Le millemila leggi e leggine infatti funzionano alla grande e vengono autorevolmente fatte rispettare, sicchè "la collettività" in effetti paga solo il giusto.
Prrrrrrrrr
Però cazzarola, una leggina piccola piccola sullo "stato ladro" che si inc*la la collettività alla grande no eh?
Sì il mio intervento era moooolto provocatorio. Si leggifera sulle pagliuzze...
Dallo smartphone mi viene um po' male, appena posso risponderò a Serafino e a Riccardo mi pare, che hanno fatto esempi a mio avviso non calzanti sul concetto di "sicurezza"
Sopra i tetti come i gatti e come i ... Radioamatori
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Sul tetto di casa tua però ci puoi salire e la sicurezza è delegata a te medesimo che se cerchi di non farti male è meglio. Qualche comune, tuttavia, potrebbe aver regolamentato a riguardo ed è quindi addirittura possibile che ci si becchi una multa
. Me lo ha detto un amico avvocato, avvocato commerciale però. Mi ha detto di non metterci la mano sul fuoco.
Insomma abbiamo QUASI quadrato il cerchio.
Ora basta che devo organizzarmi per fare una lampada LED! Io mi accontento di averci QUASI capito, tanto non ci salirò mai su un tetto.
Lascio a voi la prosecuzione del topic.

Più so e più mi accorgo di non sapere.
Qualsiasi cosa abbia scritto, tieni presente che sono ancora al mio primo rocchetto di stagno.
Qualsiasi cosa abbia scritto, tieni presente che sono ancora al mio primo rocchetto di stagno.
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Attilio sono d'accordo con te quasi su tutto
Anche su leggi e leggine... molte sono fatte solo per far spendere soldi agli onesti e far continuare i furbi a fare quello che vogliono.
MA la sicurezza non la metto tra quelle. E chiariamo, lo sapete no...io mi prendo i miei rischi, credo di farlo con un minimo di conoscenze ma metto mano a impianto elettrico, pacco batterie a 240V e altro.
Sui tetti sono prevenuto forse perché ho un po' di vertigini
o forse perché non posso dimenticare il collega morto a 30 anni mentre potava un cipresso, che tra l'altro al sud sono usati solo nei cimiteri e non nei giardini di casa
E' un discorso simile, lui era libero di uccidersi salendo su una scala senza dispositivi di sicurezza e senza grossa esperienza? Lui pensava di averla intendiamoci, era figlio di contadini e lo faceva da anni.
Forse qualcuno nella sua famiglia prende una pensione a spese nostre, ma il punto non è solo quello: ha lasciato dolore, e ha privato la società e la ditta dove lavorava di un ingegnere capace e giovane, che era tra l'altro costato per la sua formazione.
Io sono sicuro che esisterà una norma pure riguardo la potatura degli alberi (forse la stessa dei tetti). Si può vederla, ed è, un limite alla libertà individuale, e un modo per farti spendere soldi... ma forse lui se potesse tornare indietro la applicherebbe.
PS: niente vieta, credo, di frequentare un corso o qualcosa del genere e acquisire competenze e titoli per accedere al tetto.
Anche su leggi e leggine... molte sono fatte solo per far spendere soldi agli onesti e far continuare i furbi a fare quello che vogliono.
MA la sicurezza non la metto tra quelle. E chiariamo, lo sapete no...io mi prendo i miei rischi, credo di farlo con un minimo di conoscenze ma metto mano a impianto elettrico, pacco batterie a 240V e altro.
Sui tetti sono prevenuto forse perché ho un po' di vertigini
o forse perché non posso dimenticare il collega morto a 30 anni mentre potava un cipresso, che tra l'altro al sud sono usati solo nei cimiteri e non nei giardini di casa
E' un discorso simile, lui era libero di uccidersi salendo su una scala senza dispositivi di sicurezza e senza grossa esperienza? Lui pensava di averla intendiamoci, era figlio di contadini e lo faceva da anni.
Forse qualcuno nella sua famiglia prende una pensione a spese nostre, ma il punto non è solo quello: ha lasciato dolore, e ha privato la società e la ditta dove lavorava di un ingegnere capace e giovane, che era tra l'altro costato per la sua formazione.
Io sono sicuro che esisterà una norma pure riguardo la potatura degli alberi (forse la stessa dei tetti). Si può vederla, ed è, un limite alla libertà individuale, e un modo per farti spendere soldi... ma forse lui se potesse tornare indietro la applicherebbe.
PS: niente vieta, credo, di frequentare un corso o qualcosa del genere e acquisire competenze e titoli per accedere al tetto.
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Spiacente per il tuo amico, sono sempre storie tristi e se ne sentono davvero troppe.
Aggiungo solo, lo avevo omesso, che il condominio può nominare un tecnico "di fiducia" quindi solo lui può accedere al tetto o deve almeno sorvegliare i lavori degli altri tecnici. Qualcosa a che fare con "e se poi il tuo tecnico rompe le nostre cose?"
ciao ancora.
niente vieta, credo, di frequentare un corso o qualcosa del genere e acquisire competenze e titoli per accedere al tetto.
Aggiungo solo, lo avevo omesso, che il condominio può nominare un tecnico "di fiducia" quindi solo lui può accedere al tetto o deve almeno sorvegliare i lavori degli altri tecnici. Qualcosa a che fare con "e se poi il tuo tecnico rompe le nostre cose?"
ciao ancora.

Più so e più mi accorgo di non sapere.
Qualsiasi cosa abbia scritto, tieni presente che sono ancora al mio primo rocchetto di stagno.
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Sjuanez, premesso che non capisco un cavolo di leggi, ogni tanto ci ragiono e leggo per beghe condominiali.
Il regolamento condominiale non può violare le leggi, quindi può essere solo più restrittivo se l'assemblea lo approva all'unanimità. E a volte neanche quello, a volte ulteriori leggi chiariscono per esempio che i condomini non possono vietare di teneer animali domestici..
Quindi, riguardo il tetto condominiale non avrei dubbi, oltre le leggi l'amministratore è responsabile, e in quanto tale può vietare l'accesso.
Nella proprietà privata invece sarà un po' diverso, ma se la legge prevede una qualifica e dispositivi di sicurezza tu devi adeguarti pure se è proprietà privata; non credo sia corretto il ragionamento "se cerchi di non farti male è meglio", gli obblighi non si basano sulla volontarietà.
Le linee vita sono un obbligo recente, l'accesso con dispositivi di sicurezza e solo per personale qualificato è roba più vecchia
Il regolamento condominiale non può violare le leggi, quindi può essere solo più restrittivo se l'assemblea lo approva all'unanimità. E a volte neanche quello, a volte ulteriori leggi chiariscono per esempio che i condomini non possono vietare di teneer animali domestici..
Quindi, riguardo il tetto condominiale non avrei dubbi, oltre le leggi l'amministratore è responsabile, e in quanto tale può vietare l'accesso.
Nella proprietà privata invece sarà un po' diverso, ma se la legge prevede una qualifica e dispositivi di sicurezza tu devi adeguarti pure se è proprietà privata; non credo sia corretto il ragionamento "se cerchi di non farti male è meglio", gli obblighi non si basano sulla volontarietà.
Le linee vita sono un obbligo recente, l'accesso con dispositivi di sicurezza e solo per personale qualificato è roba più vecchia
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se cerchi di non farti male è meglio
questo l'ho aggiunto io per ironizzare. Intendevo dire che non sembrano esserci disposizioni, o almeno il mio amico non è stato in grado di darmele, a livello nazionale per l'accesso al proprio tetto. Tutto qua.
Sulla gerarchia delle fonti: legge batte regolamento condominiale non ci piove.

Più so e più mi accorgo di non sapere.
Qualsiasi cosa abbia scritto, tieni presente che sono ancora al mio primo rocchetto di stagno.
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L'OP ha posto una questione che, per estensione, è possibile generalizzare senza, per altro, andare OT, almeno mi pare.
Col proposito di rimanere agganciato alla "natura" del sito ho, come altri, dato evidenza alla questione della sicurezza: l'ambiente condominiale può di fatto divenire luogo di lavoro per un professionista e se escludiamo attività relative all'edilizia, l'impiantistica, certamente, viene esercitata anche in aree condominiali "comuni" quali lo sono i tetti.
L'aspetto della sicurezza implica a sua volta definizioni di ruoli e assunzioni di responsabilità che, per queste realtà, investe l'amministratore nell'esercizio della sua funzione quindi anche nell'applicazione di delibere assembleari.
Se il tetto, pur essendo un bene comune (infatti tutti devono contribuire alle spese relative), è classificato, viene ritenuto (la definizione del criterio è altra questione ma, per esempio, per un tetto a spiovente non credo ci sia da elucubrare più di tanto) una zona "pericolosa", riscrivo, a mio parere come avevo già riportato, per tale superficie deve essere negato l'accesso.
Il divieto può anche essere materialmente esercitato ponendo sotto chiave il varco (solitamente anch'esso presente nell'area comune).
Questo divieto prevale, e ne sono convinto, rispetto al presunto diritto di un condomino di potervi/volervi accedere a prescindere.
A prescindere no, non può, perché non può essere lui a stabilire a quali responsabilità il referente, cioè l'amministratore, può rinunciare e a quali rischi deve esporlo.
Può essere autorizzato ad accedere alla superficie chi ha titolo per farlo e quindi, generalmente, per motivi di lavoro (manutenzione ordinaria, straordinaria o semplici verifiche).
A volte poi bisogna anche fare attenzione a queste situazioni perché in casi estremi si possono alimentare dei paradossi; a titolo di esempio si può dare un'occhiata qui.
Preciso di non averne ancora verificato la veridicità ma, non dovessero essere riscontrate incoerenze, mi pare emblematico.
Chi si occupa per esempio di impiantistica e nello specifico di installazione di impianti per la ricezione televisiva, leggendo questo thread penso potrebbe riportare casi e aneddoti tra i più disparati.
Nel caso di una abitazione privata e indipendente ritengo che condomino(proprietario) e amministratore coincidano con la medesima persona che, nell'esercizio dei propri diritti, può accedere al tetto quando le pare e piace: il come è un altro discorso, cosi come lo sono appunto i rischi ai quali si espone volontariamente.
E', mi pare nella sostanza, quanto avevo scritto nel mio primo Post in risposta all'OP.
Saluti
Col proposito di rimanere agganciato alla "natura" del sito ho, come altri, dato evidenza alla questione della sicurezza: l'ambiente condominiale può di fatto divenire luogo di lavoro per un professionista e se escludiamo attività relative all'edilizia, l'impiantistica, certamente, viene esercitata anche in aree condominiali "comuni" quali lo sono i tetti.
L'aspetto della sicurezza implica a sua volta definizioni di ruoli e assunzioni di responsabilità che, per queste realtà, investe l'amministratore nell'esercizio della sua funzione quindi anche nell'applicazione di delibere assembleari.
Se il tetto, pur essendo un bene comune (infatti tutti devono contribuire alle spese relative), è classificato, viene ritenuto (la definizione del criterio è altra questione ma, per esempio, per un tetto a spiovente non credo ci sia da elucubrare più di tanto) una zona "pericolosa", riscrivo, a mio parere come avevo già riportato, per tale superficie deve essere negato l'accesso.
Il divieto può anche essere materialmente esercitato ponendo sotto chiave il varco (solitamente anch'esso presente nell'area comune).
Questo divieto prevale, e ne sono convinto, rispetto al presunto diritto di un condomino di potervi/volervi accedere a prescindere.
A prescindere no, non può, perché non può essere lui a stabilire a quali responsabilità il referente, cioè l'amministratore, può rinunciare e a quali rischi deve esporlo.
Può essere autorizzato ad accedere alla superficie chi ha titolo per farlo e quindi, generalmente, per motivi di lavoro (manutenzione ordinaria, straordinaria o semplici verifiche).
A volte poi bisogna anche fare attenzione a queste situazioni perché in casi estremi si possono alimentare dei paradossi; a titolo di esempio si può dare un'occhiata qui.
Preciso di non averne ancora verificato la veridicità ma, non dovessero essere riscontrate incoerenze, mi pare emblematico.
Chi si occupa per esempio di impiantistica e nello specifico di installazione di impianti per la ricezione televisiva, leggendo questo thread penso potrebbe riportare casi e aneddoti tra i più disparati.
Nel caso di una abitazione privata e indipendente ritengo che condomino(proprietario) e amministratore coincidano con la medesima persona che, nell'esercizio dei propri diritti, può accedere al tetto quando le pare e piace: il come è un altro discorso, cosi come lo sono appunto i rischi ai quali si espone volontariamente.
E', mi pare nella sostanza, quanto avevo scritto nel mio primo Post in risposta all'OP.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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Io pure vado sul tetto di casa a maneggiar antenne ... RX per ora tra un poco magari metto anche qualche cosa in Tx (nominativo in arrivo ...patente già OK
).
Credo che il tuo amico si riferisca al Dlgs.81/08 e quindi ai lavoratori ed ai loro datori di lavoro, le parti di interesse credo possano essere prevalentemente quelle relative ai lavori in quota ed al pericolo di caduta dall'alto (ad esempio Titolo IV, capo 2 o i vari allegati..). Con Google sutto 'coso' 81 oppure caduta dall'alto trovi di tutto.
Io ho preso una imbragatura ed uno smorzatore, poi mi piacerebbe avere una life-line ma anche un bel palo telescopico in giardino non sarebbe male ... peccato che per l'estetica non mi sia permesso
senno ..
Ciao, Fabio
). Credo che il tuo amico si riferisca al Dlgs.81/08 e quindi ai lavoratori ed ai loro datori di lavoro, le parti di interesse credo possano essere prevalentemente quelle relative ai lavori in quota ed al pericolo di caduta dall'alto (ad esempio Titolo IV, capo 2 o i vari allegati..). Con Google sutto 'coso' 81 oppure caduta dall'alto trovi di tutto.
Io ho preso una imbragatura ed uno smorzatore, poi mi piacerebbe avere una life-line ma anche un bel palo telescopico in giardino non sarebbe male ... peccato che per l'estetica non mi sia permesso
senno .. Ciao, Fabio
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