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6367 » 23 nov 2014, 13:44
ma come reagiresti se un progettista o un installatore ti contestasse la scelta dei differenziali da 300 mA in un circuito prese dedicato ad apparecchiature "fisse"
Non ho capito chi contesta che cosa.
Esiste un progettista che firma il progetto. Decide lui.
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gioca21 » 23 nov 2014, 14:22
6367 ha scritto:Esiste un progettista che firma il progetto. Decide lui.
Certo che si, ma in un caso l'installatore aveva scritto nella DICO che "è stato rispettato il progetto pur avendo reso noto al progettista che in tali casi vanno usati differenziali da 30 mA" (preso per la collottola come un micio, ha poi modificato la DICO).
Per quanto riguarda gli altri casi, c'è sempre qualcuno molto altruista che "manda a dire".
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Mike » 23 nov 2014, 14:48
Quello che ha scritto l'installatore nella DICO è una grande fesseria perché, anche se avesse ragione, con il rilascio della DICO ha accettato di installare l'impianto come da progetto e non può recriminare nulla. Non si possono giudicare le scelte fatte dai progettisti, si possono criticare, chiedere delucidazioni, discuterne, il giudizio spetta solo alle autorità competenti in caso di contenzioso o infortunio.
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6367 » 25 nov 2014, 1:19
Tutto dipende dall'apparecchiatura in gioco.
Per esempio, un ascensore, o un impianto luci in giardino, una pompa per evacuazione (tutti oggetti che possono trovarsi in una abitazione), non sempre sopportano bene il 30 mA. Ovviamente le problematiche si moltiplicano quando con un unico differenziale da 30 mA si vorrebbe proteggere una molteplicità di apparecchiature diverse. Poi c'è il caso delle abitazioni con quadri e sottoquadri (per esempio uno per piano o per locale), nel qual caso non è indicato un differenziale da 30 mA che alimenta un intero sottoquadro.
Infine citerei il caso dei "wall box" per le stazioni di ricarica che piano piano inziano a comparire nelle abitazioni che, generalmente, includono il differenziale da 30 mA per le quali un altro eventuale differenziale a monte da 30 mA annullerebbe ogni selettività.
PS
Gli esempi di cui sopra mi vengono segnalati dalla Francia ove alcuni anni fa ebbero l'idea di proteggere "tutti" i circuiti domestici con differenziali da 30 mA creando problemi a non finire.
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attilio » 25 nov 2014, 9:55
è intuitivo che in un appartamento "comune" il ricorso ad interruttori differenziali con soglia superiore ai 30 mA per i circuiti prese, sia cosa abbastanza inusuale
i motivi sono almeno 4 (+1)
1. ridotta estensione dell'impianto (ai fini manutentivi)
2. ridotta presenza di carichi "disturbatori" di potenza significativa
3. aleatorietà sulla modifica della "destinazione d'uso" di una o più prese a spina (che potrebbero quindi trovarsi privi di protezione addizionale)
4. costi
5. atavica convinzione che il differenziale da 30 mA sia obbligatorio
tutto cambia in ambito terziario/industriale,
dove anche molte connessioni attraverso l'impiego di prese a spina riguardano apparecchiature e macchine "fisse", e dove "si presume" (o si spera) eventuali modifiche siano fatte a cura del personale tecnico interno competente
Ognuno sta solo sul cuor della terra
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