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Certificazione ricevitore RF e telecomando RF

L'iter relativo alla marcatura CE e problemi connessi.

Moderatore: Foto UtenteGuerra

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[11] Re: Certificazione ricevitore RF e telecomando RF

Messaggioda Foto UtenteGiulios » 25 mar 2015, 11:31

fabrizio65bs ha scritto:Buongiorno a tutti, vi espongo un dubbio.
In una applicazione che sto sviluppando , una centralina per controllo LED di potenza, ......................
............ secondo solo la direttiva bassa tensione.
Estendendo il problema la stessa situazione si potrebbe trovare anche usando dei transceiver wi-fi o bluetooth
Grazie
Fabrizio

Il prodotto che utilizza un modulo radio diventa esso stesso un prodotto radio, quindi sottostà alla direttiva R&TTE in tutti i casi. La differenza è che utilizzando un modulo già certificato si esegue solo una parte ridotta di prove radio (tipicamente una sola). Le prove EMC e quelle di sicurezza si eseguono comunque, ma in accordo alla R&TTE (vi sono delle differenze). Il discorso è identico anche per Wi-Fi e Bluetooth.
Un problema che sta sorgendo è che a volte i moduli sono certificati secondo versioni superate degli standard, in tal caso bisogna eseguire tutte le prove radio.

fabrizio65bs ha scritto:Rispondo a Serafino, ed aggiungo una mia nuova interpretazione.
Avevo commesso un errore nel descrivere i componenti, .........................
.................. la marcatura CE per la R&TTE. Questa mi sembra anche l'interpretazione di aldofad

Il prodotto che utilizza un modulo radio deve rispondere a pieno alla direttiva R&TTE. Non fa differenza se il modulo è saldato o montato su zoccolo. Se vien acquistato a parte come optional o se è già integrato nel primo acquisto. Alla fine il prodotto sottostà alla R&TTE e chi lo mette sul mercato ne è l'unico responsabile.
Chi applica un modulo già certificato può presumere che questo sia conforme per alcuni dei requisiti tecnici senza ripetere le prove. Un modulo GSM difficilmente produrrà una modulazione errata se viene utilizzato secondo le indicazioni del produttore (alimentazioni e limiti ambientali). D'altra parte chi applica il modulo non avrebbe modo di intervenire sul modulo stesso per modificarlo.
Situazione analoga per un modulo Wi-Fi, ma bisogna usare le frequenze permesse nella zona di utilizzo. E questo è un aspetto che è sotto controllo del progettista che utilizza il modulo.
Per un SRD succede che il modulo fissa pochi parametri, quindi il progettista che lo usa potrebbe usarlo con dei duty cicle che eccedono quelli permessi. Questo aspetto deve essere verificato sul prodotto finale ed è un parametro sotto il pieno controllo del progettista del prodotto finale.
La questione LVD merita una considerazione a sé: se al prodotto non si applica l'LVD allora si deve applicare la direttiva della sicurezza generica (General Product Safety Directive (GPSD) 2001/95/EC) che essendo più generale tutela meno il produttore.
Utilizzare moduli radio o alimentatori già certificati è una garanzia e riduce il rischio di problemi sul prodotto completo.
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[12] Re: Certificazione ricevitore RF e telecomando RF

Messaggioda Foto Utentefabrizio65bs » 7 apr 2015, 23:57

Grazie a tutti per gli interventi riprendo l'argomento rispondendo in particolare a SerTom

La telecontrolli mi ha mandato le prove da loro effettuate presso laboratorio esterno che dichiarano i ricevitori RR19 ed il trasmettitore RT14 conformi alle EN 300 220, sono 34 pagine, per entrambi, in cui compare il modulo ricevente piu' tutti i report di prova, quindi effettivamente i test sono stati eseguiti e superati.
So che le prove di LVD , ROHS ecc le devo fare, pero' credo, come dice Giulios, che per le prove sulla RF (quindi stabilita' della frequenza, potenza ecc) posso allegare i documenti Telecontrolli.
Rimane a mio carico dichiarare l' occupazione di banda ,ovvero i parametri indipendenti dal tipo di trasmettitore utilizzato. (mi sembra di aver letto che se rimango entro un duty del 10% dovrei rispettare la normativa)

Pero' mi chiedo: Se faccio un telecomando portatile tipo apri cancello, alimentato con una batteria 12V 23A ed il trasmettitore RF RT14 certificato dal costruttore, a che problemi posso andare incontro in fase di marcatura?
L' antenna e' un filo rigido per cui e' sempre fisso nella stessa posizione. Che prove deve fare questo oggetto che trasmette si e no 1 secondo al giorno ad una distanza di 5 metri dal ricevitore ?
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[13] Re: Certificazione ricevitore RF e telecomando RF

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 8 apr 2015, 8:28

Parere personale: se intendi occuparti del settore radio devi avere chiaro come il sole il concetto di Short Range, bande libere, bande occupate ecc.
Senza andare nel dettaglio della norma (che per un progettista è ostica ma non conoscerla è eresia) trovi linee guida sui siti dei vari ministeri delle TLC.
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[14] Re: Certificazione ricevitore RF e telecomando RF

Messaggioda Foto UtenteSerTom » 8 apr 2015, 8:49

La questione è molto semplice:
Se hai il report di prova dovresti avere anche descritte le condizioni di prova (configurazione circuitale esterna al modulo, alimentazione, tipo e geometria di antenna ....); ebbene, se l'uso che ne farai è perfettamente assimilabile alle condizioni di prova allora potrai ragionevolmente considerare attendibili i risultati delle prove già fatte
Ma se cambia qualcosa (es. l'antenna) l'attendibilità delle prove è tutta da dimostrare ... come ? Con altre prove (e siamo punto e a capo).

Una volta al giorno ? Per R&TTE non fa alcuna differenza, in ogni caso ragionamenti del genere possono essere fatti se si tratta di temporizzazioni e cicli automatici e non modificabili ... per l'uso "manuale" (come fai intendere) non c'è nulla che impedisce all'utilizzatore di farlo per 10, 100 o 1000 volte al giorno.

Nel settore dei radiocomandi c'è qualcuno che ha sostituito il tasto con un interruttore ... e poi si è chiesto come mai le pile non durano ... :twisted:

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