Eliminare differenziali
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Sabato abbiamo fatto delle misure su una macchina sulla quale il differenziale tarato a 3A salta, dal quadro generale partono corde da 400mmq per le fasi neutro e terra da 240mmq ebbene sulla corda di terra con una pinza amperometrica misuro 4A e li misuro anche se apro l interruttore generale della macchina non capisco proprio
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elektroelio
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Sì potrebbe essere, ho cercato di ricostruire un ipotetico circuito sulla carta per cercare di aiutare
elektroelio ma la soluzione che prospetti non la avevo valutata, certo che se fosse così trovare il guasto è veramente difficile, forse scollegando l'impianto a zone potrà trovare il guasto ma non è semplice
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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e se il problema fosse sulle utenze che stai tenendo spente? devi scegliere, le accendi una ad una con rischi non indifferenti?
e se invece avessi un neutro non neutro? ad esempio preso di fortuna dall'anello di terra dello stabilimento o peggio ancora vari quadri di zona connessi in questo modo
e se invece avessi un neutro non neutro? ad esempio preso di fortuna dall'anello di terra dello stabilimento o peggio ancora vari quadri di zona connessi in questo modo
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
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Grazie per li informazioni questo fine settimana finalmente proveremo a staccare tutto
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elektroelio
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Leggendo leggendo, non si evince se il sistema sia poi realmente TN-S, sia TN-C fino ad un certo punto e poi TN-S altrove... Non di capisce in che punto dell'impianto i sia misurata una corrente di 4 A, se su un conduttore PE o PEN, e quale la reale configurazione dell'impianto.
Ma questo poco importa, tanto vale riprendere la cosa in mano, da zero.
Ora, ho letto: "macchine di stampaggio", e poi mi pare di avere letto tra le righe "estrusori". Ti faccio solo una domanda: hai consultato un professionista che ti aiuti a capire la classificazione dei luoghi? Problematiche e richieste di altre professionalità legate alla specifica attività, che non sia solo il fare contento il cliente, tanto per fare?
Ma questo poco importa, tanto vale riprendere la cosa in mano, da zero.
Ora, ho letto: "macchine di stampaggio", e poi mi pare di avere letto tra le righe "estrusori". Ti faccio solo una domanda: hai consultato un professionista che ti aiuti a capire la classificazione dei luoghi? Problematiche e richieste di altre professionalità legate alla specifica attività, che non sia solo il fare contento il cliente, tanto per fare?
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Candy
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ho scritto qualcosa in merito a questo....
http://www.electroyou.it/iosolo35/wiki/ ... stema-tn-s
http://www.electroyou.it/iosolo35/wiki/ ... stema-tn-s
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Nei sistemi TN e secondo le norme CEI 64-8/4, per realizzare una corretta protezione contro i contatti indiretti è necessario rispettare la relazione Zs x Ia ≤ U0 (nella tabella verifiche la relazione equivalente riportata corrisponde a U0 / Zs ˃ Ia ) dove:
Zs = impedenza anello di guasto;
Ia = corrente di intervento in Ampere dell’interruttore di protezione entro il tempo di 0,2 sec. per i circuiti terminali non superiori a 32A e entro i 5 secondi per i circuiti di distribuzione o circuiti terminali con corrente superiore a 32A (corrisponde con la corrente magnetica impostata sul dispositivo di protezione).
U0 = tensione nominale verso terra che nel nostro caso è 230V.
Il quadro preso in considerazione ed alimentato dalla linea verificata, è considerato circuito di distribuzione con corrente nominale superiore a 32A.
Le verifiche fatte hanno quindi accertato che per un eventuale guasto a terra (Fase – Pe) fino sulle sbarre di potenza del quadro, la corrente di guasto che si genera in quel punto è superiore alla corrente (I magnetica impostata sul dispositivo a monte) che provoca lo sgancio entro 5 secondi.
Tutto quello che c’è oltre le sbarre ovvero oltre l’interruttore del quadro, va gestito come insieme di circuiti terminali, ovvero protetti singolarmente da interruttori/fusibili ecc. calibrati con correnti di protezione basse tali da intervenire senz’altro per le correnti di guasto che sono comunque sempre sufficientemente elevate (di valore comunque inferiore a quella misurata all’ingresso del quadro perché limite da circuiti con sezioni ridotte dei conduttori).
Non è pensabile di proteggere ad esempio avviatori, inverter, ecc. con interruttori differenziali; dobbiamo inoltre considerare che i quadri presi in esame, fanno parte di un macchinario che secondo me sono da considerare come “bordo macchina”.
Seguono quindi normative specifiche riguardanti le macchine e; a mio parere considerati quadri certificati soggetti quindi alle verifiche del caso (prove di isolamento, di corto circuito, prove dielettriche per Icc superiore a 10 kA, ecc.)
Queste verifiche devono essere fatte e certificate dal costruttore del macchinario o dal quadrista che ha eseguito il quadro sulla base di un progetto complessivo.
Noi abbiamo verificato e ed assicurato che per un guasto franco fase - PE, la protezione è garantita (il differenziale non serve, non funziona, è soggetto ad interventi intempestivi dovuti a correnti capacitive, pulsanti generate da elettroniche quali inverter, ecc.), tutto quello che c’è oltre il punto di misura ovvero le sbarre del quadro, potrebbe essere da verificare separatamente quali ad esempio:
-Protezioni differenziali per prese utensili portatili anche se montate internamente ai quadri “contatti indiretti”;
-Conduttori non isolati “contatti diretti”;
-Collegamenti equipotenziali dei macchinari;
-Integrità dei ripari;
-Sicurezze elettriche dei macchinari.
Concludendo, nei circuiti di distribuzione dei sistemi TN (vedi il ns. caso), il più delle volte non è possibile realizzare la protezione contro i contatti indiretti con interruttori differenziali su utilizzatori con elettroniche complesse, è comunque necessario rispettare la relazione Zs x Ia ≤ U0 .
La protezione della linea che alimenta l’ipotetico “Quadro di Macchina….” è verificata e garantita; il livello di protezione dei circuiti interni e sottesi al quadro, sono rimasti invariati.
Zs = impedenza anello di guasto;
Ia = corrente di intervento in Ampere dell’interruttore di protezione entro il tempo di 0,2 sec. per i circuiti terminali non superiori a 32A e entro i 5 secondi per i circuiti di distribuzione o circuiti terminali con corrente superiore a 32A (corrisponde con la corrente magnetica impostata sul dispositivo di protezione).
U0 = tensione nominale verso terra che nel nostro caso è 230V.
Il quadro preso in considerazione ed alimentato dalla linea verificata, è considerato circuito di distribuzione con corrente nominale superiore a 32A.
Le verifiche fatte hanno quindi accertato che per un eventuale guasto a terra (Fase – Pe) fino sulle sbarre di potenza del quadro, la corrente di guasto che si genera in quel punto è superiore alla corrente (I magnetica impostata sul dispositivo a monte) che provoca lo sgancio entro 5 secondi.
Tutto quello che c’è oltre le sbarre ovvero oltre l’interruttore del quadro, va gestito come insieme di circuiti terminali, ovvero protetti singolarmente da interruttori/fusibili ecc. calibrati con correnti di protezione basse tali da intervenire senz’altro per le correnti di guasto che sono comunque sempre sufficientemente elevate (di valore comunque inferiore a quella misurata all’ingresso del quadro perché limite da circuiti con sezioni ridotte dei conduttori).
Non è pensabile di proteggere ad esempio avviatori, inverter, ecc. con interruttori differenziali; dobbiamo inoltre considerare che i quadri presi in esame, fanno parte di un macchinario che secondo me sono da considerare come “bordo macchina”.
Seguono quindi normative specifiche riguardanti le macchine e; a mio parere considerati quadri certificati soggetti quindi alle verifiche del caso (prove di isolamento, di corto circuito, prove dielettriche per Icc superiore a 10 kA, ecc.)
Queste verifiche devono essere fatte e certificate dal costruttore del macchinario o dal quadrista che ha eseguito il quadro sulla base di un progetto complessivo.
Noi abbiamo verificato e ed assicurato che per un guasto franco fase - PE, la protezione è garantita (il differenziale non serve, non funziona, è soggetto ad interventi intempestivi dovuti a correnti capacitive, pulsanti generate da elettroniche quali inverter, ecc.), tutto quello che c’è oltre il punto di misura ovvero le sbarre del quadro, potrebbe essere da verificare separatamente quali ad esempio:
-Protezioni differenziali per prese utensili portatili anche se montate internamente ai quadri “contatti indiretti”;
-Conduttori non isolati “contatti diretti”;
-Collegamenti equipotenziali dei macchinari;
-Integrità dei ripari;
-Sicurezze elettriche dei macchinari.
Concludendo, nei circuiti di distribuzione dei sistemi TN (vedi il ns. caso), il più delle volte non è possibile realizzare la protezione contro i contatti indiretti con interruttori differenziali su utilizzatori con elettroniche complesse, è comunque necessario rispettare la relazione Zs x Ia ≤ U0 .
La protezione della linea che alimenta l’ipotetico “Quadro di Macchina….” è verificata e garantita; il livello di protezione dei circuiti interni e sottesi al quadro, sono rimasti invariati.
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iosolo35 ha scritto:Concludendo, nei circuiti di distribuzione dei sistemi TN (vedi il ns. caso), il più delle volte non è possibile realizzare la protezione contro i contatti indiretti con interruttori differenziali su utilizzatori con elettroniche complesse, è comunque necessario rispettare la relazione Zs x Ia ≤ U0 .
Non è proprio corretto. Negli ambienti a maggior rischio in caso d'incendio sei costretto ad utilizzare le protezioni differenziali per determinate condutture (per es. blindosbarre), proprio per contrastare i guasti non franchi verso terra. Diciamo più correttamente che non è necessaria la protezione differenziale nei luoghi ordinari o con condutture diverse dal gruppo C; comunque non è nemmeno un problema installarli basta che siano tarati opportunamente alti, per es. 3A/1s oppure usare apposite protezioni di guasto a terra. con l'utilizzo di interruttori differenziali e o di protezione guasto a terra il rispetto delle condizioni di cui sopra sono garantite senza nemmeno fare la misurazione dell'impedenza dell'anello di guasto.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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In questo caso abbiamo una posa tipo a con canalizzazioni metalliche e cavi FG7 con un grado di protezione IP 4x......anche se in alcuni passaggi la canalizzazione è ormai piena e l'IP non è totalmente garantito
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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ALTIMike ha scritto:... comunque non è nemmeno un problema installarli basta che siano tarati opportunamente alti, per es. 3A/1s
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va bene che tutto è relativo .....
Per essere considerati differenziali quella è la taratura massima ammessa, poi diventano protezioni di guasto a terra.
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