Impianto elettrico rifatto e... mi raccontano frottole!
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non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Ciao, io mi sono trovato a smontare un mobile alle 11 di sera per sconnettere la spina di un elettrodomestico guasto e permettere al frigorifero di funzionare... non e' che mi sia divertito molto quella sera....
un saluto
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^^
L'adozione di interruttori sezionatori per i singoli elettrodomestici ad incasso o non accessibili, io l'ho sempre condivisa, al di la della prescrizione normativa del cap 37/Cei 64.8.
Ev
L'adozione di interruttori sezionatori per i singoli elettrodomestici ad incasso o non accessibili, io l'ho sempre condivisa, al di la della prescrizione normativa del cap 37/Cei 64.8.
Ev
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Anch' io adotto la soluzione degli interruttori Aut. Magn. per la protezione e sezionamento delle prese, diciamo nascoste, della cucina e più di una volta ho risolto il problema temporaneo ai miei clienti per telefono, dicendo loro di interrompere un interruttore alla volta. la maggior parte delle volte era problema dell' elettrodomestico.
Inoltre sul quadro, inserisco un interruttore per la protezione e sezionamento dell' impianto di Rivelazione Gas.
Inoltre sul quadro, inserisco un interruttore per la protezione e sezionamento dell' impianto di Rivelazione Gas.
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cembruno5500
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alphabit ha scritto:Ciao, io mi sono trovato a smontare un mobile alle 11 di sera per sconnettere la spina di un elettrodomestico guasto e permettere al frigorifero di funzionare... non e' che mi sia divertito molto quella sera....un saluto
Ma credo che il problema non sia la mancanza del bipolare sezionatore, ma del buon senso di chi ha arredato la cucina. Non contesto la soluzione proposta da
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Ho seguito la discussione dall'inizio ed ora che si è spenta provo a rianimarla col proposito di recuperare l'accenno di
angus.
Mi farebbe piacere conoscere le considerazioni per una modalità d'intervento che in maniera "folkloristica" @angus, appunto, ha ricordato.
Giusto per creare a presupposto tutti gli alibi possibili ... in una cucina, ad esempio, non esisterebbe la possibilità di montare dei bipolari perché le posizioni dei frutti sono sature, non ti deve nemmeno sfiorare un neurone l'ipotesi d'intervenire sulla muratura e, per finire non ti puoi permettere d'infilare (o sfilare) nemmeno un cavetto.
Bene (o male), a questo punto per gli elettrodomestici che presentano la nota "criticità", tipo frigorifero o forno elettrico e mettiamoci pure il piano cottura ad accensione elettrica, non si vuole che la spina relativa risulti "irraggiungibile" perché la presa a muro associata rimane celata dallo stesso elettrodomestico.
Lo "'intervento" che si prefigura, escludendolo come iniziativa del montatore di turno ...
Questo tipo di intervento come lo valutate, lo valutereste, dal punto di vista "pratico" e dal punto di vista "normativo" ?
Vi ringrazio.
Saluti
Mi farebbe piacere conoscere le considerazioni per una modalità d'intervento che in maniera "folkloristica" @angus, appunto, ha ricordato.
Giusto per creare a presupposto tutti gli alibi possibili ... in una cucina, ad esempio, non esisterebbe la possibilità di montare dei bipolari perché le posizioni dei frutti sono sature, non ti deve nemmeno sfiorare un neurone l'ipotesi d'intervenire sulla muratura e, per finire non ti puoi permettere d'infilare (o sfilare) nemmeno un cavetto.
Bene (o male), a questo punto per gli elettrodomestici che presentano la nota "criticità", tipo frigorifero o forno elettrico e mettiamoci pure il piano cottura ad accensione elettrica, non si vuole che la spina relativa risulti "irraggiungibile" perché la presa a muro associata rimane celata dallo stesso elettrodomestico.
Lo "'intervento" che si prefigura, escludendolo come iniziativa del montatore di turno ...
... è quello di rimuovere la presa a frutto e poi, dalla scatoletta, prolungare con un tripolare (doppio isolamento) da terminare con una presa da rendere davvero "facilmente accessibile" per potervici inserire la spina del famigerato elettrodomestico; così da poterlo "disalimentare" semplicemente staccando la spina perché disponibile senza la necessità di ricorrere ad una cassetta attrezzi.angus ha scritto:E, in non poche occasioni, mi è capitato il falegname o installatore di cucine di turno, che smonta completamente le prese e fa le magie col suo rotolo di nastro isolante e la matassa di FROR da 1,5mmq
Questo tipo di intervento come lo valutate, lo valutereste, dal punto di vista "pratico" e dal punto di vista "normativo" ?
Vi ringrazio.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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WALTERmwp ha scritto:Questo tipo di intervento come lo valutate, lo valutereste, dal punto di vista "pratico" e dal punto di vista "normativo" ?
Una soluzione valida ed economica, normalmente utilizzata da chi allestisce le cucine. L'importante è che le derivazioni non siano nastrate ma fatte con apposito morsetti e all'interno di una scatola.
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Mike
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si parla di uno stabilimento dove ci sono 30 elettricisti addetti alla manutenzione
caspita!!!!

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andreandrea
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andreandrea ha scritto:si parla di uno stabilimento dove ci sono 30 elettricisti addetti alla manutenzione
caspita!!!!![]()
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Ai bei tempi, adesso saranno tutti in cassa integrazione
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Mike
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[70] Q
Ciao di nuovo a tutti. Questa discussione è terribilmente interessante, oltre a mostrare come anche tra professionisti ci siano opinioni divergenti. :)
Personalmente sono ancora in "guerra" con l'impresa. Siamo ancora al livello "amichevole" perché sono in attesa delle porte (e alcuni piccoli interventi di muratura correlati sono ancora da farsi), con l'occasione, rimetteranno le mani all'impianto elettrico; ma sono davvero stanco.
A prescindere dall'uso dei bipolari che mi hanno invaso la cucina (ho ora solo due prese) io continuo a volermi far montare un terzo magnetotermico nel quadro che mi gestisca forno, fornelli e frigo. E' una operazione così tecnicamente complicata? Servono altri fili nei corrugati? Non capisco davvero perché lo dipingano come un lavoro così complesso a questo stadio, avendo preferito installare i bipolari (lavoro che gli ha comunque richiesto alcune ore, trovandosi le prese dietro ai mobili e i bipolari non vicinissimi). In ogni caso, cercherò di convincerli a risolvere il problema aggiungendo un frutto.
A parte ciò, resta un problema vergognoso. C'è un faretto in un ripostiglio vicino al bagno che lampeggia da spento. Non sono stato in grado di capire quale sia la combinazione di azioni che lo porti a lampeggiare, tuttavia quando inzia a farlo, lo fa a intervalli regolari. Quando spengo la luce del bagno, il faretto nel ripostiglio attiguo smette di lampeggiare.
Mi sono sentito dire al telefono, avendo inviato al capo dell'impresa il filmato che ora linko anche a voi, che potrebbe essere "il trasformatore del led che si carica e non l'impianto". Premetto che si tratta di faretti di qualità e che sono consapevole che la risposta datami è una sciocchezza, ma vorrei avere qualche argomento concreto col quale rispondere. C'è una fase invertita? Esiste un rilevatore di dispersioni o un qualche dispositivo col quale rilevare il problema seriamente?
Questo è il video del faretto che lampeggia: VIDEO DEL FARETTO (scusate la bassa qualità, ma l'originale era da 55mb...): quale potrebbe essere il problema secondo voi?
Grazie a tutti!!
Personalmente sono ancora in "guerra" con l'impresa. Siamo ancora al livello "amichevole" perché sono in attesa delle porte (e alcuni piccoli interventi di muratura correlati sono ancora da farsi), con l'occasione, rimetteranno le mani all'impianto elettrico; ma sono davvero stanco.
A prescindere dall'uso dei bipolari che mi hanno invaso la cucina (ho ora solo due prese) io continuo a volermi far montare un terzo magnetotermico nel quadro che mi gestisca forno, fornelli e frigo. E' una operazione così tecnicamente complicata? Servono altri fili nei corrugati? Non capisco davvero perché lo dipingano come un lavoro così complesso a questo stadio, avendo preferito installare i bipolari (lavoro che gli ha comunque richiesto alcune ore, trovandosi le prese dietro ai mobili e i bipolari non vicinissimi). In ogni caso, cercherò di convincerli a risolvere il problema aggiungendo un frutto.
A parte ciò, resta un problema vergognoso. C'è un faretto in un ripostiglio vicino al bagno che lampeggia da spento. Non sono stato in grado di capire quale sia la combinazione di azioni che lo porti a lampeggiare, tuttavia quando inzia a farlo, lo fa a intervalli regolari. Quando spengo la luce del bagno, il faretto nel ripostiglio attiguo smette di lampeggiare.
Mi sono sentito dire al telefono, avendo inviato al capo dell'impresa il filmato che ora linko anche a voi, che potrebbe essere "il trasformatore del led che si carica e non l'impianto". Premetto che si tratta di faretti di qualità e che sono consapevole che la risposta datami è una sciocchezza, ma vorrei avere qualche argomento concreto col quale rispondere. C'è una fase invertita? Esiste un rilevatore di dispersioni o un qualche dispositivo col quale rilevare il problema seriamente?
Questo è il video del faretto che lampeggia: VIDEO DEL FARETTO (scusate la bassa qualità, ma l'originale era da 55mb...): quale potrebbe essere il problema secondo voi?
Grazie a tutti!!
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