Masse di impianti di terra distinti protette da stesso diff.
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[11] Re: Masse di impianti di terra distinti protette da stesso d
ma tra installare un dispersore per ogni palo e fare dieci linee singolarmente protette dai contatti indiretti tramite differenziale, non fai prima a interrare una corda nuda che interconnetta i vari pali? (tra l'altro il sistema è ottimo perché oltre la corda nuda, ciascun palo aggiunge il suo contributo essendo a tutti gli effetti un dispersore di fatto)
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[12] Re: Masse di impianti di terra distinti protette da stesso d
Attilio ha scritto:ma tra installare un dispersore per ogni palo e fare dieci linee singolarmente protette dai contatti indiretti tramite differenziale, non fai prima a interrare una corda nuda che interconnetta i vari pali? (tra l'altro il sistema è ottimo perché oltre la corda nuda, ciascun palo aggiunge il suo contributo essendo a tutti gli effetti un dispersore di fatto)
Si certo stavo parlando per assurdo.
E stavo parlando di un impianto che ha corpi illuminanti non in classe 2 e con ognuno il suo dispersore non.connesso con gli altri.
Comunque non potrei a quel punto mettere corpi illuminanti in classe 2 morsettiera in classe 2 cavo in doppio isolamento e non mettere nessuna terra? È permesso?
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gabrisav
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[13] Re: Masse di impianti di terra distinti protette da stesso d
un'altra soluzione potrebbe essere avere le linee in doppio isolamento con il conduttore do terra e collegare la massa del corpo illuminante in classe I
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[14] Re: Masse di impianti di terra distinti protette da stesso d
arabino1983 ha scritto:È permesso?
è naturale!
l'installazione/coordinamento di interruttori automatici (magnetotermici o differenziali a seconda del tipo di sistema) è solo uno dei modi per garantire la protezione dai contatti indiretti, non l'unico
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[15] Re: Masse di impianti di terra distinti protette da stesso d
arabino1983 ha scritto:Scusate, mi sa che non ho capito bene... se io ho un viale con 10 lampioni con corpi illuminanti non in classe 2 ecc... con ognuno il suo dispersore di terra non connessi l'uno con l'altro, alimentati dalla solita linea e quindi dal solito differenziale non sono a norma. Giusto?
No. Un impianto già realizzato con la versione precedente della norma è tuttora valido.
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[17] Re: Masse di impianti di terra distinti protette da stesso d
Vi racconto come procede: la situazione è difficile da sintetizzare ma cercherò di essere più preciso
Si tratta di una decina di siti dove 3-4 enormi insegne illuminati sulla parte alta sono realizzati con una struttura metallica...questi singoli impianti/utilizzatori sono molto distanti tra di loro.
I lavori strutturali sono stati fatti fare da una singola ditta (che ha fatto il basamento di cemento, la struttura metallica e dalla base metallica parte il conduttore di terra che andrà al dispersore) mentre la parte impiantistica elettrica è stata affidata (probabilmente) a una decina di ditte installatrici diverse...che hanno fatto scelte diverse...alcune consultando l'eletrobestiario
Questi impianti, sono fatiscenti e in buona non sono a norma ... il committente ha richiesto una manutenzione straordinaria, che quindi comporterà il rilasciata una dico, la quale secondo me (ma correggetemi se è il caso) dovrà rispettare la normativa attuale ... e da qui è nato il discorso degli impianti di terra unici sotto un singolo diff.
(qui c'è la soluzione adottata:)
Dal preventivo si intuisce che si sostituiranno i conduttori con dei cavi 3GXX ... quindi presumo che collegheranno il Nodo di terra principale del locale di consegna con le singole terre dei dislocati impianti tramite il PE .... e avremo un impianto di terra unico .
(Qui c'è un ulteriore problema:)
Ma dato che su questo preventivo non v'è traccia del N07V-K e il percorso dei cavidotti sulla struttura è distante da dove è attaccato il conduttore di terra. L'intenzione della ditta è di sfruttare la massa metallica (che è complessa e non garantisce continuità) della struttura per equipontenzializzare il dispersore con il resto dell'impianto di terra (che "arriva" sulla singola insegna tramite il PE del cavo 3GXX nei morsetti dell' apparato di illuminazione)
Io credo che tutto questo possa andare bene solo perché effettivamente c'è il collegamento con l'impianto di terra principale... ma così alla fine non si sfrutta il locale dispersore che sarebbe sicuramente parte dell'impianto di terra se fosse collegato da un PE ???
Si tratta di una decina di siti dove 3-4 enormi insegne illuminati sulla parte alta sono realizzati con una struttura metallica...questi singoli impianti/utilizzatori sono molto distanti tra di loro.
I lavori strutturali sono stati fatti fare da una singola ditta (che ha fatto il basamento di cemento, la struttura metallica e dalla base metallica parte il conduttore di terra che andrà al dispersore) mentre la parte impiantistica elettrica è stata affidata (probabilmente) a una decina di ditte installatrici diverse...che hanno fatto scelte diverse...alcune consultando l'eletrobestiario
Questi impianti, sono fatiscenti e in buona non sono a norma ... il committente ha richiesto una manutenzione straordinaria, che quindi comporterà il rilasciata una dico, la quale secondo me (ma correggetemi se è il caso) dovrà rispettare la normativa attuale ... e da qui è nato il discorso degli impianti di terra unici sotto un singolo diff.
(qui c'è la soluzione adottata:)
Dal preventivo si intuisce che si sostituiranno i conduttori con dei cavi 3GXX ... quindi presumo che collegheranno il Nodo di terra principale del locale di consegna con le singole terre dei dislocati impianti tramite il PE .... e avremo un impianto di terra unico .
(Qui c'è un ulteriore problema:)
Ma dato che su questo preventivo non v'è traccia del N07V-K e il percorso dei cavidotti sulla struttura è distante da dove è attaccato il conduttore di terra. L'intenzione della ditta è di sfruttare la massa metallica (che è complessa e non garantisce continuità) della struttura per equipontenzializzare il dispersore con il resto dell'impianto di terra (che "arriva" sulla singola insegna tramite il PE del cavo 3GXX nei morsetti dell' apparato di illuminazione)
Io credo che tutto questo possa andare bene solo perché effettivamente c'è il collegamento con l'impianto di terra principale... ma così alla fine non si sfrutta il locale dispersore che sarebbe sicuramente parte dell'impianto di terra se fosse collegato da un PE ???
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[18] Re: Masse di impianti di terra distinti protette da stesso d
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[19] Re: Masse di impianti di terra distinti protette da stesso d
innanzi tutto buon anno!
scusate se mi sono dilungato con la descrizione ma con solo un scarno preventivo non si può mettere la mano sul fuoco su cosa verrà fuori ... e sto approfittato per ragionarci sopra prima con voi.
Per Mike,
SI nei siti in cui è presente il collettore di terra all'origine dell'impianto è possibile portare il PE fino alle lampade e risolvere tutti i problemi incontrati finora.... però restano almeno un paio di casi che inizialmente ho tralasciato dove NON (sono sicuro che) c'è un collettore di terra : non c'è proprio nessun fabbricato e l'impianto è costituito da: punto di fornitura + quadro (dove si ripartiscono le 2-3 partenze ) + le e insegne ... quindi le uniche messe a terra sono quella delle singole insegne (collegate attualmente sotto lo stesso differenziale).
E quindi esaminiamo questi ultimi casi :
.... ero un po perplesso nei riguardi della continuità galvanica tra l'eventuale morsetto di terra dell'apparato illuminante e il conduttore di terra che spunta dalla base del pilastro perché in mezzo c'è : l'asta che sorregge la lampada, la cornice dell'insengna,l'ancoraggio della cornice e il pilastro che sorregge il tutto .... Tutte queste parti verniciate e poi assemblate non danno la sensazione di fare il mestiere del conduttore come dovrebbe essere nelle intenzioni del progettista della struttura.
Poi ho trovato questo :http://www.samuelemazzolini.altervista.org/Definizione%20di%20massa%20elettrica.pdf
e ho tratto queste conclusioni che gentilmente vi sottopongo dato che non so quanto autorevole è l'autore:
Il cavo giallo verde attaccato alla base del pilastro e collegato al solo sottostante impianto di terra locale è stato messo perché chi ha fatto la struttura non sapeva se venivano installate lampade di
A) classe I
B) classe II
C) "classe incerta" cioè con solo isolamento principale e senza morsetto di terra
nel caso A : asta, cornice, pilastro non sono masse ma solo una struttura metallica che sostiene anche una porzione di impianto elettrico. L'unica massa sono gli involucri metallici degli apparecchi illuminati .... e deve esserci un impianto di terra raggiungibile dal quadro dove collegare tutti i PE delle lampade ... e se non c'è sa da fare e quindi qui si potrà usare lo stesso differenziale per più insegne dato che si realizzerà un impianto di terra unico....(la messa a terra locale torna utile solo nel caso di necessità di abbassare ulteriormente la R di terra)
nell caso B : non vi sono masse, messa a terra locale inutile... ma tutto ok
nel caso C : potrebbe essere considerata massa il pilastro in quanto può essere toccato e in continuità con l'involucro dell'eventuale apparecchio di illuminazione dotato di solo isolamento principale...quindi messa a terra locale UTILE se verificata la continuità tra la parte metallica che sostiene l'apparecchio illuminante e il pilastro messo a terra...altrimenti la prescrivo con un collegamento (o meglio un impianto di terra unico: PE in qualche modo fissati alla parte metallica che sostiene le lampade e poi collegati nel quadro tutti assieme ad un dispersore messo ad hoc)
scusate se mi sono dilungato con la descrizione ma con solo un scarno preventivo non si può mettere la mano sul fuoco su cosa verrà fuori ... e sto approfittato per ragionarci sopra prima con voi.
Per Mike,
SI nei siti in cui è presente il collettore di terra all'origine dell'impianto è possibile portare il PE fino alle lampade e risolvere tutti i problemi incontrati finora.... però restano almeno un paio di casi che inizialmente ho tralasciato dove NON (sono sicuro che) c'è un collettore di terra : non c'è proprio nessun fabbricato e l'impianto è costituito da: punto di fornitura + quadro (dove si ripartiscono le 2-3 partenze ) + le e insegne ... quindi le uniche messe a terra sono quella delle singole insegne (collegate attualmente sotto lo stesso differenziale).
E quindi esaminiamo questi ultimi casi :
.... ero un po perplesso nei riguardi della continuità galvanica tra l'eventuale morsetto di terra dell'apparato illuminante e il conduttore di terra che spunta dalla base del pilastro perché in mezzo c'è : l'asta che sorregge la lampada, la cornice dell'insengna,l'ancoraggio della cornice e il pilastro che sorregge il tutto .... Tutte queste parti verniciate e poi assemblate non danno la sensazione di fare il mestiere del conduttore come dovrebbe essere nelle intenzioni del progettista della struttura.
Poi ho trovato questo :http://www.samuelemazzolini.altervista.org/Definizione%20di%20massa%20elettrica.pdf
e ho tratto queste conclusioni che gentilmente vi sottopongo dato che non so quanto autorevole è l'autore:
Il cavo giallo verde attaccato alla base del pilastro e collegato al solo sottostante impianto di terra locale è stato messo perché chi ha fatto la struttura non sapeva se venivano installate lampade di
A) classe I
B) classe II
C) "classe incerta" cioè con solo isolamento principale e senza morsetto di terra
nel caso A : asta, cornice, pilastro non sono masse ma solo una struttura metallica che sostiene anche una porzione di impianto elettrico. L'unica massa sono gli involucri metallici degli apparecchi illuminati .... e deve esserci un impianto di terra raggiungibile dal quadro dove collegare tutti i PE delle lampade ... e se non c'è sa da fare e quindi qui si potrà usare lo stesso differenziale per più insegne dato che si realizzerà un impianto di terra unico....(la messa a terra locale torna utile solo nel caso di necessità di abbassare ulteriormente la R di terra)
nell caso B : non vi sono masse, messa a terra locale inutile... ma tutto ok
nel caso C : potrebbe essere considerata massa il pilastro in quanto può essere toccato e in continuità con l'involucro dell'eventuale apparecchio di illuminazione dotato di solo isolamento principale...quindi messa a terra locale UTILE se verificata la continuità tra la parte metallica che sostiene l'apparecchio illuminante e il pilastro messo a terra...altrimenti la prescrivo con un collegamento (o meglio un impianto di terra unico: PE in qualche modo fissati alla parte metallica che sostiene le lampade e poi collegati nel quadro tutti assieme ad un dispersore messo ad hoc)

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