onire ha scritto:Sempre dalla CEI 0-21:
- La protezione contro il sovraccarico è soddisfatta dall’interruttore generale del quadro dell’unità abitativa che ha una In inferiore o uguale alla portata Iz della colonna montante (cavo di collegamento)
- La protezione contro il cortocircuito è svolta dall’interruttore automatico del gruppo di misura (In=63A) (se
è presente), se le caratteristiche del cavo sono coordinate con quelle dell’interruttore stesso
quello che non ho capito se si applica solo per le abitazioni
no, non si applica solo alle abitazioni
però secondo me, fai un ragionamento "al contrario"
normalmente si parte dal concetto che le condutture elettriche vadano protette dalle sovracorrenti, la conduttura montante (3F+N suppongo), parlando dell'impianto dello studio odontoiatrico, inizia ai morsetti d'uscita del contatore di energia e normalmente
è bene prevedere all'origine l'adeguata protezione di suddetta linea in cavo
poi però ci sono casi e casi, è ovvio che se il contatore è talmente vicino, se non addirittura interno al locale in questione, si può fare in modo di fare coincidere la protezione generale della linea, con l'interruttore generale del quadro principale di distribuzione
famosa fino alla nausea è la regola dei 3 metri dal contatore entro cui eseguire la protezione dal cortocircuito, bada che mai nessuno, spero, sia andato a fare il rilevamento col metro flessibile in mano
quella è un'indicazione che TU progettista devi contestualizzare, ricordando che il tuo obbiettivo è in ogni caso quello di realizzare un collegamento a regola d'arte tale da rendere remota al 99,9% la possibilità che un cortocircuito possa interessare il tratto "non protetto" e la cui lunghezza (1, 3 o 7 metri) è importante almeno quanto il percorso e gli attraversamenti del medesimo
poi ci sono le scuole di pensiero di...
quelli che a 3 metri e 10 cm ci metto un contenitore a parete dove capita capita perché sennò la norma...
quelli che tanto il contatore ha un magnetotermico e protegge lui la linea dal cortocircuito......e poi scoprono che trattavasi invece di sezionatore sottocarico
dopo avere valutato dove è meglio mettere la protezione generale contro le sovracorrenti, passi alla valutazione della protezione dai contatti indiretti ponendoti le solite domande... ho masse? ho una conduttura assimilabile ad un isolamento in classe II? quanto vale la tensione di contatto limite per il mio ambiente? con che tipo di carichi avrà a che fare lo studio? e poi ancora...
la resistenza di terra dell'edificio in cui lo studio ha sede, è adeguata alla corrente differenziale del dispositivo che ho scelto di installare? (ammesso che sia necessario installarne uno in origine si intende)
sono domande che ti riproporrai quando andrai a considerare le varie linee da realizzare per i vari sub-locali destinati ai riuniti, alla macchina rx, alla stanza per le sterilizzazioni, etc..
ovviamente in un caso come il tuo, l'unico consiglio che mi sento di darti è di tenere in considerazione la sez. 710 della 64-8 (che tra l'altro è stata recentemente modificata)