Guerra ha scritto:Siamo molto selettivi nei sensi di colpa.
Già.
Guerra ha scritto:E' vero: non è una vicenda che fa molto "onore" ai fisici.
Mi colpisci nel fianco, per cui ti riporto le sensazioni che ho avuto quando (da ragazzo, molto prima che andassi all'università) lessi dei bombardamenti e del ruolo della fisica nello sviluppo delle atomiche.
Fin da molto giovane fui davvero colpito dal fatto che facendo dei calcoli si potesse
prevedere il comportamento delle cose oppure calcolare
esattamente la giusta quantità di qualcosa per ottenere
esattamente un comportamento voluto. (con il logico senso che può avere la parola
esattamente)
Così mi feci prendere dal piacere di imparare a fare calcoli, proprio perché mi entusiasmava questa idea.
Più tardi imparai che, conoscendo matematica e fisica, si potevano ricavare altre cose
deducendole dalle prime, magari meno evidenti o nascoste da fattori vari.
Se noti, in questo mio modo di vedere le cose, non c'è alcun bene o male, c'è solo curiosità.
Era una esplorazione mia, in cui gli altri non erano coinvolti, e, spesso, da me non voluti.
Quando sono arrivato alla consapevolezza che con queste cose si potesse fare anche del male, anche molto male, ci sono rimasto basito.
Sarò forse stupido, ma, prima di allora, non avevo questa consapevolezza. Non sono mai riuscito a spiegarmi come sia possibile che persone, brillanti per la loro intelligenza, potessero partorire delle cose così idiote.
Mi ricordo ancora che la primissima cosa che pensai fu: "ma non potevano utilizzare l'atomica per fare, che so, il canale di Suez, proprio come si fa per scavare le miniere?"
Poi lessi i pensieri di Einstein in proposito. La conclusione fu che l'atomica è buona e giusta: finalmente una terra senza uomini.