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Ventilazione 380 V o 220 V ?

Trasformatori, macchine rotanti ed azionamenti

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[31] Re: Ventilazione 380 V o 220 V ?

Messaggioda Foto UtenteGustav » 19 ago 2015, 22:47

flori2 ha scritto:Come mai? Me lo puoi spiegare per favore?

La narrativa del caso vuole che un semplice inverter V/f, per pompe e ventilatori sia l'ideale per la loro regolazione, in quanto la curva dell'energia assorbita dalla rete si avvicina a quella ideale.
Le mie affermazioni nascono dall'assunzione che la narrativa del setore sia corretta. Qui un quaderno ABB che riassume le cose.
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[32] Re: Ventilazione 380 V o 220 V ?

Messaggioda Foto UtenteGustav » 19 ago 2015, 22:54

Il mio intervento voleva appunto affermare che nel caso in speciè è molto meglio l'applicazione dell'inverter, invece del variatore a gradini di tensione che da n punto di visa energetico è un aborto. Tuttavia, negli impianti di allevamento intensivo si vedono sempre regolatori a gradini di tensione, raramente con soft-starter, e quasi mai con inverter.
L'allevatore di solito preferisce la continuità di servizio invece di pochi euro di differenza sulla bolletta, perché questi allevamenti hanno il brutto difetto che, in caso di fermo di qualche servizio essenziale, danno una perdita economica enormemente elevata.
Credo siano queste le regole che tengono in equilibrio questo settore e, siccome chi fa questi allevamenti intensivi nulla sa di inverter e loro manutenzione, preferiscono il traformatore che va sempre, piuttosto che un inverter che, se mal raffreddato, lascia tutti a piedi. La coppia inverter, motore ben dimensionati non danno problemi in più rispetto ad un semplie trasfortatore multi prea, ma un inverter mal raffreddato e manutenuto, (spolverato e vogliamo), lascia a piedi entro pochi mesi di vita.
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[33] Re: Ventilazione 380 V o 220 V ?

Messaggioda Foto Utenteflori2 » 20 ago 2015, 8:39

Gustav ha scritto:
flori2 ha scritto:Come mai? Me lo puoi spiegare per favore?

La narrativa del caso vuole che un semplice inverter V/f, per pompe e ventilatori sia l'ideale per la loro regolazione, in quanto la curva dell'energia assorbita dalla rete si avvicina a quella ideale.
Le mie affermazioni nascono dall'assunzione che la narrativa del setore sia corretta. Qui un quaderno ABB che riassume le cose.


Alla fine dei conti il risparmio avviene solo perché c'è la modulazione dei giri (la potenza varia con il cubo della velocità). Parlano di controllo a coppia costrate-quadratica-lineare e cosi via, ma il succo è la variazione dei giri del motore.
Un motore asincrono sotto inverter consumerà sempre di più rispetto ad uno identico alimentato da rete agli stessi giri e stessa tensione. In più per avere cosFI=1 il consumo dell'inverter è ancora più alto per via dello stadio PFC che ha un rendimento del 95% tipico. 95% l'inverter con 95% PFC fa 90% di rendimento gruppo.
Poi nel link la ABB accoppia all'inverter un motore ad alta efficienza rispetto al motore ad alimentazione diretta. In realta la normativa permette che in commercio ci siano solo motori IE3, ma se venduti accoppiati ad inverter allora possono essere anche IE2!
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[34] Re: Ventilazione 380 V o 220 V ?

Messaggioda Foto UtenteRisso79 » 20 ago 2015, 14:51

. Tuttavia, negli impianti di allevamento intensivo si vedono sempre regolatori a gradini di tensione, raramente con soft-starter, e quasi mai con inverter.
L'allevatore di solito preferisce la continuità di servizio invece di pochi euro di differenza sulla bolletta, perché questi allevamenti hanno il brutto difetto che, in caso di fermo di qualche servizio essenziale, danno una perdita economica enormemente elevata.

Vedo che te ne intendi....in questi ambiti l'inverter e i potenziometri si disintegrano , si per poca manutenzione ma sobratutto per gli ambienti corrosivi.
Ho visto teleruttori andarsene dopo un mese :shock:
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[35] Re: Ventilazione 380 V o 220 V ?

Messaggioda Foto Utenteattilio » 22 ago 2015, 12:50

Attilio ha scritto:Il trasformatore varia esclusivamente il livello di tensione, come fai a variare la velocità del motore agendo solo sulla tensione? (senza nuocere al motore si intende)
Forse mi sfugge qualcosa...

Sì mi sfuggiva qualcosa di molto grosso sorry l'aumento dello scorrimento al diminuire della tensione, grazie ad Foto Utenteelettroigor per avermelo fatto notare :ok: In realtà avevo anche dubbi sulle sollecitazioni termiche del motore, forse non proprio tutti gli asincroni si prestano al caso (o no?).

In proposito ricordavo solamente il sistema che riduceva sì la tensione ma tramite l'interposizione di resistenze reostatiche, con le non proprio trascurabili perdite (dissipazione di energia in calore) del sistema.
Non ho esperienza nella ventilazione, quindi è probabile che anche nonostante il sistema sia abbastanza "arcaico", esso possa essere in relazione alle potenze in gioco da ritenersi "accettabile" (forse!) se il pregio è la sua "assenza di manutenzione".

E scusate per la cazzata!
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[36] Re: Ventilazione 380 V o 220 V ?

Messaggioda Foto Utenteflori2 » 22 ago 2015, 12:58

Viando i giri del motore asincrono variando solo la tensione applicata è il metodo piu innefficace che si possa fare.
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[37] Re: Ventilazione 380 V o 220 V ?

Messaggioda Foto Utenteattilio » 22 ago 2015, 13:00

Era quello che credevo, ma leggendo questa discussione sembra che negli allevamenti si usi fare così.
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[38] Re: Ventilazione 380 V o 220 V ?

Messaggioda Foto UtenteRisso79 » 23 ago 2015, 11:52

Diciamo che questo tipo di sistema e' il base per avere una possibilità di regolazione di velocità...poi c è a inverte oppure anche con plc comandato a distanza...ormai fanno di tutto bastano €€€€
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[39] Re: Ventilazione 380 V o 220 V ?

Messaggioda Foto UtenteDarioDT » 24 ago 2015, 11:18

Attilio ha scritto:Non ho esperienza nella ventilazione, quindi è probabile che anche nonostante il sistema sia abbastanza "arcaico", esso possa essere in relazione alle potenze in gioco da ritenersi "accettabile" (forse!) se il pregio è la sua "assenza di manutenzione".


Effettivamente il sistema l'ho visto usare esclusivamente in ambito ventilazione, sopratutto per ventilatori elicoidali e basse pressioni statiche (la coppia si riduce con il quadrato della tensione).
La regolazione della condensazione nei gruppi frigoriferi e pompe di calore e tutta fatta così anche con prodotti sofisticati:
http://www.carel.it/cut-phase-speed-controllers/-/journal_content/56_INSTANCE_i4q5KIMLInKK/10191/44747

Ora si incominciano ad usare motori EC e quindi il discorso cambia.
Ciao,
Dario
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