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Capitolo 37 - impianti elettronici

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[21] Re: Capitolo 37 - impianti elettronici

Messaggioda Foto UtenteMike » 16 ago 2015, 2:33

angus ha scritto:Se però vogliamo dirla tutta... anche solo per predisporre tubi, cassette e scatole ci vuole (un minimo) di progettazione... per lo meno avere idea di cosa ci andrà dentro. Come si regola l'installatore elettrico che non ha idea del tipo di impianto TV/telefonico/dati/allarme sarà installato?


Su un residenziale è difficile non sapere come disporre le dotazioni degli impianti elettronici, TV, telefonico, dati e antintrusione.

angus ha scritto:Se scrive che l'impianto è conforme alla 64-8 livello 2 (ad esempio) e poi il resto degli impianti non verranno mai realizzati (anche se lui li ha predisposti), dichiara il falso?


No, nemmeno per sogno.

angus ha scritto:E se scrive che l'impianto non è conforme, quando poi verranno realizzati come "aggiunge" la conformità alla norma?
:roll:


Appunto. L'elettrico predispone, redige la DICO livello 2, consegna, incassa, ringrazia e saluta. Poi arriverà l'elettronico, che redigerà le DICO relative, nelle quali farà riferimento alla DICO dell'elettricista.
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[22] Re: Capitolo 37 - impianti elettronici

Messaggioda Foto UtenteLipari » 16 ago 2015, 12:31

L'installatore elettrico deve comunque predisporre tubi, cassette e scatole necessari per gli impianti elettronici.

Ipotizziamo la situazione più semplice: un cliente che costruisce la sua casa.
Questi è il primo a volere le predisposzioni perché è casa sua, perché dopo non si potrà più fare, perché il valore dell'immobile può aumentare ecc..ecc...quindi sotto questo punto di vista è una norma perfettamente inutile.
Ma andiamo oltre ed immaginiamo una situazione irreale: un cliente che non vuole le predisposzioni e che anzi (la scrivo grossa!) vuole solo un interruttore (con a fianco una presa) ed una semplice lampada per stanza.
Che si fa? Se il lavoro è fatto bene si rilascia la DiCO se è fatto malissimo si fa altrettanto perché chi esegue un lavoro è sempre convinto di farlo bene.
Non si può però rilasciare il livello di prestazione.
Ecco, questa non l'ho mai capita.
Se compro casa non mi fiderei certo delle carte ma ispezionerei casa (e tanti salluti al livello di prestazione) da cima a fondo ed una volta acquistatala chiamerei il mio elettrecista per mettermi al sicuro ( e tanti saluti alla DiCo).
Ci sono molte cose che mi sfuggono.
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[23] Re: Capitolo 37 - impianti elettronici

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 25 ago 2015, 13:58

Titolo: l'impianto elettronico ad uso residenziale e la nonna di Mike (:-D)

Considerando che l'impiantistica elettronica ha una crescita decisamente rapida, mettere scatole e tubi in modo opportuno è un bel plus per una casa nuova.

Se parliamo dei "livelli di impianto" immagino che effettivamente si possa pensare una predisposizione di massima con un minimo di fantasia.Dico immagino perché il CEI avrebbe a) potuto fare uno sforzo maggiore oppure b) non fare nessuno sforzo e quindi personalmente propongo io quello che credo sia la soluzione migliore/più sensata.
Non credo ci voglia un veggente a capire che n. 2 prese dati in una abitazione di 100mq sono o troppe (il doppio del minimo nel senso che viaggio w-less e mi servono punti presa adeguatamente collocati) o troppo poche (che non ce lo mettiamo internet nelle camere dei bambini? e per la TV via internet? ed il VOIP no? e l'ufficio di papà che lo facciamo scollegato?)

Se vogliamo fare una cosa ben fatta con un minimo di lungimiranza forse la nonna di Mike (che stimo a prescindere) nella sua saggezza aprirebbe gli occhi e passerebbe la mano al "tizio" che capisce qualcosa di cablaggio strutturato.
Se vogliamo rispettare la norma, beh ecco la benda..
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[24] Re: Capitolo 37 - impianti elettronici

Messaggioda Foto UtenteMike » 25 ago 2015, 17:55

Foto UtenteSerafino il punto è proprio questo: il capitolo 37 è una grande minchiata. Mi spiego. Al giorno d'oggi nel residenziale non esiste un impianto standard, almeno che non si facciano palazzine popolari con dotazioni standard decise dall'ente che le costruirà. Per tutto il resto la varietà è massima: dal condominio con miniappartamenti di vacanza alla villa del Brambilla. Chi decide quali siano le dotazioni e gli impianti da realizzare? CHI PAGA, ha tutto il diritto di definire quali siano le dotazioni minime e gli impianti che realizzerà o predisporrà. Ora, mi può star bene un capitolo 37 che fornisca delle indicazioni al quale CHI PAGA può decidere di aderire in maniera volontaria, sapendo che seguendo quelle indicazioni le può spendere commercialmente come un plus per CHI COMPRA, ma non che diventi un obbligo che metta in discussione la conformità alla norma stessa come dicono taluni, equiparando requisiti prestazionali con requisiti di sicurezza.
Tornando agli impianti elettronici, mia nonna è troppo evoluta, ma una nonna qualsiasi è in grado di predisporre le dotazioni (scatole e tubi vuoti) per l'eventuale cablaggio strutturato senza coinvolgere nessun tecnico, ma chiedendo a CHI PAGA cosa vuole per lui o per CHI COMPRA. Ci sarà la TV via cavo? Aggiungiamo una 503 a fianco della presa TV. Vuoi la rete dati in tutte le camere? Aggiungi una 503 a fianco delle prese TV in camera o prese elettriche per scrivania o a fianco della testa letto. E così via! Definita la destinazione d'uso del locale le dotazioni sono facilmente individuabili dall'elettricista e non serve alcun esperto di cablaggio strutturato. Questo ovviamente per le case normali, se poi parliamo di ville di un certo livello, il problema non si pone mai perché c'è il progettista.
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[25] Re: Capitolo 37 - impianti elettronici

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 25 ago 2015, 18:19

Mike ha scritto:Foto UtenteSerafino CHI PAGA, ha tutto il diritto di definire quali siano le dotazioni minime e gli impianti che realizzerà o predisporrà.

Mi sembra un ottimo riassunto!
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[26] Re: Capitolo 37 - impianti elettronici

Messaggioda Foto Utente6367 » 25 ago 2015, 21:41

Mike ha scritto:Chi decide quali siano le dotazioni e gli impianti da realizzare? CHI PAGA, ha tutto il diritto di definire quali siano le dotazioni minime e gli impianti che realizzerà o predisporrà.


Chi paga?
Mi sembra sia un po' troppo semplificativo.

L'impianto elettrico non è un oggetto a sè stante ma è un accessorio inseparabile di una abitazione, il cui valore è del tutto irrisorio rispetto a quello dell'intera abitazione. Il mercato dell'impianto elettrico è fortemente dominato da quello edile.

Chi paga e commissiona l'impianto, spesso, è il costruttore edile, non l'utilizzatore finale. Troppe volte in abitazioni nuove ho visto impianti ridotti ai minimi termini, direi "sbagliati", sia pure "a norma". Cosa si fa se l'impianto elettrico che ti trovi è minimale? rinunci all'acquisto della casa? e se dei limiti del tuo impianto te ne accorgi dopo l'uso? Come diceva il buon Carrescia, si potrebbe vendere un impianto elettrico a norma costituito da una sola presa e da una sola luce, e nessuno potrebbe contestarlo.

Senza poi dimenticare che le case e gli impianti elettrici sono destinati a durare negli anni, a essere vendute e affittate. Decide la qualità dell'impianto elettrico chi per primo lo ha acquistato e gli altri si adeguano?

Anche quando l'utente finale può commissionare e pagare il suo impianto elettrico direttamente all'impiantista, le cose non sempre vanno molto meglio. Gli impianti elettrici si acquistano a corpo: che funzioni, che sia "a norma". L'utente finale, di solito, è molto esperto nello scegliere le placchette alla moda, in alcuni casi (non sempre) anche il numero di prese necessarie. Tuttavia se solo dovesse esprimersi sul numero di circuiti, sulla selettività o sui kW, probabilmente farebbe scena muta lasciando tutto alla discrezionalità dell'elettricista. Il quale elettricista difficilmente avrebbe vantaggio a spingere per un impianto un po' più sofisticato del minimo necessario, ma al contrario avrebbe tutto l'interesse a proporre un preventivo il più basso possibile.

Ma c'è di più. Conosco anche casi ove l'acquirente finale, non tecnicamente sprovveduto, ha tentato di chiedere un impianto elettrico un po' sosfisticato, specificando un centralino ricco, un certo numero di circuiti, ecc. Si è sentito opporre un rifiuto: gli impianti li facciamo così, le opzioni previste sono solo questa e quest'altra. Non possiamo fare impianti personalizzati. Se lo vuole diverso, dopo lo consegna, se lo farà rifare da un altro elettricista.

Mike ha scritto:Ora, mi può star bene un capitolo 37 che fornisca delle indicazioni al quale CHI PAGA può decidere di aderire in maniera volontaria, sapendo che seguendo quelle indicazioni le può spendere commercialmente come un plus per CHI COMPRA, ma non che diventi un obbligo che metta in discussione la conformità alla norma stessa come dicono taluni, equiparando requisiti prestazionali con requisiti di sicurezza.


Nulla è perfetto, soprattutto il capitolo 37. Tuttavia il livello 1, ricordando sempre che si parla di impianti in case nuove o completamente rifatti con ritrutturazione edile (quindi sono esclusi miglioramenti, aggiornamenti, rifacimenti parziali, ecc), non mi sembra contenga requisiti eccessivi anche per una abitazione modesta.
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[27] Re: Capitolo 37 - impianti elettronici

Messaggioda Foto UtenteMike » 26 ago 2015, 9:46

Tutto corretto Foto Utente6367, l'impresa edile è quella che comanda, questo da sempre. E la cosa assurda è che un installatore deve essere qualificato mentre l'impresario edile può essere chiunque. Quindi il problema sta a monte, le imprese edili qualificate hanno la competenza impiantistica e non si sognerebbero di realizzare un'abitazione che non ha le dotazioni minime per essere usufruibile e il tutto viene be descritto nei capitolati di vendita. Come al solito in itaGlia si adottano provvedimenti sempre più stringenti per arginare dei fenomeni che continueranno a esistere ma mettono i bastoni tra le ruote di chi invece lavora correttamente.
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[28] Re: Capitolo 37 - impianti elettronici

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 26 ago 2015, 10:22

Il livello 1 è corretto perché non contiene niente...
Sono il livello 2 e 3, ovvero quelli dove bisogna metterci della fantasia, che non stanno bene dove sono.
Bastava scrivere che tutte le abitazioni devono avere almeno le predisposizioni del livello 1 ed il problema è risolto.
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[29] Re: Capitolo 37 - impianti elettronici

Messaggioda Foto UtentePierluigi2002 » 26 ago 2015, 10:45

Ma c'è di più. Conosco anche casi ove l'acquirente finale, non tecnicamente sprovveduto, ha tentato di chiedere un impianto elettrico un po' sosfisticato, specificando un centralino ricco, un certo numero di circuiti, ecc. Si è sentito opporre un rifiuto: gli impianti li facciamo così, le opzioni previste sono solo questa e quest'altra. Non possiamo fare impianti personalizzati. Se lo vuole diverso, dopo lo consegna, se lo farà rifare da un altro elettricista.


Gli impianti li facciamo cosi
viene detto dall'impresa edile, o da l'impresa impiantistica.
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[30] Re: Capitolo 37 - impianti elettronici

Messaggioda Foto Utente6367 » 26 ago 2015, 10:59

Pierluigi2002 ha scritto: viene detto dall'impresa edile, o da l'impresa impiantistica.


Da entrambi.

Ad essere sincero, io stesso mi sono imbattutto in elettricisti che suggeriscono impianti al ribasso al cliente che voleva qualcosa di più:
- due differenziali? inutili
- tre circuiti? più che sufficienti
- predisposizione 6 kW? con quello che costa l'elettricità in Italia non si userà mai
- prese schuko? brutte e ingombranti, tanto ci sono gli adattatori
ecc ecc
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