
telecomandare a distanza
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jordan20
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Ciao , alimento il motoriduttore con batteria da 6 volt ,quelle da allarme sirena antifurto , per capirci..... grazie ancora x la disponibilità ,a presto....poi farò sapere com ' è andata... 

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Nelle batterie al piombo il valore nominale della cella è 2V, quindi una 6V è composta da 3 celle.
Ma quando si ricaricano, a seconda del tipo di ricarica, si arriva a 2,3-2,4V per cella. In pratica a fine carica ti potresti ritrovare anche 7,2V. Direi un po' troppi per qualsiasi "logica" progettata per i 5V.
Il "trucco" del diodo funzionerebbe solo se la corrente diretta è vicina a quella nominale del diodo, in questo moto puoi aspettarti i 0,7V di caduta, ma per correnti molto basse la caduta potrebbe essere molto minore = metodo sconsigliato.
Allora la soluzione professionale è usare un bel regolatore a 5V nelle versioni LDO (low-dropout) che ti garantiscono i 5V stabili con poco più di 5,1V in entrata.
Giusto per citarne uno: LP2950**-5.0
Bye
Ser.Tom
Ma quando si ricaricano, a seconda del tipo di ricarica, si arriva a 2,3-2,4V per cella. In pratica a fine carica ti potresti ritrovare anche 7,2V. Direi un po' troppi per qualsiasi "logica" progettata per i 5V.
Il "trucco" del diodo funzionerebbe solo se la corrente diretta è vicina a quella nominale del diodo, in questo moto puoi aspettarti i 0,7V di caduta, ma per correnti molto basse la caduta potrebbe essere molto minore = metodo sconsigliato.
Allora la soluzione professionale è usare un bel regolatore a 5V nelle versioni LDO (low-dropout) che ti garantiscono i 5V stabili con poco più di 5,1V in entrata.
Giusto per citarne uno: LP2950**-5.0
Bye
Ser.Tom0
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Per quanto riguarda le "protezioni"
bebos89, nessun tecnico (neppure quelli con la t minuscola dovrebbe usare un componente o un modulo senza sapere come è fatto ...
Se parliamo di semplice ricevitore (cito un prodotto italiano):
http://www.telecontrolli.com/catalogue/product/rr3.html
(vedere: Block Diagram) questo non fa altro che riportare in banda base il segnale originale prima della modulazione (AM in questo caso) e del successivo invio in RF.
E' evidente che in uscita ti ritrovi qualsiasi cosa che corrisponda per frequenza e modulazione ...
Ovvero questo oggetto riceve il segnale di qualsiasi trasmettitore venga azionato nei paraggi.
A questo modulo occorre sempre affiancare un circuito di verifica, ovvero un decodificatore che confronti il contenuto del segnale trasmesso con quello che viene considerato valido. Tanto per citare degli oggetti "commerciali: MM53200; MC 145027; HT12E ...
Oppure, nelle soluzioni proprietarie, viene usato un micocontrollore (PIC, AVR, MC98x...) che esegue decodifica, decriptatura e confronto del segnale.
Bye
Ser.Tom
Se parliamo di semplice ricevitore (cito un prodotto italiano):
http://www.telecontrolli.com/catalogue/product/rr3.html
(vedere: Block Diagram) questo non fa altro che riportare in banda base il segnale originale prima della modulazione (AM in questo caso) e del successivo invio in RF.
E' evidente che in uscita ti ritrovi qualsiasi cosa che corrisponda per frequenza e modulazione ...
Ovvero questo oggetto riceve il segnale di qualsiasi trasmettitore venga azionato nei paraggi.
A questo modulo occorre sempre affiancare un circuito di verifica, ovvero un decodificatore che confronti il contenuto del segnale trasmesso con quello che viene considerato valido. Tanto per citare degli oggetti "commerciali: MM53200; MC 145027; HT12E ...
Oppure, nelle soluzioni proprietarie, viene usato un micocontrollore (PIC, AVR, MC98x...) che esegue decodifica, decriptatura e confronto del segnale.
Bye
Ser.Tom0
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Di solito per correnti molto basse si usano i diodi da segnale tipo 1N4148 per cercare di stare più vicino possibile alla soglia del diodo e avere una buona caduta di tensione, data scarsa padronanza dell'elettronica da lui largamente dichiarata nessuno di noi ha accennato minimamente a PIC,nutchip, regolatori ecc ecc poiché penso che non abbia né voglia né modo di poterli realizzare e comunque ha chiesto qualcosa di più semplice possibile.
Certo che volendo fare qualcosa di molto più semplice potrebbe mettere un circuitino rc prima del relè in modo tale da giocare sulla lunghezza dell'impulso e non sulla frequenza (tipo farlo eccitare se tieni l'impulso per più di 2 sec) visto che difficilmente si tiene il pulsante premuto per tutto questo tempo scremerebbe la maggior parte dei disturbi dati dagli altri apparecchi. Poi ripeto non penso che voglia cimentarsi in realizzazioni da zero o modifiche.
Certo che volendo fare qualcosa di molto più semplice potrebbe mettere un circuitino rc prima del relè in modo tale da giocare sulla lunghezza dell'impulso e non sulla frequenza (tipo farlo eccitare se tieni l'impulso per più di 2 sec) visto che difficilmente si tiene il pulsante premuto per tutto questo tempo scremerebbe la maggior parte dei disturbi dati dagli altri apparecchi. Poi ripeto non penso che voglia cimentarsi in realizzazioni da zero o modifiche.
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Questa è la curva Vf vs If di un diodo 1N4148 (per gentile concessione NXP)
Come vedi, oltre ad essere legata alla temperatura (tanto che i diodi vengono usati anche come semplici ed economici sensori di temperatura) la Vf è fortemente condizionata dalla If.
Un semplice ricevitore radio assorbe pochi milliampere ed in queste condizioni la caduta sul diodo è prossima a zero.
Bye
Ser.Tom
Come vedi, oltre ad essere legata alla temperatura (tanto che i diodi vengono usati anche come semplici ed economici sensori di temperatura) la Vf è fortemente condizionata dalla If.
Un semplice ricevitore radio assorbe pochi milliampere ed in queste condizioni la caduta sul diodo è prossima a zero.
Bye
Ser.Tom
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