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Alternatore gruppo elettrogeno e caduta di tensione

Trasformatori, macchine rotanti ed azionamenti

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[1] Alternatore gruppo elettrogeno e caduta di tensione

Messaggioda Foto Utenteblack » 19 mag 2008, 11:13

Salve a tutti, mi sono appena iscritto al forum e faccio i complimenti per gli argomenti sviluppati e per le risposte esaurienti fornite.
Facendo riferimento ad un dossier (che si trova in rete) della rivista POWER technology - marzo 2002 "Gen-set: condizioni dimpiego e prestazioni", vorrei avere maggiori chiarimenti e magari i procedimenti di calcolo, relativamente al dimensionamento dell'alternatore di un gruppo elettrogeno in funzione della caduta di tensione durante la fase transitoria, conseguente all'avvio del motore asincrono(ultima parte del documento).
Ringrazio anticipatamente
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[2] Re: Alternatore gruppo elettrogeno e caduta di tensione

Messaggioda Foto UtenteAgostino Valentini » 17 nov 2008, 12:06

la formuletta seguente è piuttosto attendibile:
hp:
- velocità del diesel costante (???)
- cosFI di avviamento inferiore a 0,4

Dv = x'd/(x'd+Sn/Savv)
dove:
x'd = reattanza transitoria diretta (satura) dell'alternatore
Sn = potenza apparenza nominale dell'alternatore (potenza per la quale viene dato il valore di x'd)
Savv = potenza apparente del carico all'avviamento

se Savv è molto grande, Dv tende a 1 (ovvero al 100%)
se Savv è molto piccola, Dv tende a 0 (ovvero a 0%, non c'è caduta)

Per esempio, la Savv per un motore asincrono da 75kW è circa 75/(0,85*0,9) x 6 = 588 kVA
(nell'ipotesi di cosFI=0,85 nominale, rendimento 0,9, In/Iavv=6)
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[3] Re: Alternatore gruppo elettrogeno e caduta di tensione

Messaggioda Foto Utentefario » 20 nov 2008, 20:02

Il calcolo della caduta di tensione in conseguenza di qualsiasi transitorio può essere eseguito in modo semplificato tenendo conto di un circuito equivalente composto da un generatore a tensione costante con in serie una impedenza composta dalla reattanza transitoria dell'alternatore e dalla resistenza degli avvolgimenti alla temperatura di regime. Per alternatori maggiori di 200 kVA si può tranquillamente trascurare la resistenza degli avvolgimenti perché molto più piccola della reattanza. Pertanto il circuito equivalente si riduce ad un partitore di tensione che consente di determinare la tensione ai morsetti del generatore. Le ipotesi, comunque, sono quelle di avere un numero di giri costante, cosa che con i gruppi elettrogeni è impossibile avere, e flusso costante. Si deve tenere conto, inoltre, dello scarto di tensione introdotto dal regolatore di tensione che a sua volta introduce un ritardo nella risposta.
Il modello proposto è quello di un alternatore a poli lisci, mentre gli alternatori dei gruppi elettrogeni sono a poli salienti. I risultati sono comunque soddisfacenti per le normali applicazioni dei generatori.
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