Trasformatore per flyback
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Ho dato un'occhio a tutti i link mi saranno utili...per via del controllo PWM ho visto che l'uc3845 é molto usato nei flyback voi che dite é un buon integrato?
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fabio8690 ha scritto:per via del controllo PWM ho visto che l'uc3845 é molto usato nei flyback voi che dite é un buon integrato?
Si, potrebbe essere un'inizio. Anche se, dato che mi pare di capire che questo è il tuo primo approccio ai SPSM, costruire un flyback mi pare un po' precoce. Forse potresti fare un primo esperimento con qualcosa di non isolato e più gestibile, tipo un buck da 24 a 12V o un boost da 12 a 24 V. Inizierei dal buck per ovvi motivi. Potresti prima fare un controllo solamente di tensione (userei a tal proposito qualcosa tipo l'UC3825) per poi passare al controllo di corrente di pico con l'UC3845 o, nel caso serva, l'UC3842. Già qua scopri ed impari molte cose.
Poi, solo in un secondo momento, inserirei il mutuo induttore e quindi tenterei di fare un flyback.
Questa è la mia opinione, ovviamente. Poi, se decidi di seguire la strada che ti sei preffissato, noi siamo qui.
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EnChamade
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Ciao ho fatto qualche esperimento col buck facendo varie prove modificando induttanza capacità e frequenza del circuito, da quello che ho capito il buck lavora meglio a carico fisso mentre il flyback lavora anche a carico variabile che era quello che mi interessava di più, mi sono fissato con quello ho preso anche un libro solo sul flyback per cui unendo i vostri saggi consigli col libro dovrei riuscire nell'impresa ;) comunque l'uc3845 da quello che avevo visto lavora sulla corrente come mi dicevo quindi regola il duty cycle in base a quello oppure anche ad una tensione di riferimento per l'uscita?
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fabio8690 ha scritto:da quello che ho capito il buck lavora meglio a carico fisso mentre il flyback lavora anche a carico variabile che era quello che mi interessava di più
non credo che sia così, tutti i convertitori devono essere controllati in PWM se vuoi che lavorino bene, e così si autoregolano con qualunque carico.
fabio8690 ha scritto: comunque l'uc3845 da quello che avevo visto lavora sulla corrente come mi dicevo quindi regola il duty cycle in base a quello oppure anche ad una tensione di riferimento per l'uscita?
su questo ti rispondo per quel che so, ma non avendolo mai usato potrei anche toppare, di solito i controlli PWM source current lavorano mantenendo una corrente massima, fissa, sul ramo del mosfet, ed il controllo di tensione di uscita è ottenuto spegnendo e riaccendendo il segnale del mosfet.
Se guardi al post [2] ti suggerivo un controllo PWM programmabile, che puoi usarlo per qualunque circuito buck-boost-flyback-pushpull, e questo ti da il PWM controllato da un ingresso, e due op che operano su segnali di errore, per esempio tensione e corrente, ed ha appunto due uscite per mosfet singolo o doppio.
L'unico vantaggio del flyback è isolato, per il funzionamento credimi se ti dico che ottieni un funzionamento anche migliore con convertitori non isolati, elimini tutti i problemi dovuti ad un mutuo accoppiamento difficile da ottenere.
saluti.
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lelerelele ha scritto:non credo che sia così, tutti i convertitori devono essere controllati in PWM se vuoi che lavorino bene, e così si autoregolano con qualunque carico.
Esatto. Occorre un anello di retroazione. Da quello che racconta
lelerelele ha scritto:su questo ti rispondo per quel che so, ma non avendolo mai usato potrei anche toppare, di solito i controlli PWM source current lavorano mantenendo una corrente massima, fissa, sul ramo del mosfet, ed il controllo di tensione di uscita è ottenuto spegnendo e riaccendendo il segnale del mosfet.
Quasi. Il limite di corrente sull'elemento induttivo viene imposto da un regolatore (solitamente un PI o un PID, a seconda di dove si vuol far lavorare il convertitore e dalla banda che gli si vuole assegnare) che processa la differenza fra la tensione di uscita del convertitore e un riferimento stabilizzato. Il limite impostato non è fisso, ma dinamico e dipende dalla storia del confronto fra l'uscita e il riferimento (perché c'è la parte integrale). La fase di on, che viene iniziata con periodo costante determinato dalla frequenza di switching, viene mantenuta fino a quando la corrente raggiunge il riferimento e poi si entra sulla fase di off. A questo controllo occorre aggiungere un soppressore di cicli che agisce nei casi in cui la veloce variazione del riferimento di corrente potrebbe far perdere il controllo del convertitore. Infine, nei casi in cui il duty cycle sia maggiore di 0.5, occorre sommare al riferimento di corrente un'opportuna rampa di compensazione per eliminare l'instabilità sub-armonica...
fabio8690 ha scritto:ho preso anche un libro solo sul flyback per cui unendo i vostri saggi consigli col libro dovrei riuscire nell'impresa ;)
Un libro che parla solo del flyback? E che libro è?
Come ha detto
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EnChamade ha scritto:Il limite impostato non è fisso, ma dinamico e dipende dalla storia del confronto fra l'uscita e il riferimento (perché c'è la parte integrale). La fase di on, che viene iniziata con periodo costante determinato dalla frequenza di switching, viene mantenuta fino a quando la corrente raggiunge il riferimento e poi si entra sulla fase di off.
Vedo che questo è pane per i tuoi denti
Cioè detto da profano, il periodo di on inizia dal periodo fisso dell'oscillatore, inizia a crescere la corrente fino al limite, questo limite è dinamico ed è calcolato dalla differenza tra la tensione di uscita ed un riferimento fisso, raggiunto il limite inizia la fase di off.
Grazie.
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lelerelele
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lelerelele ha scritto:Cioè detto da profano, il periodo di on inizia dal periodo fisso dell'oscillatore, inizia a crescere la corrente fino al limite, questo limite è dinamico ed è calcolato dalla differenza tra la tensione di uscita ed un riferimento fisso, raggiunto il limite inizia la fase di off.

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L'ho trovato su amazon si chiama alimentatore flyback e parla solo di quel tipo di alimentatori.
Lo so sarebbe più facile un alimentatore non isolato ma il mio intento era realizzarne uno isolato, da quello che ho capito però il problema sta nel renderlo stabile e affidabile un flyback.
Lo so sarebbe più facile un alimentatore non isolato ma il mio intento era realizzarne uno isolato, da quello che ho capito però il problema sta nel renderlo stabile e affidabile un flyback.
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fabio8690 ha scritto:L'ho trovato su amazon si chiama alimentatore flyback e parla solo di quel tipo di alimentatori.
Si. Ma di solito alla domanda "Che libro è?" si risponde almeno con una lista autori e un titolo.
fabio8690 ha scritto:da quello che ho capito però il problema sta nel renderlo stabile e affidabile un flyback.
Si, quello è il problema di tutti gli switching.
P.S. Forse sarebbe il caso di buttare giù qualche schema e qualche conto, altrimenti il thread lo vedo male...
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Rieccomi qua dopo tanto che non scrivo sono riuscito a fare lo schema purtroppo non in fidocadj ma sulla carta e dovrei caricare la foto dello schema come si fa?
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