Mike ha scritto:
Troppo semplice, siccome non capisco, per cortesia rispondi al mio quesito:
Facciamo un esempio: ambiente ordinario, un magazzino. All'interno c'è una scaffalatura metallica di notevole sviluppo in lunghezza e altezza, ogni tot. metri nelle colonne ci sono delle masse elettriche di apparecchiature elettriche varie. Dalle verifiche risulta che la scaffalatura ha una resistenza verso terra pari a 150 ohm. Deve essere collegata a terra?
Mike ha scritto:
Le apparecchiature elettriche sono montate sulla scaffalatura
Romeo ha scritto:Se sulla struttura metallica, sono installati componenti elettrici con il solo isolamento principale la scaffalatura deve essere connessa a terra.
Se sulla struttura metallica, sono installati componenti aventi un isolamento doppio allora la struttura non va connessa a terra.
Rimane il fatto che per ragioni di protezione elettrica contro i contatti indiretti, sarebbe meglio, vista l’estensione della struttura metallica, procedere al suo collegamento a terra per evitare qualsiasi problema connesso con guasti di apparecchiature che dovessero essere sostituite nel futuro e non rispondenti al doppio isolamento.
Spero che questa mia risposta sia un semplice contributo per chiarire finalmente il problema.
Mike ha scritto:
Chiariamo meglio... Il componente elettrico è un apparecchio illuminante in classe 1, quindi non è a doppio isolamento, devo collegare a terra la scaffalatura?
Mi riservo di commentare dopo che hai risposto al chiarimento sopra...
Romeo ha scritto:Pensavo di essere stato chiaro.
Riporto di seguito la definizione di apparecchio appartenente alla classe (I).
Componente elettrico di classe I — Componente elettrico dotato di isolamento
principale e provvisto di un dispositivo per il collegamento delle masse a un conduttore
di protezione.
Il collegamento a terra dell'apparecchio elettrico à obbligatorio e non si discute.
La messa a terra della scaffalatura risulta comunque obbligatoria per conseguire una maggiore sicurezza.
Ad avvalorare questo mio modo di pensare suggerisco di leggere attentamente quanto sotto riportato:
SE LEGGI IL LIBRO "FONDAMENTI DI SICUREZZA ELETTRICA" DI VITO CARRESCIA
AL PUNTO 5.1.3 QUANDO PARLA DI MASSA ESTRANEA DICE QUESTE TESTUALI PAROLE:
"Se ,viceversa, la parte metallica è specificamente destinata a portare componenti dell'impianto, con involucro isolante e dotati di solo isolamento principale, essa è una massa vera e propria."
admin ha scritto:Romeo, la definizione di massa estranea è molto insidiosa. L'aggettivo estranea ha un duplice riferimento. Il primo esplicito: parte conduttrice non facente parte dell'impianto elettrico (cioè estranea all'impianto elettrico); il secondo, implicito: in grado in introdurre un potenziale, generalmente quello di terra. Questo sottintende infatti una nuova estraneità: la parte conduttrice deve essere estranea all'impianto di terra dell'edificio di cui fa parte, deve essere cioè in grado di mantenere il suo potenziale, indipendentemente dal potenziale assunto dall'impianto di terra. Se in un qualche modo essa vi è collegata con un resistenza di qualsiasi valore, è vincolata al potenziale dell'impianto di terra e se questo va in tensione, essa assume lo stesso potenziale dell'impianto di terra, quindi non rappresenta un pericolo, anche se la sua resistenza verso terra è inferiore ai 1000 ohm. Tale parte conduttrice si dice "finta massa estranea" e non va collegata a terra.
Romeo ha scritto:Giusta la sua osservazione ma penso che come ho detto citando Carrescia sulla struttura metallica che presenta verso terra una resistenza inferiore a 1000 ohm e che contiene apparecchiature elettriche di classe I deve essere connessa tassativamente a terra in quanto essa stessa costituisce massa elettrica.
admin ha scritto:Romeo,
Una massa estranea non diventa una massa elettrica !
Un corpo conduttore o e' una massa elettrica o e' una massa estranea o non e' nessuna delle due. Ci sono tre possibilitá non due.
Nei primi due casi si collega a terra, nel terzo no.
Romeo ha scritto:Non mi sembra di aver detto che una massa estranea diventa una massa.
Ho solo detto che Carrescia dove parla di massa estranea specifica che la parte conduttrice (scaffalatura) pur presentando una resistenza verso terra inferiore a 1000 ohm nella fattispecie va collegata a terra perche parte conduttrice assimilabile a massa in quanto porta con se apparecchiatura elettrica.
admin ha scritto:I 1000 ohm non c'entrano nulla con le masse
Carrescia non dice assolutamente questo.
Carrescia sta dicendo semplicemente che quella parte metallica è una massa elettrica e non una massa estranea.
Inoltre e vero che il titolo del paragrafo è Massa estranea, ma in quel caso sta parlando di quelle parti metalliche che non sono né parti attive né masse estranee né masse, che non devono essere nemmeno prese in considerazione ai fini della sicurezza.
Se però qualcuno decide di usarle per installarvi componenti elettrici, diventano ovviamente masse.
Dei 1000 ohm non si parla e,del resto, se diventano massa non c'è alcun bisogno di parlarne.
Mike ha scritto:Come immaginavo... La talebaggine di Romeo è causa di una mancata conoscenza dell'abc normativo: le definizioni.
Romeo ha scritto:Avevi detto che mi avresti risposto non appena ti avessi dato una risposta alla tua domanda.
Non vedo nessuna risposta forse ti sei scordato?
Mike ha scritto:Non ho ancora capito se ci sei o ci fai

... le risposte te le ha già anticipate Admin... Tu vorresti collegare a terra la scaffalatura metallica che non è, né una massa, né una massa estranea... Non c'è altro da spiegare, se non ci sei arrivato finora...
Questa è la risposta definitiva di Romeo:
La scaffalatura metallica nella fattispecie come detto da Mike contiene apparecchiature elettriche appartenenti alla classe (1) per sua esplicita ammissione e presenta verso terra una resistenza di 150 ohm.
Il sottoscritto asserisce che la scaffalatura metallica deve essere collegata con la terra per i seguenti motivi:
a)- IL LIBRO "FONDAMENTI DI SICUREZZA ELETTRICA" DI VITO CARRESCIA
AL PUNTO 5.1.3 (ultimo capoverso)dice:
"Se ,viceversa, la parte metallica è specificamente destinata a portare componenti dell'impianto, con involucro isolante e dotati di solo isolamento principale, essa è una massa vera e propria."
b)-IL LIBRO “MANUALE DI LOGISTICA”HOEPLI EDITORE
al 6 capoverso riporta “ Le scaffalature metalliche vanno collegate a terra quando possono venire a contatto con un conduttore elettrico, ad esempio se fungono anche da supporti per l’illuminazione”.
Per concludere riporto quanto dice Vito Carrescia su elettro- quesiti al punto 3.3
Una massa estranea à così definita:”Parte conduttrice, non facente parte dell’impianto elettrico suscettibile di introdurre il potenziale di terra. In casi particolari si considerano masse estranee quelle suscettibili di introdurre altri potenziali”.
“Suscettibile di introdurre il potenziale di terra”equivale a dire” in buon collegamento con il terreno”, come ad esempio le tubazioni idriche o del gas, l’armatura del cemento armato, strutture portanti di edifici metallici.
“Ma non tutti i casi sono così chiari: sorge spesso il problema di valutare se una parte metallica, con resistenza di terra dell’ordine delle centinaia di ohm, sia da considerare ancora una massa estranea”.
Nelle norme non é stabilito un limite della resistenza verso terra al di sotto del quale le parti metalliche siano da considerare masse estranee e al di sopra del quale non lo siano più.
Si può tuttavia darne una valutazione di massima riferendosi al fine che si vuole perseguire.
“Una parte metallica in buon collegamento con il terreno è pericolosa per la persona che tocchi contemporaneamente una massa in tensione e la massa estranea: se la resistenza verso terra della massa estranea fosse zero la persona sarebbe infatti soggetta alla tensione totale.
In altri termini, la resistenza verso terra della parte metallica va a sommarsi alla resistenza del corpo umano per limitare la corrente attraverso la persona; se la resistenza verso terra è sufficientemente elevata la persona non corre alcun pericolo.
In un sistema elettrico 380/220 V, se si suppone nelle peggiori condizioni una tensione di 220 V sulla massa (conduttore di protezione interrotto) e si trascura la resistenza del corpo umano, una resistenza verso terra della parte metallica di 22000 ohm limiterebbe la corrente attraverso la persona a valori non pericolosi ( circa 10 m A).
In condizioni più realistiche, si può considerare la tensione totale di 50 V che può permanere sulle masse (sistema TT) ed assumere una resistenza del corpo umano di almeno 3000 ohm; il limite di pericolosità della resistenza verso terra della parte metallica scende a 2000 ohm.”
Alla fine di questa lettura ogni partecipante potrà trarne le conclusioni.
Per quel che riguarda la mia talebaggine, non lo trovo un termine calzante; semmai mi ritengo un tecnico, della vecchia generazione, che tiene nel dovuto conto la sicurezza delle persone al di là dei formalismi e delle definizioni.
Ognuno rimane libero di esprimere le proprie convinzioni, nel rispetto reciproco e nel limite di una discussione civile che non deve prescindere dalla buona educazione.