C'è un errore di fondo. Se ho capito bene, l'architetto ha effettuato un rilievo dello stato di fatto dell'impianto esistente, mentre la parte di ampliamento presumo sarà progettata e realizzata come da progetto.
Se è così la procedura è sbagliata. Per prima cosa la DIRI è un semplice pezzo di carta dove chi firma dichiara che l'impianto è conforme alla regola dell'arte. Non è obbligatorio nessun progetto, rilievo, test report, ecc.
Ovviamente chi firma una DIRI deve aver fatto prima tutta una serie di verifiche documentali, esami a vista, rilievi fotografici e strumentali, per stabilire che l'impianto sia conforme. Tutta questa documentazione, ripeto: facoltativa, un bravo professionista la allega alla DIRI a supporto di quanto dichiarato, a tutela sua e del committente che può non comprendere il lavoro che ci sta dietro ad un semplice pezzo di carta.
Se l'architetto ha eseguito tutto questo, che firmi lui la DIRI. Se devi firmarla tu, puoi farlo anche domani senza allegarci nulla, ma è tutto a tuo rischio e pericolo, infatti, firmandola, ti assumi la responsabilità PERSONALE dell'impianto per tutta la sua durata, come se l'avessi realizzato.
DIRI
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[22] Re: DIRI
ligabue ha scritto:Giuste considerazioni...
Ma a questo punto come si esce da queste situazioni?
Mi spiego meglio: proprio oggi un'architetto viene da me in ufficio e mi dice che un committente gli ha affidato la parte relativa alla progettazione di una masseria esistente e un ampliamento della stessa.
La masseria/agriturismo esiste da quasi 10 anni ma è sprovvista di progetto. Lui ha effettuato il rilievo di tutto (dorsali, impianto di terra, punti luce, ecc) e mi ha chiesto di firmargli il progetto (postgetto in questo caso), poiché senza quello non può essere rilasciata la Di.Co e la conseguente agibilità...
Come ci si dovrebbe comportare in questo caso?
Premetto che semmai dovessi accettare l'incarico gli ho già chiesto di rendersi disponibile almeno un giorno intero per effettuare un nuovo rilievo che io stesso devo visionare (quadri, interruttori, cavidotti, ecc...).
saluti
Architetto !
Ma codesto architetto vuole mica fare, il finocchio con il culo di altri !
Chiedo scusa per la parola finocchio e culo

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Pierluigi2002
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[23] Re: DIRI
Ancora mi sfugge qualcosa....
Ipotizziamo che su un impianto esiste un progetto, ma non la DICO e l'impianto è stato realizzato dopo il 2008 la DICO deve sempre essere redatta da un progettista come per la DIRI o può bastare un resp. tecnico?
In fin dei conti si chiama DICO ma conterrà le stesse cose di una DIRI
Ipotizziamo che su un impianto esiste un progetto, ma non la DICO e l'impianto è stato realizzato dopo il 2008 la DICO deve sempre essere redatta da un progettista come per la DIRI o può bastare un resp. tecnico?
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fedegrotta
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[24] Re: DIRI
Infatti è venuto da me perché lui essendo architetto è consapevole di non poter firmare progetti di impianti elettrici, ma è lui che ha i rapporti con la committenza.
Penso che seguirò il consiglio di Mike, anche se volevo chiedergli se la Di.Ri. (anche se non posso firmare Di.Ri. perché ho meno di 5 anni di iscrizione all'albo...) sarebbe sufficiente per ottenere l'agibilità...
saluti
Penso che seguirò il consiglio di Mike, anche se volevo chiedergli se la Di.Ri. (anche se non posso firmare Di.Ri. perché ho meno di 5 anni di iscrizione all'albo...) sarebbe sufficiente per ottenere l'agibilità...
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[25] Re: DIRI
fedegrotta ha scritto:Ancora mi sfugge qualcosa....
Ipotizziamo che su un impianto esiste un progetto, ma non la DICO e l'impianto è stato realizzato dopo il 2008 la DICO deve sempre essere redatta da un progettista come per la DIRI o può bastare un resp. tecnico?
In fin dei conti si chiama DICO ma conterrà le stesse cose di una DIRI
Mi pare ci sia un po' di confusione. La DICO la può redigere solamente la ditta installatrice che ha eseguito i lavori, il professionista NON centra nulla.
Se l'impianto è stato realizzato dopo il 30 marzo 2008 DEVE esserci la DICO, se non c'è, NON esiste DIRI o altra dichiarazione sostitutiva.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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[26] Re: DIRI
ligabue ha scritto:Infatti è venuto da me perché lui essendo architetto è consapevole di non poter firmare progetti di impianti elettrici, ma è lui che ha i rapporti con la committenza.
Penso che seguirò il consiglio di Mike, anche se volevo chiedergli se la Di.Ri. (anche se non posso firmare Di.Ri. perché ho meno di 5 anni di iscrizione all'albo...) sarebbe sufficiente per ottenere l'agibilità...
saluti
La DIRI l'avrà richiesta il comune per poter dare l'agibilità alla struttura esistente che probabilmente ne è priva attualmente.
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[27] Re: DIRI
Formalmente non puoi firmare la DIRI e quindi mi pongo una domanda semplice semplice:
1- serve un timbro sul pezzo di carta oppure
2- l'impianto deve essere sicuro?
Nel primo caso fai un'asta pubblica a chi offre di meno
Nel secondo non è importate se hai 5 o 25 anni di esperienza ma è necessario che ti armi di strumenti, matita, fogli e macchina fotografica e capisci se le cose vanno bene o meno anche in funzione dell'uso che si vuole fare della masseria una volta completata (che ne so... aumentare l'illuminazione di emergenza, cambiare tutti i cavi e così via..) in modo che, una volta che hai lo stato dei luoghi puoi dire
a) l'è tutto da rifare
b) ok quello che c'è va bene.
Se partiamo da chi mette il timbro allora infiliamoci anche le mutande sopra i calzoni!
1- serve un timbro sul pezzo di carta oppure
2- l'impianto deve essere sicuro?
Nel primo caso fai un'asta pubblica a chi offre di meno
Nel secondo non è importate se hai 5 o 25 anni di esperienza ma è necessario che ti armi di strumenti, matita, fogli e macchina fotografica e capisci se le cose vanno bene o meno anche in funzione dell'uso che si vuole fare della masseria una volta completata (che ne so... aumentare l'illuminazione di emergenza, cambiare tutti i cavi e così via..) in modo che, una volta che hai lo stato dei luoghi puoi dire
a) l'è tutto da rifare
b) ok quello che c'è va bene.
Se partiamo da chi mette il timbro allora infiliamoci anche le mutande sopra i calzoni!
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[28] Re: DIRI
Sul fatto che gli architetti non possono firmare impianti elettrici ho i miei dubbi. ( vedi sentenza del Consiglio di Stato(sez. VI) n. 1550 del 15 marzo 2013 e anche qualche vecchio RD del 1927 circa. anno più anno meno)
Il problema è che al mio cliente stanno chiedendo la DICO di una gabbia di
Faraday costruita nel 2009. Il progetto c'è ma la ditta è svanita nel nulla.
Chi gli fa questa richiesta è il suo superiore, per una messa in servizio degli impianti, essendo loro i proprietari dello stabile da poco tempo.
Detto ciò, come posso risolvere il tutto senza rifare il lavoro?
Il problema è che al mio cliente stanno chiedendo la DICO di una gabbia di
Faraday costruita nel 2009. Il progetto c'è ma la ditta è svanita nel nulla.
Chi gli fa questa richiesta è il suo superiore, per una messa in servizio degli impianti, essendo loro i proprietari dello stabile da poco tempo.
Detto ciò, come posso risolvere il tutto senza rifare il lavoro?
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fedegrotta
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[29] Re: DIRI
Sul fatto che gli architetti possano firmare gli impianti elettrici, per mia personale convinzione, non è certo un foglio di carta scritto da un par di burocrati a trasformare uno che NON CONOSCE la materia in uno che la conosce ma certamente permette agli sciacalli di combinare guai.
Il che vale anche per ingegneri, periti, geometri, astrofisici e compagnia varia.
Da quello che dici la realizzazione è postuma al 2008 quindi il problema NON mi pare rilevante MA continuo a chiedere: la realizzazione è corretta?
In moltissimo post di questa discussione pare che il problema centrale sia avere un pezzo di carta con un timbro invece che avere impianti sicuri e magari a norma; vi svelo un segreto: il timbro non sostituisce il cacciavite e quindi se un impianto è fatto malissimo va rifatto e non timbrato!
Il che vale anche per ingegneri, periti, geometri, astrofisici e compagnia varia.
Da quello che dici la realizzazione è postuma al 2008 quindi il problema NON mi pare rilevante MA continuo a chiedere: la realizzazione è corretta?
In moltissimo post di questa discussione pare che il problema centrale sia avere un pezzo di carta con un timbro invece che avere impianti sicuri e magari a norma; vi svelo un segreto: il timbro non sostituisce il cacciavite e quindi se un impianto è fatto malissimo va rifatto e non timbrato!
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[30] Re: DIRI
fedegrotta ha scritto:Detto ciò, come posso risolvere il tutto senza rifare il lavoro?
Mancando la DICO per la legge itaGliana l'impianto non è agibile anche se realizzato a perfetta regola d'arte. Il normatore non ha previsto questa casistica, per chiari motivi, per cui non ci sono soluzioni alternative alla DICO. L'unica soluzione percorribile è quella di verificare la conformità dell'impianto esistente al progetto e alla regola dell'arte e redigere un progetto di trasformazione per la rimessa in servizio dell'impianto con le indicazioni dei lavori da svolgere da parte di ditta installatrice che al termine rilascerà la DICO.
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Mike
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