no Paolo, 11000 kWh/anno sono il consumo teorico.
Poi, ma non sappiamo quanto sono precisi i conti, calcolo la spesa considerando un COP medio annuale di 4.
I consumi reali di 3200 kWh invece vorrebbero dire 3200x4=12800 kWh/anno.
Non sono un grande esperto, solo un modesto (e per giunta ex) certificatore... però non è chiaro se nel consumo stimato c'è dentro solo il riscaldamento, mentre magari nei consumi reali c'è anche l'ACS.
perché di solito è il contrario, il consumo teorico tende a essere pessimistico rispetto al consumo reale...
Riguardo il costo del kWh è proprio quello che intendo io: molti continuano a indicare un costo di 0,2€/kWh che però è un costo reale solo per i primi scaglioni di consumo!
Il costo medio di 0,26 potrebbe essere sensato, ma per me va considerato il costo dello scaglione nel quale la PdC si colloca.
Faccio un esempio che ho già fatto in altro forum.
Ipotizziamo che guadagno xxx euro/anno ed ho una ritenuta fiscale del 35% (media sugli xx euro).
Tutti sappiamo (o dovremmo sapere) che le aliquote fiscali crescono secondo scaglioni, come le tariffe elettriche.
Se voglio emettere una fattura per un lavoro extra mica considero che ci pago il 35% di tasse... su quel lavoro, che si aggiunge al mio imponibile, so che la ritenuta sarà del 45%! (numeri sparati a caso, ma sensati..)
Consiglio su impianto riscaldamento con energia rinnovabile
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sebago,
mario_maggi
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Scusa Riccardo ma forse stai facendo un po' di confusione. Agli effetti del costo quello che rileva è il consumo elettrico, quella che segna il contatore. Certo che questo è dato dal fabbisogno termico diviso il COP. Ma il nostro amico quando parlava di consumo medio pari a 3200 kWh anno intendeva l'importo che si è trovato nella bolletta del suo fornitore di energia elettrica.
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eh appunto e cosa ho detto? 3200 kWh consumati, se il COP medio è 4, non vorrebbero dire 12800 kWh termici?
Prova a fare il calcolo, vedrai che moltiplicando 11000 x 0,083 ottieni la spesa ipotizzando metano; moltiplicando 11000 x 0,2 /4 ottieni quella per la PdC.
Ripeto, mancano info sul consumo di ACS che non è trascurabile...
Prova a fare il calcolo, vedrai che moltiplicando 11000 x 0,083 ottieni la spesa ipotizzando metano; moltiplicando 11000 x 0,2 /4 ottieni quella per la PdC.
Ripeto, mancano info sul consumo di ACS che non è trascurabile...
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ggian ha scritto: Quando si fa un investimento si cerca di fare uno studio di fattibilità il più realistico possibile, poi se l'energia aumenta del 30%...si sballa.
La media di aumento per anno, per il costo dell'energia elettrica, nell'ultima decade è stata tra il 4,5 ed il 5%. Dati AEEG. Il trend non è una novità. Se si taroccano i numeri per forza i conti tornano come si vuole...
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Giovepluvio
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Grazie del contributo di Jupiter, ce n'era bisogno per mantenere chiarezza e oggettività.....
Se interessa una discussione costruttiva si può evitare di offendere, gli eventuali errori di valutazione sui costi energia elettrica non significano volontà di taroccare dati, per che cosa poi?
E' interessante comunque vedere il dibattito che ne è seguito, lo scopo del mio intervento è raggiunto.
Comunque per quelli che invece correttamente hanno chiesto info:
i consumi sono compresi della produzione di ACS, che inizialmente era affidata in parte anche a pannelli termici, poi c'è stata una modifica per sfruttare il FV.
la tariffa D3 purtroppo carica la quota variabile dei servizi di rete con tariffe incrementali in funzione dei consumi, questo non era stato valutato (il delta costo variabile per lo scaglione di consumi è circa 10 Eurocent/kWh). Inolte ho l'utenza a 4,5 kW con costi fissi maggiori, per questo passerò alla nuova D1,
Infine, come detto, la scelta della PdC è stata fatta anche per valutazioni generali di impatto ambientale ed emissioni, cosa sempre difficile da ricordare (e valutare): come già sollevato in un altro post, si trovano raramente tecnici in grado di "pensare" impianti energetici domestici integrati (con dentro tutto, riscaldamento, ACS, rinnovabili, cucina, ecc.), con obiettivo di minimizzare l'impatto energetico e di emissioni delle nostre attività umane, soprattutto perché non sono in grado di valutare molti costi accessori (per il privato o per la comunità) ma fanno solo valutazioni di convenienza "alla pompa" come succedeva con i primi Diesel.
Se interessa una discussione costruttiva si può evitare di offendere, gli eventuali errori di valutazione sui costi energia elettrica non significano volontà di taroccare dati, per che cosa poi?
E' interessante comunque vedere il dibattito che ne è seguito, lo scopo del mio intervento è raggiunto.
Comunque per quelli che invece correttamente hanno chiesto info:
i consumi sono compresi della produzione di ACS, che inizialmente era affidata in parte anche a pannelli termici, poi c'è stata una modifica per sfruttare il FV.
la tariffa D3 purtroppo carica la quota variabile dei servizi di rete con tariffe incrementali in funzione dei consumi, questo non era stato valutato (il delta costo variabile per lo scaglione di consumi è circa 10 Eurocent/kWh). Inolte ho l'utenza a 4,5 kW con costi fissi maggiori, per questo passerò alla nuova D1,
Infine, come detto, la scelta della PdC è stata fatta anche per valutazioni generali di impatto ambientale ed emissioni, cosa sempre difficile da ricordare (e valutare): come già sollevato in un altro post, si trovano raramente tecnici in grado di "pensare" impianti energetici domestici integrati (con dentro tutto, riscaldamento, ACS, rinnovabili, cucina, ecc.), con obiettivo di minimizzare l'impatto energetico e di emissioni delle nostre attività umane, soprattutto perché non sono in grado di valutare molti costi accessori (per il privato o per la comunità) ma fanno solo valutazioni di convenienza "alla pompa" come succedeva con i primi Diesel.
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Ho seguito la discussione con molto interesse e, personalmente, ho trovato molto utile il prospetto di
ggian; credo che le stime, in quanto tali, siano normalmente soggette ad errori e il confronto serve proprio ad individuare i metodi più corretti.
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