Mike ha scritto:Chi decide quali siano le dotazioni e gli impianti da realizzare? CHI PAGA, ha tutto il diritto di definire quali siano le dotazioni minime e gli impianti che realizzerà o predisporrà.
Chi paga?
Mi sembra sia un po' troppo semplificativo.
L'impianto elettrico non è un oggetto a sè stante ma è un accessorio inseparabile di una abitazione, il cui valore è del tutto irrisorio rispetto a quello dell'intera abitazione. Il mercato dell'impianto elettrico è fortemente dominato da quello edile.
Chi paga e commissiona l'impianto, spesso, è il costruttore edile, non l'utilizzatore finale. Troppe volte in abitazioni nuove ho visto impianti ridotti ai minimi termini, direi "sbagliati", sia pure "a norma". Cosa si fa se l'impianto elettrico che ti trovi è minimale? rinunci all'acquisto della casa? e se dei limiti del tuo impianto te ne accorgi dopo l'uso? Come diceva il buon Carrescia, si potrebbe vendere un impianto elettrico a norma costituito da una sola presa e da una sola luce, e nessuno potrebbe contestarlo.
Senza poi dimenticare che le case e gli impianti elettrici sono destinati a durare negli anni, a essere vendute e affittate. Decide la qualità dell'impianto elettrico chi per primo lo ha acquistato e gli altri si adeguano?
Anche quando l'utente finale può commissionare e pagare il suo impianto elettrico direttamente all'impiantista, le cose non sempre vanno molto meglio. Gli impianti elettrici si acquistano a corpo: che funzioni, che sia "a norma". L'utente finale, di solito, è molto esperto nello scegliere le placchette alla moda, in alcuni casi (non sempre) anche il numero di prese necessarie. Tuttavia se solo dovesse esprimersi sul numero di circuiti, sulla selettività o sui kW, probabilmente farebbe scena muta lasciando tutto alla discrezionalità dell'elettricista. Il quale elettricista difficilmente avrebbe vantaggio a spingere per un impianto un po' più sofisticato del minimo necessario, ma al contrario avrebbe tutto l'interesse a proporre un preventivo il più basso possibile.
Ma c'è di più. Conosco anche casi ove l'acquirente finale, non tecnicamente sprovveduto, ha tentato di chiedere un impianto elettrico un po' sosfisticato, specificando un centralino ricco, un certo numero di circuiti, ecc. Si è sentito opporre un rifiuto: gli impianti li facciamo così, le opzioni previste sono solo questa e quest'altra. Non possiamo fare impianti personalizzati. Se lo vuole diverso, dopo lo consegna, se lo farà rifare da un altro elettricista.
Mike ha scritto:Ora, mi può star bene un capitolo 37 che fornisca delle indicazioni al quale CHI PAGA può decidere di aderire in maniera volontaria, sapendo che seguendo quelle indicazioni le può spendere commercialmente come un plus per CHI COMPRA, ma non che diventi un obbligo che metta in discussione la conformità alla norma stessa come dicono taluni, equiparando requisiti prestazionali con requisiti di sicurezza.
Nulla è perfetto, soprattutto il capitolo 37. Tuttavia il livello 1, ricordando sempre che si parla di impianti in case nuove o completamente rifatti con ritrutturazione edile (quindi sono esclusi miglioramenti, aggiornamenti, rifacimenti parziali, ecc), non mi sembra contenga requisiti eccessivi anche per una abitazione modesta.