Attilio ha scritto:A margine di questa discussione, eventualmente aprendone una specifica, si potrebbe discutere su pregi e difetti, su benefici e inefficienze dei vari sistemi, partendo magari da un analisi "storica" e soprattutto (ma qui è un po' difficile) fornendo dati e numeri oggettivi. Anche considerazioni che vadano oltre la pura questione "accademica".
Io non sono un giramondo, e non voglio impelagarmi in impegnative ricerche on line, ma ci sarà qualche esperto che ha avuto modo di vedere dal vivo i sistemi di distribuzione tipo quello Norvegese (IT) e di farsi un'idea dei risvolti impiantistici "nella pratica". Provo a chiamare in causa anche
6367, che mi pare ne sappia abbastanza

Una analisi storica mi risulta un po' difficile, anche se qualcosa deve già essere stato scritto.
Quindi ecco qualche nota veloce.
Io credo che il TN moderno sia nato nel 1891 con il celebre impianto di Francoforte, quello per intenderci che ha dato il via all'impiego industriale della corrente alternata ma che era già stata scoperta da decenni.
I vantaggi del TN penso che siano noti a tutti: un guasto a massa si trasforma in un corto circuito, grande vantaggio quando non esistevano gli interruttori differenziali.
D'altro canto il TN presentava un problema: se a qualunque livello il neutro si interrompeva, anche in assenza di guasto le masse assumevano una tensione pericolosa, e questo pericolo aumentava tanto più era vasta la rete.
Di conseguenza per il TN era necessario ricorrere a messe a terra multiple. Un problema non solo per il distributore pubblico che deve garantire assolutamente la messa a terra del neutro, ma anche per tutti gli utenti alimentati che in molti casi sono obbligati a un dispersore di terra locale (eventualmente anche solo l'impianto idrico). Fu anche opportuno a livello di utente separare il conduttore di neutro da quello di protezione (TN-S) visto che i due cavi hanno funzioni e caratteristiche diverse. Uno destinato a condurre correnti anche in assenza di guasto, soggetto a fluttuazioni di tensione ed aventualmente a interruzioni senza rischi. L'altro assolutamente non interrompibili e incollato al potenziale di terra locale.
In alcuni paesi (Italia, Francia, Spagna, Olanda...), si preferì passare al TT per la distribuzione pubblica per separare completamente neutro e protezione, senza responsabilità per il distributore e per i vicini di casa. La cosa era ormai facile per la disponibilità degli interruttori differenziali.
Del resto gli interruttori differenziali si usano spesso anche in TN: per la protezione addizionale e per i rischi di incendio in caso di guasti non franchi.
Un problema per il TN è la corrente di guasto a terra che ovviamente è molto maggiore che in TT cosa che richiede qualche vincolo nella scelta die dispositivi di interruzione.
L'IT per la distribuzione pubblica si usa solo in Norvegia, neanche dappertutto. In realtà è un quasi TT (neutro messo a terra in cabina con impedenza). L'utente domestico ha l'obbligo di interruzione al primo guasto tramite differenziale la cui corrente differenziale di intervento è stabilità secondo la norma impianti locale. Un altro problema è la necessità di usare interruttori 2P. Tuttavia è considerato un sistema particolarmente sicuro: non solo in termini di continuità di servizio (in caso di guasto prima del contatore) ma anche perché la corrente di guasto a terra è intrinsecamente limitata.