben diverse da quelle di prodotto, per cui ci potremmo trovare a realizzare impianti atex che alimentano macchine con impianti elettrici a bordo che a fatica raggiungono l'IP55, è il caso delle falegnamerie ad esempio, o gli impianti elettrici a bordo delle caldaie a gas.

Per questo ed altri motivi sono incavolato nero con i normatori......... è ora che si smetta di fare i pensatori e si incominci a scendere direttamente sul campo per vedere quali sono i veri problemi da affrontare, valutando di conseguenza i veri rischi che si possono correre e le misure di sicurezza più logiche da adottare.
Per quanto concerne poi i costruttori, a volte sarebbe quasi meglio che rimanessero a casa...........
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[47] Re: Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Messaggioda Foto Utentemarco76 » 6 ago 2014, 9:59

per evitare che il fulmine possa colpire direttamente la zona pericolosa, non è richiesto un LPS naturale conforme alla norma CEI EN 62305-3, ma è sufficiente che la struttura abbia uno “scheletro” metallico.


nella 62305-3 è così la mia domanda iniziale si riferisce alla frase riportata sopra.
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[48] Re: Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Messaggioda Foto Utentecrimail » 2 apr 2015, 17:07

Buongiorno.
Mi sto cimentando, attraverso il software più comune (non so se posso citarlo per nome) in una valutazione del rischio di fulminazione di una struttura nel quale è presente UNA flangia di raccordo di una tubazione di gas naturale.
La flangia da luogo ad una zona pericolosa di tipo 2 di estensione pari a circa 1m.
L’edificio è di dimensioni 40x40 h=8m.
Dall’analisi esce un rischio 40 volte l’accettabile e l’unico modo per ridurre il rischio è il parafulmine.
Giusto per sfizio, ho provato a “giocare” con il software per vedere, come cambia il rischio al variare delle dimensioni dell’edificio, varia anche il rischio calcolato.
Ebbene sia che l’edificio abbia dimensioni di 1mx1mx1m, sia che abbia dimensioni 100x100, la storia non cambia (o cambia di poco): in sostanza ci vuole sempre il parafulmine.

Ma è normale questo? Basta che in un edificio ci sia una zona 2 che ci debba essere il parafulmine?
Mi sembra davvero eccessivo.
Cosa ne pensate?

Grazie a tutti
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[49] Re: Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Messaggioda Foto UtenteMike » 2 apr 2015, 17:11

E' così! Ma se leggi bene l'Help del programma in questione, ti spiega quali sono le zone atex da tenere conto per la valutazione del rischio scariche atmosferiche. La zona 2 di una flangia la puoi escludere.
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[50] Re: Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE

Messaggioda Foto Utentecalmo » 2 apr 2015, 17:28

sei sicuro mike che la zona 2 la puoi escludere ???
mi risulta che la puoi escludere salvo determinate condizioni.......
diciamo che può essere facile sbarazzarsene ma escluderle non direi........
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