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Generatore sincrono monofase autoregolato con condensatore

Trasformatori, macchine rotanti ed azionamenti

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[1] Generatore sincrono monofase autoregolato con condensatore

Messaggioda Foto Utentegelex911 » 14 ott 2014, 16:41

Ciao a tutti, ho da poco visto questo tipo di generatore mai incontrato prima nei libri di testo.

Presenta un rotore avvolto a 2 poli con 2 avvolgimenti separati (uno per polo), in cortocircuito attraverso un diodo ed un altro particolare elettronico che non conosco.

Lo statore presenta 2 avvolgimenti: uno che fornisce la potenza e l'altro probabilmente l'eccitazione. Il secondo avvolgimento è in cortocircuito attraverso un condensatore.

L'alternatore fornisce poca tensione fino a velocità peri al 90% di quella sincrona, poi attorno alla velocità sincrona un lieve incremento di velocità genera un forte aumento di tensione (questo mi fa supporre un qualche fenomeno di risonanza di cui il condensatore è complice).

Qualcuno ha idea di come funzioni questo tipo di macchina e di come si progetti?

Non riesco a capire soprattutto il funzionamento dell'avvolgimento di eccitazione in regime stazionario e non.
So solo che "parte" se nel rotore c'è del magnetismo residuo e mi aspetto che tale avvolgimento sia in quadratura rispetto a quello principale, in modo che i 2 avvolgimenti "vedano" i poli rotorici in ordine alternato.

Grazie a quanti daranno il loro contributo.
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[2] Re: Generatore sincrono monofase autoregolato con condensato

Messaggioda Foto Utentegelex911 » 22 ott 2014, 10:27

Mi è venuta un'idea di massima, ditemi se ha senso:

-il rotore passa davanti all'avvolgimento di eccitazione statorico e col magnetismo residuo induce una tensione ai capi di quest'ultimo. Ora se l'ultimo avvolgimento fosse cortocircuitato, si creerebbe una tensione in ritardo di 90° elettrici rispetto al polo rotorico e una corrente in ritardo dato che il circuito è RL. La presenza del condensatore invece anticipa la corrente rispetto alla tensione e pone quest'ultima in "leggero" ritardo rispetto al polo rotorico

- l'avvolgimento statorico d'eccitazione induce così un flusso sul polo rotorico mentre quest'ultimo "esce" dall'arco sotteso all'avvolgimento d'eccitazione di statore

- le spire del polo rotorico vedono questo flusso (variabile) e sono percorse da corrente in modo da sopperire a tale riduzione di flusso. Dato che qui non ci sono condensatori, vale quanto detto prima sui ritardi, ovvero il flusso magnetico generato dal rotore sarà massimo circa in corrispondenza del centro del polo dell'avvolgimento di potenza a statore e così via.

In definitiva l'avvolgimento di rotore si carica in uscita dall'avvolgimento di eccitazione/ entrata nell'avvolgimento di potenza e si scarica in uscita dall'avvolgimento di potenza/entrata nell'avvolgimento di eccitazione.

Ciò spiegherebbe (se corretto) il discorso della partenza e del fenomeno di risonanza citato, ma non quello dell'autoregolazione...
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