Buonasera a tutti.
C'è una diatriba sempre più accesa tra un installatore mio cliente e un suo committente.
In pratica l'installatore ha realizzato, cinque anni fa, l'impianto elettrico per una villetta con giardino, posando dei cavidotti per far transitare i circuiti dei servizi esterni (illuminazione, cancello, montante dal contatore posto sulla recinzione).
Adesso il proprietario di casa lamenta che, a causa di questi cavidotti, alcuni topi si sono intrufolati all'interno delll'abitazione (uno è stato trovato stecchino nella prima scatola di derivazione, quella sotto al centralino dalla quale partono i circuiti per l'esterno). Da un esame visivo fatto da due elettricisti (oltre a quello che ha realizzato l'impianto), appare che nei pozzetti esterni le guaine dei cavi sono abbastanza "rosicchiate" e nella prima cassetta interna (dove si è trovato il topo morto), anche gli isolanti dei conduttori unipolari sono danneggiati.
Il proprietario di casa sostiene, dietro consiglio degli altri due elettricisti interpellati, che l'installatore avrebbe dovuto chiudere per bene le estremità dei cavidoti con schiuma poliuretana. L'installatore, dal canto suo, risponde che ciò non è ammesso in quanto si sarebbe persa la sfilabilità dei cavi richiesta dalle norme.
Chi ha ragione? I due elettricisti interpellati dal proprietario di casa o l'elettricista che ha realizzato l'impianto che difende il requisito di sfilabilità dei cavi?
Topi e cavidotti interrati
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Mike
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Grazie mille per la puntuale risposta.
Ti dirò: l'impiego della schiuma per ripristinare la resistenza al fuoco di un compartimento antincendio attraversato da condutture elettriche è lo stesso, identico, esempio che ho fatto io questo pomeriggio all'elettricista in questione quando mi ha telefonato per raccontarmi l'accaduto...
In effetti io sostenevo che non vi era nulla in contrario, ma mi sono riservato di approfondire. Ora ne sono maggiormente sicuro e mi toccherà dare la (per lui brutta) risposta
Ti dirò: l'impiego della schiuma per ripristinare la resistenza al fuoco di un compartimento antincendio attraversato da condutture elettriche è lo stesso, identico, esempio che ho fatto io questo pomeriggio all'elettricista in questione quando mi ha telefonato per raccontarmi l'accaduto...
In effetti io sostenevo che non vi era nulla in contrario, ma mi sono riservato di approfondire. Ora ne sono maggiormente sicuro e mi toccherà dare la (per lui brutta) risposta

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Per esperienza personale, la schiuma poliuretanica fa ben poco contro i topi, quindi gli suggerisco di chiudere i cavidotti della malta da muratore,mettendo un po' di celopan nel tubo e creando un tappo con la malta
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gabrisav
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Se il problema sono i topi nei cavidotti interrati (soprattutto in impianti vecchi) allora la soluzione non è semplice. Come giustamente ha detto
gabrisav, i topi non desistono certamente davanti alla schiuma poliuretanica, se la rosicchiano tranquillamente. Inoltre, anche ammettendo di poter isolare con la schiuma il condotto, non si risolve il problema del "rosicchiamento" e conseguente deterioramento dei cavi nei pozzetti.
Esiste una soluzione che, anche se poco ortodossa, è sicuramente efficace: si riempiono i pozzetti con la ghiaia, dopo aver opportunamente installato delle griglie metalliche (con maglia di dimensioni inferiori alla pezzatura della ghiaia) sui condotti, ricavando il passaggio per i cavi (si può fare anche dopo la posa dei cavi, con una tronchesina e un po' di pazienza). Utilizzando ghiaia "tonda", di fiume, di pezzatura adeguata, il topo non può avere accesso ad alcuna parte del cavo, sia nel condotto che nei pozzetti, e contemporaneamente si ha un buon deflusso dell'acqua piovana che dovesse penetrare nei pozzetti o anche nei condotti (con la schiuma si ha l'effetto opposto nei condotti: si impedisce il deflusso).
Nel caso sia necessario un intervento di riparazione/manutenzione nei pozzetti (cosa che peraltro non si fa tutti i giorni), si perdono 5 minuti per togliere la ghiaia (e qualcosa in meno per rimetterla).
Funziona.
Esiste una soluzione che, anche se poco ortodossa, è sicuramente efficace: si riempiono i pozzetti con la ghiaia, dopo aver opportunamente installato delle griglie metalliche (con maglia di dimensioni inferiori alla pezzatura della ghiaia) sui condotti, ricavando il passaggio per i cavi (si può fare anche dopo la posa dei cavi, con una tronchesina e un po' di pazienza). Utilizzando ghiaia "tonda", di fiume, di pezzatura adeguata, il topo non può avere accesso ad alcuna parte del cavo, sia nel condotto che nei pozzetti, e contemporaneamente si ha un buon deflusso dell'acqua piovana che dovesse penetrare nei pozzetti o anche nei condotti (con la schiuma si ha l'effetto opposto nei condotti: si impedisce il deflusso).
Nel caso sia necessario un intervento di riparazione/manutenzione nei pozzetti (cosa che peraltro non si fa tutti i giorni), si perdono 5 minuti per togliere la ghiaia (e qualcosa in meno per rimetterla).
Funziona.
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Il topo non rosicchia solo per mangiare. Come quasi tutti i roditori, ha gli incisivi che crescono in continuazione, per cui rosicchiare (qualsiasi cosa gli capiti) è innanzitutto una necessità, proprio per tenere "a misura" la lunghezza degli incisivi. E ti posso assicurare che i topi rosicchiano proprio tutto (io me ne intendo di topi, basta vedere la foto del mio profilo!
).
Non metto certo in dubbio interrare direttamente i conduttori a profondità decisamente superiore a un metro e mezzo sia elimini il problema, come afferma qualcuno Tuttavia, nel caso in cui si abbia a che fare con un impianto già interrato (a bassa profondità) non è che si possa fare molto, anche perché effettivamente tali impianti si trovano spesso in uno stato disastroso.
Non metto certo in dubbio interrare direttamente i conduttori a profondità decisamente superiore a un metro e mezzo sia elimini il problema, come afferma qualcuno Tuttavia, nel caso in cui si abbia a che fare con un impianto già interrato (a bassa profondità) non è che si possa fare molto, anche perché effettivamente tali impianti si trovano spesso in uno stato disastroso.
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La rete metallica ha lo scopo di evitare che la ghiaia entri nei condotti che comunicano con il pozzetto, e nello stesso tempo permettere il deflusso di eventuale acqua presente nei condotti stessi. Si ottiene questo scegliendo una rete con "buchi" ovviamente più piccoli della dimensione dei sassi della ghiaia.
In pratica, per ognuno dei condotti del pozzetto (o gruppo di condotti affiancati) si taglia un quadrato di rete metallica zincata di dimensione tale da poter essere appoggiata sulla parete interna del tombino da cui escono/entrano i condotti, e con la tronchesina si pratica un'apertura per il passaggio dei cavi esistenti (un lato della rete dovrà essere necessariamente tagliato dal centro fino all'estremità, per far passare i cavi). Non serve fissare la rete alla parete del tombino, in quanto viene tenuta in posizione dai cavi stessi (e successivamente dalla ghiaia). Avendo la necessità di aggiungere un altro cavo, basta semplicemente togliere la rete e allargare l'apertura per il passaggio cavi.
Una curiosità: mi ero posto il problema se il topo avrebbe scavato tra i sassi per raggiungere i cavi nel pozzetto. Ma nella realtà non lo fa. Il topo non scava, probabilmente perché avverte che sotto non c'è niente da mangiare (nel senso di nutrimento) e quindi va a limarsi gli incisivi su qualcos'altro di più accessibile.
In pratica, per ognuno dei condotti del pozzetto (o gruppo di condotti affiancati) si taglia un quadrato di rete metallica zincata di dimensione tale da poter essere appoggiata sulla parete interna del tombino da cui escono/entrano i condotti, e con la tronchesina si pratica un'apertura per il passaggio dei cavi esistenti (un lato della rete dovrà essere necessariamente tagliato dal centro fino all'estremità, per far passare i cavi). Non serve fissare la rete alla parete del tombino, in quanto viene tenuta in posizione dai cavi stessi (e successivamente dalla ghiaia). Avendo la necessità di aggiungere un altro cavo, basta semplicemente togliere la rete e allargare l'apertura per il passaggio cavi.
Una curiosità: mi ero posto il problema se il topo avrebbe scavato tra i sassi per raggiungere i cavi nel pozzetto. Ma nella realtà non lo fa. Il topo non scava, probabilmente perché avverte che sotto non c'è niente da mangiare (nel senso di nutrimento) e quindi va a limarsi gli incisivi su qualcos'altro di più accessibile.
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Evidentemente mi sono spiegato male. Allego un disegnino che dovrebbe chiarire:
Nell'esempio abbiamo un pozzetto da 40 cm, due cavidotti da 100 mm, affiancati, e una griglia quadrata con lato di circa 15 mm (il disegno è approssimativo, non proprio in scala). Se la ghiaia è composta da sassi grandi all'incirca come una noce, è evidente che non può entrare nei cavidotti.
L'esempio prevede che i cavidotti, in materiale plastico, siano tagliati a filo con la parete del pozzetto.
Nell'esempio abbiamo un pozzetto da 40 cm, due cavidotti da 100 mm, affiancati, e una griglia quadrata con lato di circa 15 mm (il disegno è approssimativo, non proprio in scala). Se la ghiaia è composta da sassi grandi all'incirca come una noce, è evidente che non può entrare nei cavidotti.
L'esempio prevede che i cavidotti, in materiale plastico, siano tagliati a filo con la parete del pozzetto.
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